6° giorno del 5° mese anno 2009 Dopo la Caduta

Paura e delirio a Imp-na-dar
Di Alexander Mc Zambell

Un rumore di cavalli riecheggia per il cortile del palazzo.
Il corpo piccolo e fragile di una bambina è stretta tra le braccia di un uomo che la culla con dolcezza.
La porta si apre con delicatezza ed una persona scivola all’interno con passo leggero.

A- Dimmi Jewels.
J- Signore, la Badessa è rientrata a palazzo.
A- Preparate dell’acqua calda e riscaldate la stanza da letto, sono certo che mia moglie desideri rilassarsi e stare un po’ con la bambina. Non mi spiego tutto questo ritardo per giungere a palazzo.
J- Come ordinate Signore.
A- Un’ultima cosa Jewels. Io o la Badessa attendevamo ospiti?
J- Non che io ricordi Signore.
A- Allora come mai tutte queste persone a seguito della sua carrozza?

L’uomo con la bambina si sofferma ad osservare la carovana dalla finestra finemente decorata da un mosaico recante una chiave con in cima appollaiato un corvo, il tutto unito da piombo ed argento.

Dopo qualche minuto la porta nuovamente si apre, entrano la nutrice e il servo, Jewels, che anticipano la Badessa e Dav.
Alexander osserva l’uomo, colpito dalla sua presenza a palazzo, dopo di che rivolge lo sguardo alla moglie e con un sorriso parla.

A- Bentornata moglie mia, come state? Avete fatto buon viaggio? La piccola Niyareja ha sentito la vostra mancanza.

Un silenzio riempie la stanza, Alexander osserva gli occhi della donna davanti a lui, essi sembrano vuoti, privi d’emozioni e sentimenti, privi di quella suadente luce nera che gli ha attanagliato il cuore.
Di colpo stringe la bambina come per proteggerla.
Gli occhi di lei si posano nei suoi, poi assumono un’aria interrogativa, quasi timida, e subito corrono a cercare quelli di Dav.

D- Niya questo è tuo marito, Alexander. Capo ti presento Niya. Non ricorda più nulla del suo passato. Le uniche cose che sa gliele ho riferite io. Si ricordava però di sua figlia, credo che sia il caso che gliela facciate tenere in braccio, potrebbe aiutarla.
A- Cosa sta succedendo? E’ uno scherzo?
D- ehm….no capo…non so se è andato storto qualcosa con gli studi che facevamo o che….si ricorda la scuola degli evocatori vero? Ecco…come dire….c’entra con ciò che è successo.
A- Dav cosa è accaduto?
D- E’ apparso quel tale che cercavamo di contattare coi rituali…quel Prishnak, si è allontanato con sua moglie. Io, Edeenia, Nur Salian e Gemini li abbiamo seguiti ma lei ci ha chiesto di rimanere sola con lui. Li abbiamo lasciati parlare senza perderla di vista…
A- … e poi?
D-Quando è tornata…ecco…era in questo stato…non ci riconosceva più.
Le uniche cose che ricordava erano il proprio nome, il suo potere arcano e di essere una madre.
Poi abbiamo cercato di farle tornare la memoria, chi con calma chi con un po’ troppa foga.
Pensiamo sia dovuto al simbolo che le è apparso sul collo ma non ne siamo certi.
ehm….non so darle risposte capo.
A- Impossibile! Amore, sono tuo marito Alexander e questa è la tua bambina Niya. Che ti succede?

La donna sgrana gli occhi e si ritrae senza troppo vigore, lo sguardo cerca insistentemente quello del Velisiano.

T- Mi dispiace Signore, ma non vi ricordo. Perdonatemi…

Alexander consegna la bambina alla nutrice, si avvicina nuovamente a sua moglie e le prende le mani.

A- Tesla sono Alexander mi riconosci? Sono tuo marito!

La donna si scosta con più foga, sottrae di scatto le mani ed indietreggia di qualche passo. Lo sguardo corrucciato vaga nella stanza, tra i libri ed i tendaggi, fino a posarsi sulla piccola bambina stretta dalla nutrice, che ascolta discretamente.
Ancora una volta i suoi occhi corrono cercare quelli di Dav, lui fa un piccolo cenno e lei si muove in direzione della bambina, la prende tra le braccia ed inizia a cullarla osservandola attentamente.
Il viso di Alexander diviene pallido, le mani strette in pugni, le unghie conficcate nel palmo, i suoi occhi increduli guardano il vuoto, poi si volta verso
il Velisiano, ed i suoi occhi bruciano come fuoco.

D- Capo ho mandato a chiamare dei dottori dell’università di medicina di Yerevan, sono i migliori dottori di tutta Velis. Spero che loro sappiano dirmi cos’è capitato o sappiano curarla. Giungeranno qui con un lascia passare del Castellabate il prima possibile.

Alexander perso nei suoi pensieri, con passo pesante si dirige verso l’uscita della stanza, poi di colpo si ferma e come affaticato appoggia la sua mano sullo stipite della porta.

A- Occupati di mia moglie fino al mio rientro Dav. Tu, nutrice, accudisci la piccola Niya. Jewels occupati della Badessa, mostrale l’abazia, i suoi studi, i nostri ritratti, tutti i nostri ricordi…

Alexander fa un profondo respiro, come se gli mancasse l’aria dai polmoni… come se non respirasse da minuti.

A- …falla visitare da cerusici, saggi, maghi, chierici e sciamani orchi, qualsiasi persona ti venqa in mente conducila a palazzo. Se qualcuno dovesse capirci qualcosa di quello che sta accadendo fammi chiamare, mi troverai a Parma. Ora fammi sellare il cavallo: devo andare a chiedere spiegazioni a Mastro Zildjian.

Alexander esce dalla stanza, gli occhi sono lucidi ed i pugni stretti.
Dal corridoio un sussurro leggero si leva.

A- Prishnak, non scapperai alla tua fine!