27° giorno, 3° mese, 2010 Dopo la Caduta

Voci di Taverna

Di nuovo fermi ad aspettare la fine dell'ennesima tempesta. Fredda in modo innaturale. Il gelo penetra nelle ossa e nell'anima.
Sembra suggerirti di smettere di lottare, di lasciarti andare al suo abbraccio.
Questa volta la tempesta ci ha colpiti mentre eravamo in marcia. Abbiamo dovuto accelerare il passo. Sono stato tra i primi ad arrivare alla base della collina indicata dai Cacciatori. In questo luogo formato da un depressione naturale siamo almeno risparmiati dal vento e possiamo montare le tende. L'accampamento sta già prendendo forma. Non siamo ancora tutti. A un certo punto la differenza del passo tenuto ha spezzato la colonna unita. Siamo divisi.
Un pezzo grosso della Milizia, credo si chiami Livicius, ha organizzato delle squadre per raggiungere tutti e scortarli qui sani e salvi.
Dopo cinque ore l'ultima squadra, infreddolita e stremata, giunge con i ritardatari.
Comincia la conta dei dispersi. Odo le voci di madri che chiamano figli, di alcuni che chiedono notizie di parenti o amici.
Centottantasei in meno.
Inutile cercarli. Il gelo è, ora, la loro nuova casa.
Riposate in pace

In viaggio