Città delle Aquile

Proconsolato di Galeon, Contea di Asken

Città delle Aquile, così chiamata fin dalla sua fondazione ad opera delle prime comunità di nani che lavoravano instancabilmente nel cuore delle montagne, è un città popolosa, letteralmente abbarbicata sul fianco orientale di uno dei picchi più maestosi dei Monti di Altarupe: Karak-Armath nella lingua dei nani, che tradotto significa letteralmente “Incudine degli Dei”. L’intero complesso cittadino è un esempio esaltante della forte e maestosa architettura nanica, funzionale e inespugnabile.
Le costruzioni della città sono realizzate con lo stesso materiale che i nani hanno sbancato dai fianchi della montagna.
I risultati di questo sbancamento sono stati cinque enormi gradoni artificiali sui quali i primi coloni hanno gettato le fondamenta dell’insediamento.
Città delle Aquile a tutti gli effetti appare come un’immensa fortificazione a gradoni incastonata sul fianco della montagna, che si arrampica fiera per più di duecento metri dal livello inferiore a quello superiore, dove sorge il gigantesco forte.
Strade strettissime e abitazioni ammassate, quasi costruite una sopra l’altra, fanno da cornice alle normali attività del borgo, che principalmente riguardano la lavorazione di argilla e la metallurgia. Innumerevoli forge, perlopiù gestite dai discendenti degli antichi fabbri di razza nanica, tingono costantemente il cielo sopra l’insediamento di un fumo intenso, che rende la città visibile a molte miglia di distanza.
Proprio la produzione di armi e armature è uno dei vanti principali di Città delle Aquile, che assieme a Neridia risponde quasi completamente al fabbisogno delle Legioni Imperiali.
Tra i prodotti più apprezzati del posto vanno menzionate la famose armature di Mithril, la cui lavorazione e progettazione sono tutt’oggi un segreto gelosamente custodito dagli artigiani più vecchi ed esperti.
Queste particolari corazze, oltre ad essere molto più leggere delle normali controparti d’acciaio, sembrano offrire il doppio della resistenza, divenendo in molti casi veri e propri oggetti di culto.
Tanti dei discendenti dei nani fondatori della città infatti vivono tutt’ora a Città delle Aquile, e nel corso degli anni, pur non prestando regolare servizio presso le Legioni Imperiali, hanno dato vita ad un corpo di milizia molto particolare, che si occupa, in completa autonomia, di pattugliare e difendere la città contro qualsiasi attacco.
Questi pittoreschi combattenti amano indossare le antiche corazze dei loro padri, gelosamente tramandate nei secoli, e formano un elite straordinaria da vedere e micidiale da affrontare: in città questi valorosi sono conosciuti come “Difensori”. Assolutamente unica per la propria posizione strategica, Città delle Aquile è diventata nel corso dei secoli un importante centro di addestramento militare.
Qui infatti, sfruttando le migliaia di aquile che nidificano sui picchi adiacenti alla città, è nata un’importantissima accademia per la formazione di truppe speciali. I Falconieri di Città delle Aquile sono uno dei plotoni in forza all’Armata di Altarupe, anche se oggi vengono solitamente impiegati soltanto per missioni speciali in territori poco clementi.
Nelle leggende della città si fa spesso menzione di questi soldati e dei loro rapaci, che a quanto pare più e più volte si sono dimostrati fondamentali per l’esito di battaglie disperate. Il più celebre dei racconti mitici vorrebbe addirittura uno dei Signori della città, Thorgrim il Grigio, salvato proprio da una di queste aquile, dopo che la sua guardia d’onore era stata circondata da un’intera tribù di orchi, durante una delle antiche battaglie per il controllo dei terriotri montuosi di Altarupe.
Ricevere in dono uno dei rapaci addestrati di Città delle Aquile è tutt’oggi considerato oltre che un grande onore un segno di amicizia profonda e di rispetto: è prassi comune infatti che I maestri falconieri donino ai comandanti d’armata di Altarupe, nel momento della loro nomina, uno dei migliori esemplari di aquila in loro possesso, in modo che l’animale possa simbolicamente vegliare su di lui con occhi sempre attenti.
Ai tempi dell’Impero e di Artemis, Città delle Aquile non ha modificato le proprie usanze, e come nei secoli addietro conta di un’immensa guarnigione che in ogni periodo dell’anno può disporre di duecento falconieri, quattrocento tra balestrieri e arceri, più un numero variabile di scout addestrati al combattimento tra le montagne, che oscilla tra I trecento e I cinquecento a seconda del movimento di bestie tra le montagne. Oltre a queste truppe regolari vanno ricordati I Difensori, che solitamente non superano mai le cinquanta unità. Ad oggi la città è amministrata da un messo imperiale, che guida e amministra l’insediamento nel nome del primo Imperatore di Altarupe.