Echi di Guerra – Lampi di Luce

Capitolo 6
Lampi di Luce
Il tempio di Morgam non era affollato come si ci sarebbe potuti aspettare.
I seguaci del Dio della Luce stavano passando giornate relativamente tranquille avvicinandosi ai boschi dei Tuiadri, nonostante i fedeli di Crondor fossero più agguerriti e più vogliosi di stragi da quando era loro apparsa la Voluntas in sogno: per la prima volta la furia dei sanguinari nemici non era rivolta verso la loro nemesi.
La funzione era sommessa e molti fedeli preferivano pregare da soli in diversi angoli della grande tenda adibita a tempio.
Una scintillante statua in marmo bianco, raffigurante il Grande Drago d’Oro, era posta in cima all’altare e quando prese a muoversi quasi nessuno se ne accorse.
Ma poi la luce intorno alla figura si fece così intensa e scintillante che molti occhi si volsero a guardare, mentre un incredulo sussurro divenne in breve un urlo di gioia e stupore collettivo:
“miracolo… Miracolo… MIRACOLO!”
I fedeli si avvicinarono curiosi ed intimoriti.
La statua parlò con voce profonda:
“La Dama vede i vostri cuori e sa che sono pieni di preoccupazione. Faux e Città del Serpente sono stati attaccati dagli Adra, ma Ella, nella sua calma Prudenza ha trovato lecito aspettare l’evolversi degli eventi.”
La visione arrivò inaspettata.
Tutti videro come se si trovassero contemporaneamente in due luoghi, seppero con certezza che ciò che vedevano era reale: il tempio aveva alte cupole dorate illuminate dai brillanti raggi del sole e i muri erano coperti di fiori che non soccombevano alla glaciazione, in netto contrasto con la laguna che era ghiacciata e immota.
La statua del Drago d’oro continuò a parlare e la voce sembrava giungere fin nel profondo delle loro menti, diretta ai loro cuori:
“Ora anche il Grande Santuario a Città sull’Acqua è attaccato dagli Adra e Morgam nella sua infinita Giustizia non accetterà che la terra di Ran, che in passato ha già tanto subito, soccomba anche a questa nuova disgrazia. Il Titano di Luce, con la sua Forza, non accetterà che il suo tempio venga invaso, saccheggiato e devastato da queste creature senza fede e senza ideali.
L'Aquila Sovrana è Rispetto per la Vita, ma non è mai passiva accettazione delle cose! Dobbiamo saper distinguere una guerra degna di essere combattuta, quando questa si presenta a minacciarci! Noi, difensori della Dama, non siamo certo inferiori per numero, per forza o per Coraggio a nessun altro. Fedeli alzate i vostri martelli e cantate la vostra Fedeltà a Morgam: I cieli si stanno aprendo anche per voi!"
Il sole splendeva sul tempio, ma anche sui rossi mantelli degli Adra che lo stavano assediando.
Gli attaccanti battevano furiosi contro i portali splendenti, producendo un sonoro e ritmico battito, ma il tempio rimaneva chiuso nonostante i portali cominciassero a creparsi sotto la furia dell’assalto.
Con uno scricchiolio come di vetro infranto, lentamente le fenditure si allargavano e il suono si faceva più alto e repentino.
Poi un forte rumore sovrastò quello provocato dagli attacchi degli Adra e quando essi volsero lo sguardo verso l’acqua videro la fonte di quel suono: la spessa lastra di ghiaccio che copriva la laguna si era spezzata e da essa un’enorme bestia ricoperta di lucenti scaglie d’oro stava emergendo lentamente.
Era immensa, continuava a fuoriuscire dalle gelide acque come se la sua mole fosse senza fine.
Quando il dorso fu libero, lentamente, spiegò le possenti ali, coprendo la vista da un orizzonte all’altro con le scintillanti membrane. Poi la testa puntuta si erse e il suo ruggito fece fremere l’aria e sollevò la neve tutto intorno al tempio.
Gli Adra si immobilizzarono a guardare il drago che si levava in volo: con pochi battiti d’ali si erse altissimo e cominciò a ruotare minacciosamente intorno al tempio.
Dopo nove giri in cielo il drago scese in picchiata verso il basso, la sua ombra copriva quasi tutto il cielo quando si fermò di colpo, librandosi con potente grazia, all’altezza della torre più alta del tempio.
Lassù in alto, minuscola per la lontananza, ma splendente di luce, apparve la Dama della Laguna, con i lunghi capelli dorati parzialmente coperti da un elmo scintillante piumato di bianco.
Il suo salto verso il collo del drago sembrò un volo senza peso.
Insieme gli esseri divini volteggiarono sulle guglie del tempio e poi la Dama alzò al cielo il suo martello. Dopo un attimo d’immoto silenzio, la donna e il drago, all’unisono, lanciarono un urlo acuto e infinito, che continuava a salire ottava dopo ottava come se dovesse squarciare il cielo.
E il cielo si squarciò davvero in risposta a quel suono: le nubi si allontanarono, il sole splendette come mai aveva fatto prima e infine anche il blu del cielo venne avvolto dall’abbacinante luce bianca che pioveva spietata verso la terra.
Abbagliati gli Adra chiusero gli occhi.
Fu un solo attimo ma quando li riaprirono il drago era lì, davanti a loro e la Dama era in piedi davanti al suo tempio.
disegno 6 Casti

Sorrise fulgida e radiosa, di un sorriso che prometteva Pietà per i loro cadaveri.
Il sole splendeva sugli schinieri e sui bracciali lucenti, l’elmo piumato da vicino rivelava grandi ali bianche, e gli occhi azzurri erano fissi verso l’alto, ignorando il nemico.
Improvvisamente neve bianca e soffice cominciò a scendere sulla piazza.
Non era fredda e non era neve.
Migliaia di piume insieme ad un canto alto e melodioso annunciavano l’arrivo delle Valchirie.
Davanti a loro splendidi nell’immenso fulgore gli Spiriti di Luce guidavano la discesa.
La visione sfumò e la statua di nuovo parlò ai fedeli nel tempio: “La guerra è arrivata anche a Città sull’Acqua! Ma voi, fedeli di Morgam, non dovete temere. Che la vostra terra rimanga Integra come la vostra fede!”