25° giorno, 3° mese, 2010 Dopo la Caduta

La colonna di persone si muove lenta e compatta. La forza che ognuno impiega è al limite della sopportazione, ma nessuno resta indietro.

Si procede col passo lento e determinato di chi non vuole cadere, di chi si aggrappa alla speranza.
Sono passate settimane dalla partenza e nessuno, se non le abili guide, ha idea di quanta strada sia stata fatta. Si procede in modo incostante, aspettando le temperature migliori, tenendo conto della distanza del prossimo rifugio per ristorarsi e riposare. Una volta si è camminato per diciassette ore consecutive. Un'altra volta, dopo nemmeno tre ore, si è dovuto aspettare quattro giorni prima di poter ripartire, aspettando il finire della tormenta peggiore che mai si stata vista e ricordata.
I viveri sono molti. La legna è ancora abbondante. I Cacciatori di Bestie anticipano gli sporadici attacchi di rare creature affamate ridotte quasi a fantasmi di se stesse.
"La foresta dei Tuiadri sarà calda!" Si dicono molti.
"Staremo bene li!" Dicono altri.
"Ci uccideranno e divoreranno i nostri copri". Sostengono alcuni.
Ma non sono le parole a dar coraggio o a spezzare il cuore. Il silenzio è la peggiore paura di ognuno di loro.
Il silenzio dell'amico che un minuto prima rideva ed ora si trova per sempre immortalato tra le marionette ghiacciate di quei luoghi.
Il silenzio ultimo della madre quando il figlio piangente la implora di dargli una risposta che mai verrà data.
Il silenzio che la notte precede il riposo. Ci sarà ancora la mattina? Sarà solo silenzio?

In viaggio