Patricia

PATRICIA

Contea di Firas

Patricia si erge al centro di una vasta pianura ed è circondata da dolci e verdi colline sul lato ovest che gradualmente si innalzano fino a collegarsi alle catena montuosa maggiore nel centro di Altarupe. La città fu costruita per volere della famiglia Corrino, che fino a pochi anni fa era l’unica proprietaria ed amministratrice delle maggiori opere monumentali tra le quali la Grande Biblioteca, l’Università e la Cattedrale. Patricia basa la sua economia essenzialmente sulla produzione di olio e vino, molto rinomati infatti sono i vigneti a ridosso della zona est della città che risentono della positiva influenza del vicino corso del fiume Runes e del vento caldo che sale dalla costa.
Il commercio è molto fiorente perché da sempre la città riveste il ruolo di principale nodo commerciale per le rotte carovaniere dirette a sud; queste vie sono tutt’oggi molto frequentate dato che la navigazione sul Mare dei Gorghi Eterni resta comunque un’impresa decisamente ardua e ben poche compagnie mercantili, ad eccezione di quelle originarie di Ebla, possono sostenere gli oneri legati al mantenimento di una flotta stabile seppur di piccole dimensioni.
La dura reggenza della famiglia Corrino ha permesso negli anni uno sviluppo armonico dell’area urbana e, durante i costanti ampliamenti, è stata mantenuta l’idea originaria di uno sviluppo concentrico dei quartieri della città. Vista dall’alto la pianta stessa di Patricia è infatti un’enorme spirale al cui centro si trova il Palazzo Proconsolare attualmente occupato dal Proconsole Brado De’Belial. Apparentemente complessa, la composizione del tessuto urbano rivela invece una grande predisposizione alla funzionalità, con ogni spira studiata per delimitare un quartiere diverso e per rafforzare e migliorare le difese cittadine. Questo particolare sistema di difesa che nasce essenzialmente dall’impossibilità di arroccare il palazzo del signore della città in cima ad un colle si è dimostrato negli anni altamente efficace, tanto che il Palazzo di Patricia non è mai caduto in mani nemiche fin dalla sua costruzione.
La città imperiale di Patricia è divisa in sette grandi quartieri:
il Quartiere Esterno è il più mutevole, dato che ad ogni ampliamento della città il portale d’ingresso viene spostato, rendendo l’accesso di Patricia unico nel suo genere. In questo quartiere si trovano le sedi delle gilde dei lavoratori e delle maggiori compagnie mercantili, oltre a innumerevoli magazzini, stalle e mercati di bestiame all’aperto.
Il Quartiere delle Fornaci è il secondo che si incontra addentrandosi nella città. Il nome deriva dalle sue case costruite con la nera e dura roccia estratta dal Picco Coraggio, scelta perché è l’unica che riesce a resistere senza danneggiarsi alle alte temperature e ai fumi delle decine di fornaci che punteggiano l’esterno del quartiere stesso; nell’interno invece sorgono le botteghe dei mastri vetrai, i cui lavori in vetro soffiato sono famosi e ricercati in tutto l’impero.
Il terzo quartiere viene detto dei Magazzini ed è il luogo nel quale sono stipate le principali riserve di cibo della città che consistono soprattutto in vegetali e carni, entrambi molto rinomati perchè conservati mediante un antico procedimento di gestione della temperatura che consente un bassissimo dispendio di sale e altri conservanti. In questo quartiere di Patricia viene inoltre prodotto olio in grandi quantità mentre gli scarti derivanti dalla lavorazione di quest’ultimo vengono seccati e triturati in una seconda lavorazione per la creazione di una pece utilizzata per l’illuminazione urbana.
Procedendo verso l’interno i visitatori accedono al Quartiere dei Parchi , caratterizzato da tetti di vetro che ricoprono la quasi totalità della sua superficie. Questo quartiere è stato voluto dalla famiglia Corrino per avere all’interno della città stessa un luogo di tranquillità e meditazione senza necessariamente dover uscire da Patricia. Grazie al clima mite del città, botanici da tutto il Reame Incantato hanno avuto la possibilità di creare un sistema molto elaborato di serre e giardini, nei quali far crescere piante che normalmente sono uniche di altre regioni. Uno degli intenti principali dei signori della città al momento dell’ideazione e dello sviluppo dei progetti del Quartiere dei Parchi fu anche quello di ovviare alle continue importazioni di merci dal sud di Altarupe che rendevano spezie e frutti esotici difficilmente accessibili alla stragrande maggioranza della popolazione.
Il quinto quartiere è detto delle Biblioteche ad onore appunto delle numerose sale di lettura che vi sorgono. In questo quartiere dedicato alla cultura è possibile trovare anche numerose officine che si occupano di produrre carta in grandi quantità utilizzando le materie prime coltivate e cresciute nel Quartiere dei Parchi. In questa zona della città sorge la famosa Università: un grande palazzo che ospita al suo interno le diverse scuole scientifiche e filosofiche alle quali venivano iniziati i giovani più promettenti della famiglia Corrino. Ogni ala della struttura ospita una scuola particolare assolutamente indipendente dalle altre; la differenziazione è accentuata soprattutto dalle diverse tipologie di arredamento che rendono ogni zona assolutamente unica. L’area riservata agli studi riguardanti la fede è quasi interamente ricoperta da una sottile lamina d’oro e l’illuminazione è ottenuta tramite un sapiente gioco di specchi presenti sul tetto. Qui non sono presenti finestre e la luce risulta costante a qualsiasi ora del giorno come se la notte non potesse toccare queste stanze. Nella zona degli studi riguardanti le arti della guerra l’arredo spartano è realizzato in ferro battuto e molto spazio è mantenuto libero per gli esercizi fisici e le simulazioni di battaglia realizzate tramite modelli scenici di piccolissima scala. Nella zona degli studi alchemici e scientifici le aule sono separate a seconda degli insegnamenti specifici ed ognuna possiede al suo interno numerose gabbie con cavie di laboratorio e piccole serre alimentate tramite condotti invetriati atti ad incanalare il vapore necessario sia al riscaldamento che al mantenimento di un elevato grado di umidità per lo studio dei parassiti e delle muffe.
Il sesto cerchio di Patricia viene chiamato Quartiere del Tempio. Esso ospita la grande Cattedrale di Teldon che per estensione occupa l’esatta metà della superficie del quartiere stesso. La restante parte dell’area fino a qualche anno fa era destinata ai dormitori dei Corrino che sceglievano di intraprendere gli studi ecclesiastici. Oggi questi dormitori non sono più unicamente riservati ai nobili fondatori della città ma ospitano indistintamente fedeli, religiosi e pellegrini. La grande Cattedrale di Teldon si differenzia dalle altre imponenti opere architettoniche di Patricia essenzialmente per l’assenza dello sfarzo che ha sempre accompagnato i Corrino nel corso dei secoli. La struttura in effetti altro non è che un casolare quasi distrutto privo di copertura per facilitare, simbolicamente, la comunione con Teldon stesso, Dio della Natura e dell’Equilibrio, al cospetto del quale il vero fedele deve accettare qualsiasi condizione gli venga prospettata. Viene infatti fatto divieto assoluto di interagire con l’ambiente della Cattedrale, la quale è ormai invasa da rampicanti ed arbusti che, salendo lungo le pareti, in alcuni punti formano una sorta di copertura naturale. Nel Tempio non esistono aree privilegiate o pulpiti privati, infatti ognuno può sedersi dove ritiene sia meglio; durante le funzioni religiose, addirittura, è usanza comune non rispettare le gerarchie nobiliari per dare spazio esclusivamente alle figure di riferimento della Chiesa Teldoniana. L’ingresso ai fedeli di altri dei è qui vietato, poiché per la rigida impostazione religiosa dei Corrino viene considerata eresia l’entrata di un fedele di una divinità perdente. L’attuale Proconsole della città ha dimostrato grande rispetto della tradizione di Patricia e ha scelto di mantenere intatto questo divieto.
Nel settimo quartiere che è il centro vero e proprio della città non sono presenti abitazioni civili. L’unica struttura che si erge invincibile qui è il palazzo dei signori di Patricia noto col nome di Beatità Teldoniana Corrino. Situato al centro della pianta della città è una costruzione di una bellezza inimmaginabile che sorge al centro di un piccolo lago artificiale, dando l’impressione di galleggiare placidamente su di esso. La base del palazzo affonda di qualche braccio nell’acqua ed è mantenuta stabile grazie ad un complesso sistema di palafitte e pietre galleggianti di origine vulcanica. La struttura è collegata alla terraferma grazie a quattro ponti rigidi fatti in madreperla, lo stesso materiale che, tritato in polvere finissima e unito da collanti di origine vegetale, ricopre la totalità della costruzione. La madreperla fu scelta al momento della realizzazione della grande dimora per creare un collegamento immediato tra il Palazzo e la pianta della città, simile ad una conchiglia. La Beatità Teldoniana Corrino riflette la luce sotto forma di dardi argentati sia di giorno che di notte. All’alba la superficie della meraviglia architettonica frutto della passione per le arti dei Corrino risplende in una pioggia di toni rosati che al tramonto si tramutano in incredibili scintille cremisi. All’interno della costruzione si trovavano gli alloggi privati di tutta la famiglia Corrino e le scuole primarie in cui venivano istruiti i giovani nobili. Ora, con l’avvento del Proconsole Brado De’ Belial il palazzo è stato ridimensionato, concedendo alla famiglia Corrino solo un’ala per gli alloggi, mentre il resto della Beatità è stato adibito ai ricevimenti e alla gestione del potere secondo le disposizioni del nuovo signore della città.
Dopo alcuni mesi dall’inizio dell’anno 2009 D.C. il Proconsole De’Belial ha spostato la produzione del vetro oltre la cerchia esterna, iniziando allo stesso tempo la costruzione di una nuova cinta muraria difensiva secondo i più moderni criteri bellici. Al posto dei vetrai sono state create aree ad esclusivo uso militare, interdette ai normali cittadini. Imponenti, ai lati del nuovo portale della città, sono stati eretti da poche settimane due colossi interamente lavorati in ossidiana di Neridia che rappresentano il Proconsole Brado De’Belial e Anarion d’Yvresse il Giovane, attuale Dux di Altarupe. Inoltre è stato istituito il Concilio di Patricia, presieduto dal Proconsole stesso, dai Castellani delle Centurie e dalle massime cariche religiose. Il Senato composto da queste nobili figure decide le strategie politiche ed economiche non solo della città, ma anche di tutti i territori ad essa assoggettati. Il Concilio si riunisce tre giorni prima dell’Equinozio di Primavera, e il termine di questo decreta l’inizio delle festività legate alla ricorrenza. A seconda della durata del Consiglio di Patricia pertanto, l’importante celebrazione primaverile può durare da uno a tre giorni.