11° giorno del 7° mese, 2009 Dopo la Caduta

-Ehi Pils, guarda quello come si è conciato. Non riesce neanche più a reggersi in piedi.
-Andiamo a frugargli nelle tasche, magari ha ancora qualche moneta che può gentilmente prestarci.
-….
-……
-Dunque, cosa hai trovato?
-Qualche moneta di rame e un libro. Sembra quasi un diario.
– Dà qua e fammi leggere, magari riporta informazioni importanti che possiamo vendere.
– …
– …
– Allora? Qualche buona informazione.
– Per tutti gli dei, Pils. Quell’uomo.. viene dal sud… ha perso tutto… sua moglie e i suoi due figli sono morti tra le sue braccia per il freddo. Non voleva abbandonare la sua fattoria perché era l’unica fonte di sostentamento per la sua famiglia e pensava che quel ghiaccio che era arrivato quest’inverno sarebbe scomparso presto. Invece non è stato così. Quando avevano finito di bruciare tutto ciò che era bruciabile in casa loro, ha capito che la situazione era disperata e quindi hanno deciso di partire alla volta di qualche città. Prima gli animali, poi i suoi familiari. E’ riuscito ad arrivarci vivo solo lui. E non ha potuto neanche seppellire i propri cari perché la terra era talmente dura che era impossibile scavare. Li ha dovuti abbandonare sul tragitto, lasciando i loro corpi in balia dei lupi.
– Ma… Ma… tu stai piangendo.
– Abbiamo rubato ad un morto Pils.
– Ma cosa stai dicendo? Era vivo e vegeto.
– Il suo fisico è ancora legato alla vita, ma la sua mente non è mai giunta in questa città. E’ morta in quel viaggio insieme alla sua famiglia. Andiamo a restituirgli ciò che gli appartiene.
Taverna del Cinghiale d’oro ad Argo