29/06/09 Inserito BG Talos

– “Benvenuti, giovani e… cough… meno giovani apprendisti.
Il mio nome è Frater Antimacus, capo bibliotecario del luogo dove ora siete assiepati. Questa è l’Aula Magna dell’Arcani Gymnasium, la biblioteca della nostra città, sede locale della Corporazione dei Maghi.
Sono oltremodo lieto di vedere che la Magna Schola de Magia di Città delle Due Torri attira sempre nuove menti desiderose di apprendere e… immagino anche il nostro Conte lo sia!
Vedo numerosi volti forestieri e immagino che molti di voi non siano affatto avvezzi a quello che avete visto nel vostro viaggio attraverso le Terre di Talos, ma sappiate che per conoscere Talos nel miglior modo, bisogna viverci per qualche tempo, poiché vari e all’apparenza bislacchi sono i nostri usi, ma altrettanto grande è il cuore di quello che molti storici, a torto o a ragione, considerano il ducato più antico del Reame…
Per essere più chiari, sottoporrei alla vostra ancor vigile attenzione un brano tratto da un testo miracolosamente giuntoci dall’Età dell’Oro, redatto probabilmente da un antenato di un illustre membro della nostra armata, alto esponente della Chiesa di Teldon.”
L’anziano bibliotecario si lisciò la lunga barba colore dell’acciaio, soffermandosi un attimo sul ventre prominente e morbido, facendo per schiarirsi la voce con la mano a pugno davanti alla bocca.
– “Cough… eeeerrrhm! …Lo sapevo che dovevo smetterla prima con l’erba pipa… cough!”
Con voce nasale ma stentorea, l’uomo iniziò a leggere alla platea che affollava l’anfiteatro ligneo.
<<Compendio adornato de Mastro Altair VanSaar, de la Ecclesia Teldonii in lo Borgo de’Roccia di Mines.
Capitulum Tertio: De la veridica historia de le Libere Terre di Talos
Terzodecimo Juorno de lo Mese di Majo, Anno Teldoni 2791 Ante Caduta
…Varcati li grandi ponti de barche ne li pressi de lo borgo de Tuan, havvi allo meridione dello Fiume Grando una vasta spianata che tocca li due mari alla destra e alla manca, de molteplici fiumi et torrenti solcata, felixe et prospera all’umbra de li monti che fan da schermo a li colli de Alta Rupe. Codesto loco est nomeato Talos et resomilia at uno trapectio arribaltato de campi ubertosi e colline copertute de vigne rigogliose et scure. Lo grufolar de’porci et lo stridor de’mulini est musica freqquente ne’li tanti villaggi de’contado, ma assise colle natiche in su li colli havvi numerose cittadine alte, mentre burghi de pietra fortificati puntinano la planaria e porti afformichinati de barche e chiatte sulle rive de li fliumi li più grandi e de li mari hospitano li mercanti dello septentrione e una variopinta eschiera de’genti de le terre d’oltremontagne. A lo centro de la planuria, incastonata ne li verdi campi come in una chorona de ismeraldi, havvi la gemma la più splenderrima de lo Reame, la cittadina de Parma, ove lo trono de lo Re nostro est semper stato et le Corporationi de lo Sapere habbino la loro sede. Traversata de lo fiume che da lo nome a le terre nintorno, Parma est…>>
– “Beh, non credo sia necessario annoiarvi oltre. Se siete promettenti come i vostri mentori o i curricola dicono, credo abbiate tutti colto, oltre al linguaggio arcaico, la data del brano che ho testé letto… cough!”
L’uomo richiuse il pesante tomo antico, sollevando una nuvoletta di polvere e lo depose su un basso tavolino munito di ruote, accanto ad un tavolo di marmo bianco che occupava quasi interamente il centro della sala.
Antimacus afferrò una lunga bacchetta di legno nero e, con uno schiocco, ne calò la punta sul tavolo…
– “Questa è una mappa del Ducato di Talos aggiornata secondo le indicazioni dei migliori cartografi dei quali la Duchessa Nemesi disponga: i sapienti che hanno scelto di unirsi all’armata dell’Aquila Nera. Come ben sapete, un cataclisma ha recentemente colpito il Reame, allargandone i confini e portandoci a conoscenza di alcuni dei dominii d’oltremare e oltre i monti a settentrione e a meridione, donandoci al contempo nuove terre, ma strappandoci lingue di mare e intere catene montuose… La nostra armata, come quella della Teocrazia Narvatica, dell’Impero di Altarupe e della Marina di Ran, sono tuttora impegnate nel loro peregrinare per il Nuovo Reame in cerca di… di… beh, alla ricerca di nuove conoscenze!”
Alcuni tra gli scolari più esperti ridacchiarono sotto i baffi, dandosi di gomito, altri ascoltarono, prendendo appunti frettolosi sui loro taccuini… il tentativo di Antimacus di ammantare di un’aura di nobiltà d’intenti l’affannoso arrabattarsi delle armate per le nuove terre era stato così ridicolo da sollevare l’ilarità generale. I soldati si spostavano per conquista, non per conoscenza…
Con un fastidioso raschio metallico, Antimacus spostò la bacchetta verso il lato sinistro del tavolo e nuovamente la schioccò sulla sua superficie.
– “Accoccolata al centro di quello che un tempo era uno splendido golfo sul Mare dei Gorghi Eterni, all’ombra dei Picchi Grigi, al confine con l’Impero di Altarupe e con Narva, sorge la splendida Las, nell’omonima baronia nella contea occidentale di Picania. Chiamata anche il Borgo delle Tentazioni, il cataclisma non ha cambiato gran che questa cittadina mercantile, eccezion fatta per il clima: il golfo si è dilatato e le antiche correnti calde del Mare dei Gorghi Eterni non lambiscono più come prima le sue coste, perciò, di tanto in tanto, le tempeste di neve dei vicini Picchi Grigi imbiancano anche il suo porto, recentemente ampliato per ospitare i bastimenti provenienti dall’isola di Ebla, dal vicino Impero d’Altarupe e alcune delegazioni diplomatiche dalle lontane terre di Amargosa. Celebre per la magnifica Isola della Gioia davanti al porto antico, Las è da tempo residenza estiva di alcuni nobili e mercanti facoltosi di Talos e gode di un particolare trattamento da parte del governo del Ducato: sin dall’alba dei tempi, i proventi delle innumerevoli case da gioco e di tolleranza situate all’interno della sua cerchia muraria sono esenti da qualsivoglia tributo, a patto che ne venga distribuito annualmente un terzo alle famiglie dei portuali. Durante la Cerimonia dei Doni, celebrata lungo i suoi moli al solstizio d’inverno, i membri della nobiltà e i mercanti più facoltosi, tra cui la famiglia Sorosh, si travestono da scaricatori di porto e camerieri e distribuiscono cibo e suppellettili alle famiglie bisognose. Come avrete immaginato, il soprannome che Las si è meritata nel corso dei secoli è dovuto alle numerose case da gioco e… cough… postriboli che costellano gli stretti carugi. L’Isola della Gioia, invece, non è altro che un’intera isola attrezzata a giardino dei divertimenti, sulla quale è possibile trovare la più lussuosa casa da gioco di tutta Las, gestita dai Mercanti dei Sogni. Le più splendide e disponibili fanciulle che possiate immaginare vi sollazzeranno al Giglio Bianco, intrattenendovi negli splendidi bagni termali karhaliani o cenando con voi nella migliore taverna in stile ranita della costa occidentale, mentre per i più avventurosi e facoltosi è disponibile un intero labirinto sotterraneo, nel quale vengono liberate creature catturate in lungo e in largo per il Reame, al solo scopo di fare divertire chi può permettersi di farci un giro. Girano voci che persino la Duchessa Nemesi abbia voluto provare l’emozione di avventurarsi nei suoi meandri… Un tempo, la città ospitava anche una filiale della Zecca di Altarupe, che batteva moneta sonante per i giocatori più accaniti o… quelli più sconsiderati. La filiale è stata chiusa dai nani di Altarupe in seguito alla morte di Re Aaron I° il Pazzo, poiché temevano che Talos avrebbe potuto sequestrarli e costringerli a battere moneta differente …”.
Gli studenti rumoreggiarono: chi millantava di esserci stato, chi avrebbe voluto poterselo permettere e chi ne deprecava l’esistenza, ma su una cosa sembravano tutti d’accordo: doveva essere davvero un posto dove andare, almeno una volta nella vita…
Antimacus si schiarì rumorosamente la voce, attese che gli scolari si quietassero e riprese.
– “Vedo volti stupiti… e mi chiedo dove abbiate vissuto sinora! <<ONORE, GAUDIO E LIBERTÀ!>>” – disse Antimacus indicando il motto scolpito sullo stipite della porta dell’anfiteatro – “A Talos, la tolleranza, l’amore per la libertà e per il piacere sono ormai proverbiali: tutte le Chiese sono benaccette nelle nostre terre, senza distinzione alcuna, le diatribe si risolvono molto più spesso col boccale che con la spada e soprattutto le donne possono fare quello vogliono, tant’è che, alla ricostituzione del Reame sotto Aaron I°, i primi nuovi nobili talosiani saliti al trono sono state due donne, per non parlare poi della Duchessa Nemesi McFarland che regna su di noi da qualche anno. Tuttavia, chiunque, plebeo o nobile che sia, deve rispettare le più importanti delle regole: onore e libertà. La parola data è sovente sacra per un Talosiano e se c’è una cosa che può fare levare le armi a una persona delle nostre terre è una minaccia alla libertà… e se non siete vissuti in una campana di vetro, immagino sappiate che le armate di Narva l’hanno imparato a loro spese”.
Fremiti di indignazione si sparsero per l’aula: la guerra con Narva era ancora troppo viva negli animi e ancora ritenuta controversa per fare parte della storia scolpita nella pietra… ma Antimacus proseguì.
– “Rimanendo a occidente, risalendo lungo il confine, si incontra il Castello dell’Eterno, la residenza di Democrites, che assunse più volte guida del Ducato nei Secoli Bui e che da sempre è stato consigliere dei Re. È in questo luogo che Democrites l’Eterno ha custodito per anni e anni la Pentaroccia, prima di decidere di indire i celebri Giochi e muovere l’antica reliquia nel Ducato che meglio avesse figurato durante le competizioni incruente che vengono celebrate tra la fine del nono e l’inizio del decimo mese dell’anno. Molte sono le leggende nate intorno a questo personaggio, che dal canto suo non si è mai dato pena di smentirle nemmeno con i fortunati abitanti del suo borgo, ma per questo vi rimando alla lezione di mitologia di domani pomeriggio… Proseguendo attraverso la pianura verso settentrione e salendo lungo i declivi mentre ci spostiamo verso l’interno, possiamo incontrare il maniero di Altariva, ormai disabitato. Come suggerisce il nome, l’attività principale di questa città alta era la gestione della chiusa doganiera di fattura nanica, che, grazie all’ampia golena naturale formata dal fianco delle colline vicine, consentiva alle imbarcazioni provenienti dal Grande Fiume di raggiungere la costa attraverso il canale artificiale scavato nell’Età dell’Oro, scavalcando i bassi rilievi. Il Cataclisma ha purtroppo devastato la chiusa, facendo franare la collina nella golena e impaludando i campi circostanti, così i pochi abitanti rimasti ad Altariva stanno migrando verso l’interno di Talos alla ricerca di miglior fortuna, anche se si dice che una parte della popolazione locale stia tentando di ripulire la golena e ricostruire la chiusa, mantenendosi nel frattempo con la coltivazione della vite sulle colline vicine. Ma i migliori vitigni di Talos sono senz’ombra di dubbio coltivati sui colli del borgo di Picania, capitale dell’omonima contea, tanto che a lungo tempo la Compagnia dei Gaudenti è stata vista trascorrervi mesi autunnali durante la vendemmia, prima di ripartire verso il castello di Montechiarugolo. Benedetto dagli Dei con un clima mite e sovente soleggiato, il borgo di Picania non è altro che un fitto reticolo di case, cantine, poderi e manieri all’interno di un cerchio di colline coltivate a vite bianca e rossa, con strade di terra battuta bordate da muretti a secco in gesso e sassi. Com’è ovvio, il nono mese dell’anno è un periodo di grande fermento in questo borgo, che culmina con la Festa della Vendemmia, durante la quale il vino novello scorre a fiumi e spesso… cough… vengono concepiti numerosi nuovi cittadini, tanto che buona parte degli abitanti festeggia anche alla fine del sesto mese una sorta di compleanno collettivo…”
Risatine… Antimacus ci era abituato… accadeva tutti gli anni…
– “Scendendo dalle colline di Picania e tagliando la pianura verso sudest, entrando nella Baronia di Regis incontriamo la Città di Parma. Capitale storica del Reame Incantato, come tutti sapete ospita il Trono del Quadrifoglio, soglio del Sovrano del precedente Reame, oltre ad essere la sede del Concilio Interno degli Anziani delle Corporazioni, delle principali aule corporative e della maggiore biblioteca esistente nel Reame. Magari i più abili o meritevoli tra voi riusciranno a ottenere l’accesso alle aule corporative di Parma per ricevere gli adeguati insegnamenti a riservati solo ai più capaci… Dopo la morte di Reginald e Rebecca, i folli congiunti di Re Aaron, la Duchessa Nemesi McFarland è salita al trono di Talos e ha istituito a Parma l’usanza druidica del suo Clan di festeggiare la Notte degli Spiriti, nel giorno di passaggio fra il decimo e l’undicesimo mese dell’anno. Al calare del sole, a ogni porta e finestra delle case di Parma vengono accese lanterne di carta colorata e la gente si maschera a festa, spesso assumendo le sembianze di mostri o nemici, brindando e facendosi scherzi per tutta la notte. A dispetto di questa parentesi giocosa, Parma è nota per l’eleganza della sua architettura, tra cui spicca il magnifico Palazzo delle Stelle, residenza ducale e così chiamato per via della Sala dei Cieli, adornata da una volta in cristallo trasparente e dal pavimento in marmo blu sul quale sono state riportate in oro le costellazioni celesti. Inoltre, è senz’ombra di dubbio la città dove si mangia meglio nel Reame Incantato, tanto che si mormora che i cuochi più capaci abbiano fondato quella che scherzosamente viene chiamate la Gilda del Mestolo, una sorta di coorte nella quale si scambiano segreti e ricette delle pietanze più deliziose. Vi invito a recarvi a Parma durante i festeggiamenti indetti annualmente in tutta Talos il Venticinquesimo Giorno del Quarto Mese per celebrare la Liberazione di Talos e Parma dalla piaga di Rebecca, la folle sorella di Re Aaron: viene indetto un enorme banchetto lungo le vie della città nel quale si possono assaggiare i piatti migliori dell’intera Talos”.
Le teste degli allievi si chinarono all’unisono, registrando uno dei rari giorni di vacanza a disposizione…
– “Venendo a discorsi più seri, è proprio davanti alle mura di Parma che nasce la leggenda della bandiera di Talos. Qualcuno di voi la conosce? O la ricorda?”
Nessuna voce… volti persi che fissavano ovunque meno che il centro dell’anfiteatro…
Antimacus sbuffò, tossì un paio di volte nella mano chiusa a pugno e riprese, piccato, il suo monologo…
– “Durante la prima guerra contro il negromante Shagrat, le sue schiere di cadaveri erano giunte quasi a cingere d’assedio la capitale, ma il mattino prima che giungessero a ridosso delle mura, da oriente una enorme aquila dalle piume nere come la notte solcò i cieli e calò sulle truppe non-morte, spazzandone via le avanguardie e costringendole a recedere sulle colline circostanti e permettendo alla cavalleria ranita di calare da dietro la città e unirsi così alla fanteria talosiana e ai Sei Eroi. Il resto è storia nota, mi voglio augurare… Qualcuno disse che l’Aquila Nera non fosse altri che Malcom Kay, uno dei Sei Eroi, altri vogliono vedere l’intervento del Signore della Morte, Crondor, contro l’eretico Shagrat, ma nessuno se non l’Eterno può saperlo davvero. Tuttavia, da allora le genti di Talos vollero che la testa del nobile animale campeggiasse sulla loro bandiera, a rappresentare chi li aveva aiutati a liberare le loro verdi terre dalla minaccia non morta.”
La bacchetta di Antimacus si spostò verso la parte superiore del tavolo in marmo, fino a schioccare nuovamente.
– “A nord di Parma, sulla riva meridionale del Grande Fiume in corrispondenza del Mare Nuovo che divide la parte meridionale di Ran e Narva, sorge Brosville. Anticamente non era che un villaggio di abilissimi carpentieri in riva al fiume e un vero e proprio granaio per Talos, grazie ai suoi vastissimi campi di cereali che giungevano a lambire le province vicine, ma in seguito al Cataclisma, Brosville è divenuta una città portuale che commercia farine e spezie con le terre del Nord, oltre che uno scalo per chi proviene dal Mare del Sole Nascente. Le forti correnti del Mare Nuovo sembrano non lambire questo villaggio disordinato, che è divenuto un porto sicuro anche per i mercantili della marina Ranita durante la guerra contro il Negromante. Inoltre, è proprio da Brosville che è salpata… ehm, no, cioè, decollata… beh.. insomma, partita per la prima volta la Nemesi I°, la prima nave volante mai costruita a Talos dall’allora Capitano Charles Montgomery van Hauten e il mastro Octavius De Faber. Scendendo nuovamente verso sud, appollaiata per metà sui colli meridionali e per l’altra metà spalmata sulla pianura si trova Regis, una Città Alta di relativamente recente costruzione, nota in tutta Talos per essere luogo di produzione di due ottimi vini rossi frizzanti, il Testaquedra e lo Zioganda. Sono senz’ombra di dubbio i numerosi caseifici l’attività principale di questo paese circondato da pascoli. La popolazione di Regis è equamente suddivisa fra rudi esponenti degli uomini degli altipiani e pacifici popoli delle pianure. Moltissimi Ramacian di Talos prediligono questo luogo, pare perché attratti dallo stile di vita particolarmente indolente e godereccio dei suoi abitanti, assai affine al loro e anche per la estrema prossimità di quieti boschi collinari nei quali sono soliti riunirsi per alcuni loro riti segreti. Spostandoci ancora più a sud, verso l’arco montuoso dei Monti Gobl, aggirando Parma incontriamo Montechiarugolo, un antico castello sull’altopiano vicino alla Capitale. A lungo utilizzato come residenza estiva e riserva di caccia dai sovrani di Parma, nei secoli bui è caduto in disgrazia, ma è stato l’alfiere della ricostituzione del Reame, essendo il primo territorio assegnato a un nobile dopo l’ascesa di Aaron I°. La castellana Nova Flysong della Compagnia del McBordel ne aveva fatto il suo Palazzo dei Piaceri dopo che le era stato donato dal nobile kutu Tetsubo Kabuto, cugino del sovrano e da allora il castello è rimasto nelle mani del McBordel fino a che la Signora, Kitty Purr, non ha deciso di intraprendere nuove vie che l’hanno portata lontano… Forse fin troppo “raffinato” nello stile e negli arredi per essere ambito da un nobile di sesso maschile, al momento è rimasto privo di abitanti, dopo che la Signora lo ha lasciato nelle mani dei suoi precedenti servitori.”
La bacchetta di Antimacus si spostò verso le pendici della catena montuosa a sud con un tintinnio metallico.
– “Alla sommità di questo sperone roccioso, torreggia, sulle valli circostanti, il castello di Matil, che ospita tra le sue mura il monastero della Sorellanza del Tuono, enclave femminile di sacerdotesse guerriere morgamiane. Rarissimo esempio di fucina gestita da donne, i migliori magli da guerra di tutta Talos vengono forgiati in questo castello, ritenuto a torto o ragione inespugnabile quasi quanto la città di Parma stessa. Il cataclisma ha segnato tuttavia duramente la struttura della fortezza, minandone le fondamenta in modo così grave da costringere la Sorellanza a traslocare parte dei loro alloggi e delle fucine nell’ala meridionale, ritenuta più sicura per via della minor pendenza del terreno. La Sorellanza del Tuono apre le porte del Castello di Matil ai visitatori da ogni dove in concomitanza con la Festa di Candelora, che si tiene nel paese sottostante il ventunesimo giorno del terzo mese di ogni anno. La processione di torce che spiraleggia dalle pendici del colle fino alla torre campanaria della fortezza è uno degli spettacoli più suggestivi di tutta Talos e simboleggia, a detta delle Sorelle, la vittoria della Luce nei Cieli. Scendendo dalle colline verso ovest e passando il confine con la Contea delle Due Torri incontriamo Miles, un antico villaggio di allevatori di bestiame, sede di un antico monastero teldoniano che attualmente ospita la cripta di Sir Randagio Piedesvelto. Questa Cripta è chiamata anche il Mausoleo della Luce e delle Lacrime, nel quale sono conservate le spoglie mortali del defunto cavaliere del Reame e deve il suo nome alla miriade sterminata di candele accese dai pellegrini che continuamente vengono a porgere omaggio al defunto e per i fiumi di lacrime versati da costoro. Si vocifera che le sue mura abbiano visto compiersi un miracolo, del quale però, gli abitanti sembrano essere piuttosto restii a rivelare portata e conseguenze. Da sempre dominata da un bivirato presieduto dalle famiglie gentilizie dei VanSaar e degli Spadonis, Miles è anche sede di una delle più dure accademie di Milizia dell’intero Reame. Le due famiglie che l’hanno sempre governata si sono spartite sostanzialmente gli incarichi: gli Spadonis, tenendo fede al loro nome, si occupano di formare la guardia cittadina e i migliori tra di loro cercano la carriera nella corporazione della milizia, mentre da sempre i VanSaar si occupano dello spirito e della fede degli abitanti di Miles, avvicendandosi alla guida del locale monastero come Cronisti o Guardiani del Tempo”.
Qualche singhiozzo si levò dalla platea e Antimacus osservò gli scolari, tentando di mantenere una freddezza incerta e artificiosa… aveva sentito delle gesta del cavaliere scomparso e nemmeno lui ne era insensibile.
– “Costeggiando l’arco montuoso e salendo lungo questo declivio, potremmo accedere ai territori di BorgoAlto, un’antica fortezza doganiera di confine con Altarupe, situata su un altopiano ricco di corsi d’acqua e laghetti circondato da boschi di querce sterminati. Sede dei più grandi allevamenti di maiali di razza scura del Ducato, il suo territorio incontaminato è un’ottima palestra per guardaboschi. Infatti, quelli provenienti da BorgoAlto sono tra i più capaci e abili dell’intero ducato, arrivando a rivaleggiare con gli Estet delle foreste ranite. Recentemente BorgoAlto è divenuta la roccaforte del Clan McFarland, meta di numerosi sairax e uno dei primi nuovi luoghi di culto dell’antica Dottrina del Primigenio, ma la Castellana Silent DeVir Worgensson che lo governa ne ha inspiegabilmente chiuso i confini successivamente ai Festeggiamenti della Pentesilea dell’anno duemillesimottavo… cough!”
Quel cognome suscitò un brivido in Frater Antimacus che, cercando di mantenere un contegno, spostò la bacchetta ancora e descrisse un ampio cerchio sul tavolo.
– “Risalendo verso nord e verso la pianura finalmente giungiamo qui, dove siete ora, a Città delle Due Torri. Così erroneamente chiamata a causa delle due altissime torri di guardia di costruzione elfica situate nella piazza centrale, è in realtà affollata da simili costruzioni, annoverandone almeno duecento. Sede di uno dei principali mercati agricoli del Reame, ospita la Magna Schola de Magia, la più antica scuola di magia del Reame Incantato ed vi si trova la Cattedrale di Teldon, la costruzione sacra più grande del Reame attualmente gestita dal Cardinale Christoph Dantes. Questo enorme luogo di culto è paragonabile in dimensioni solo al Tempio Nero di Xandria a Narva e alla Basilica di Città sulle Acque di Ran. A poca distanza dalla Cattedrale, sorge il Tempio degli Abissi, una curiosa costruzione sacra recentemente abbandonata, emblema del culto crondoriano in Talos prima dell’istituzione della Teocrazia Narvatica. Formata da sette cappelle in stili differenti unite in un unico corpo architettonico dall’aspetto sinistro, è posta sul fondo di una buia piazza a forma di imbuto. Città delle due Torri è nota per la vita notturna vivace, per essere costantemente affollata di mercanti da ogni dove e viene ritenuta uno dei paradisi culinari di Talos, tanto da rivaleggiare da sempre con la capitale Parma.”
Un brontolio di stomaco proveniente dalla platea suscitò l’ilarità generale, che Antimacus sedò con un violento colpo di bacchetta sul tavolo. Paonazzo in volto, l’uomo continuò, irritato:
– “Comprendo che questo lungo viaggio attraverso le nostre terre metta appetito, ma adesso spingiamoci a nord attraverso le pianure bonificate dagli uomini degli altipiani. Giungiamo quindi a Roccaferrata, capitale dell’omonima baronia. Situata a nordovest, condivide in parte il bislacco destino di Ravinia. Pur non essendo prettamente una città portuale, l’ampio Canale Ducale che portava dal Mare del Sole Nascente fino alla Fortezza delle Gemme adesso sfocia in un laghetto salmastro. Città culturalmente vivace, ospita e promuove da sempre le arti figurative e la musica, con il sostegno dei Monaci del Metallo, un antica congrega druidica di stampo teldoniano che rifiuta ogni genere di protezione o arma in metallo. Questa congrega ha eretto a Roccaferrata il suo maggior luogo di culto, chiamato semplicemente il Tempio, una gigantesca costruzione sacra interamente in legno, che ogni 25 anni viene abbattuta ed eretta nuovamente, come emblema del tempo che passa e rigenera naturalmente ogni cosa. La Cerimonia del Rinnovamento dura esattamente 5 mesi, durante i quali i Monaci del Metallo si esibiscono lungo le strade tenendo concerti, dipingendo o intagliando legno e avorio. In passato, quando il popolo dei Kuntz ancora si univa ai festeggiamenti, la concomitanza del loro Festival dell’Arte e della Cerimonia del Rinnovamento attirava visitatori e mecenati da ogni angolo del Reame e si dice che anche Sion della Torre vi abbia preso parte. Attualmente, dopo che il Barone Tel-E-Reen ha abdicato, la città non ha più un governante fisso. Le corporazioni vi hanno indetto il primo simposio sul Primigenio durante i primi mesi dell’anno 2008. E a sud, su quella che un tempo era la costa, troviamo Ravinia, l’antico porto orientale di Talos e splendida città d’arte. Dopo il cataclisma, Ravinia si è trovata esautorata del suo ruolo di bacino commerciale con Ran a causa dell’improvvisa emersione di una vasta lingua di terra che ne ha intasato completamente i moli, lasciando solo un labirintico delta di acqua salmastra, non ancora del tutto esplorato. Ospita la tomba del più grande bardo talosiano mai esistito, Connor McLane degli Altipiani Meridionali, il cui mausoleo è abbellito da un variopinto mosaico che racconta la storia del Reame Incantato”.
La bacchetta strisciò verso la parte in basso a destra del tavolo.
– “Continuando verso sud possiamo incontrare le mura di Iris. Le sue sterminate risaie forniscono il giusto complemento commerciale ai cereali coltivati nel resto di Talos, ma è senza dubbio l’antico Tempio Fortezza di Irisgarde, dedicato a Morgam, che rappresenta la maggior attrattiva di questo borgo di roccia, un tempo governato dal Barone Tharos e dalla compagnia dell’Ordo Coeli. Dopo la morte del Barone, l’ordine si è disperso, lasciando il tempio nuovamente nelle mani dei Templari del Fulmine. Nelle immediate vicinanze, sulle pendici dei Colli delle Sette Cascate troviamo il castello di Talen, scolpito nella vasta vena gessosa che solca la catena meridionale. Il castello è un antico fortilizio di costruzione elfica e si armonizza alla perfezione con l’ambiente circostante, tanto da essere visibile chiaramente solo all’alba e al tramonto, a causa dei riflessi iridescenti emanati dalla pietra nella quale è scolpito. È uno dei paesaggi più suggestivi di tutta Talos, tanto da essere rimasto abitato a lungo da una piccola fazione di elfi Laal, che ne hanno fatto un piccolo centro di artigianato in legno, solo recentemente espanso anche a livello agricolo. In ultimo, la provincia più meridionale di Talos è Falcatraz. Detta anche la Città Prigione, Falcatraz può trarre in inganno i rarissimi visitatori, dal momento che non sembra essere altro che una massiccia porta fortificata sul fianco di un alto colle nei Monti Troll a sudest di Talos. Sorta sulle rovine di quello che probabilmente un tempo era una cittadina dei nani di Altarupe, Falcatraz è uno dei borghi di roccia più antichi di Talos. Attualmente la più grande colonia di detenzione penale del Ducato, Falcatraz è un luogo dove solo i più duri fra gli uomini possono riuscire a vivere, alla fioca luce delle lanterne che ardono perennemente nei suoi cunicoli. I due ampi livelli superficiali della città ospitano le manovalanze e la milizia cittadina, preposte rispettivamente al sostentamento della popolazione le prime e alla guardiania dei prigionieri segregati nel ventre profondo della cittadina la seconda. Rigidamente militarizzata, Falcatraz è perfettamente autosufficiente e si mormora che potrebbe resistere ad un assedio in eterno, grazie al fitto sistema di gallerie che consentono agli abitanti di poter uscire all’esterno anche a miglia di distanza. Tuttavia, il Cataclisma ne ha probabilmente danneggiato alcune delle sezioni più profonde e antiche, con il risultato che gli abitanti non sono più chiusi e taciturni come prima, ma più inclini al dialogo con chi vive all’esterno…”
La campana della vicina cattedrale di Teldon rintoccò il mezzogiorno e la torma di scolari si precipitò fuori, affamata di cibo e luce… Antimacus depose la bacchetta e come ogni anno, si chiese quanti dei suoi allievi sarebbero rimasti stregati dalla bellezza delle terre di Talos…