Echi di Guerra – Cacciatori e prede

CAPITOLO 1
Cacciatori e prede

So che state vedendo ciò che vedo io, so che ora sentite i miei pensieri: vedete queste mura?
Sono le mura della nostra città.
Sono i corridoi che molti di noi hanno percorso durante l’infanzia.
Ora sono freddi, anzi gelidi.
 Il ghiaccio scende in pericolose stalattiti da ogni soffitto e le torce rendono l’ambiente solo più fumoso, non certo più caldo.
La nostra casa era sicura e adesso è una fortezza tra i ghiacci…
Sono il vostro re, ma mai nella mia vita avrei pensato di rivedere aperte le porte della nostra città.
I tempi sono cambiati.
 La nostra gloria sta per ricominciare.
Presto.
Molto presto.
Vedete davvero ciò che io vedo?
Se lo vedete sapete che questo è il luogo da cui ho guidato il mio popolo.
Lo scranno di fianco al mio è vuoto, è quello di Erakis, mia moglie: i nostri figli piccoli hanno ancora bisogno di lei e delle sue cure.
Quelli più grandi sono pronti per la battaglia.
Erakis dovrà essere madre per molti piccoli orfani fra non molto.
Ma è forte.
 Lo è davvero: il suo sangue è caldo come i suoi colori.
E’ rossa Erakis, rossa come il fuoco, calda come la lava, dura come il rubino ed è pronta a tutto per la sua gente.
Come me.
Devo visitare le feritoie delle guardie per controllare la situazione fuori sulle montagne.
Le feritoie sono i punti più deboli della nostra difesa: la roccia è più sottile perché è stata scavata per arrivare ad avere un punto di visione sull’esterno.
Sarebbe un pensiero sconfortante, se io fossi un codardo.
Se lo fossi dovrei essere terrorizzato più dai nostri portali, aperti sull’esterno ed invitanti che non da queste innocue feritoie.
I portali della città sono stati aperti al Suo ritorno e non verranno più chiusi finché Lui avrà vita.
La nostra unica difesa è l’attacco: al primo segno di invasione usciremo.
Usciremo in massa per fronteggiare i nostri nuovi nemici.
Sono secoli che la mia gente non affronta una battaglia di queste dimensioni.
Ma siamo pronti.
Siamo nati per combattere e ora più che mai i nostri muscoli sono tesi per l’attesa della battaglia.
Alla prima feritoia la sentinella mi fa spazio: solo neve e ghiaccio.
 Niente.
disegno 1 Casti
Passo oltre con un cenno del capo.
Alle seconda feritoia è di guardia mio figlio, il maggiore, Elnath
 Con un cenno di saluto mi lascia guardare all’esterno.
Anche qui niente.
 Neve e Ghiaccio.
Passo oltre e finisco tutto il giro, prima di ritirarmi verso la Sala.
La Sala è al centro della città, immensa e vuota, tranne per l’enorme Trono di Pietra che vi campeggia.
E’ stata chiusa per secoli, millenni.
Ma ora è aperta e la guerra è di nuovo alle nostre porte.
L’immenso trono di pietra è vuoto.
 Lui non è qui.
Chiedo a una delle guardie.
Mi risponde che è andato nella parte più interna, a vedere i giovani.
E’ giusto.
 I piccoli devono sapere che lui è con noi.
Devono sapere e capire che se i loro genitori cadranno in battaglia sarà in Suo nome!
Anche loro vedono ciò che io vedo.
Tutta la mia razza lo vede da quando Lui ha dichiarato la guerra.
Le sue parole sono risuonate possenti e nessuno, ovunque si trovasse, ha potuto ignorarle:

“FIGLI, ASCOLTATEMI TUTTI, GLI SCHIAVI ADRA MARCIANO VERSO LA NOSTRA CITTA’ LASCIANDOSI ALLE SPALLE SOLTANTO MORTE E DISTRUZIONE, ED ORA SFIDANO LA NOSTRA RAZZA E OSANO SFIDARE ME, IL PRIMO DEI CACCIATORI. MA QUANDO ARRIVERANNO CI TROVERANNO PRONTI!.
PREPARATEVI DUNQUE, SE VOGLIONO IL SANGUE, NOI GLELO DAREMO! A ME MIEI CACCIATORI, AFFILATE LE VOSTRE LAME, CI FERMEREMO SOLO QUANDO SARANNO CENERE! LA CACCIA è COMINCIATA!”

E da quel momento io sono diventato il generale di questo esercito, al Suo fianco.
Non ci sarà bisogno di urlare i miei ordini in questa battaglia.
 Tutti li sentiranno.
Tutti obbediranno.
Nessuno vuole dimostrarsi indegno quando combatteremo con Lui.

Elnath corre verso di me e io so che sono arrivati.
 I nemici sono arrivati.
 Lo so prima ancora che lui possa dirlo.
“Padre, sono qui.”
“Fa suonare i corni. Appena Lui sarà tornato compatteremo i ranghi e usciremo”
Mi dirigo verso i corridoi di uscita.
 La notizia è passata in fretta.
 Tutti si stanno radunando.
Tutti sono armati.
Feroci.
La voglia di sangue e di battaglia è nell’aria.
Sentiamo risuonare i Suoi passi pesanti sui pavimenti di pietra, la terra trema.
L’esercito si schiera ai lati e lo lascia passare avanti.
Centinaia di cacciatori si inginocchiano al suo incedere.
Lui non parla.
Ora è tornato.
La guerra è tornata con lui.
E Lui è pronto.
 E noi con Lui.
“ALZATEVI!” la Sua voce risuona potente nelle nostre teste.
Il Suo ordine viene eseguito.
Luce e neve entrano dai portali spalancati sull’esterno.
Il Suo ringhio è un suono che risveglia qualcosa di atavico dentro di me.
Tutto scompare.
 I muscoli si tendono.
La battaglia sta per cominciare.

Solo un pensiero mi attraversa prima di lanciarmi all’esterno seguito dai miei:
Come deve essere la scena vista da parte di quei miserabili Adra?
Avranno provato paura davanti alle porte di Faux su cui si affaccia quello che deve sembrargli un incubo di pelo, zanne e artigli?
Avranno sentito il ringhio che ha segnato la loro morte?
Sentiranno male quando gli artigli di SAIRAX dilanieranno i loro corpi?