Echi di Guerra – La differenza tra vivere e morire

Capitolo 12
La differenza tra vivere e morire

Credevo di essere morto, ma qualcosa mi aveva risvegliato.
Ero ancora disteso nella neve e nel mio stesso sangue. Lo vedevo. E vedevo le nebbie davanti a me condensarsi in qualcosa.
Qualcosa che si stava avvicinando.
Vorrei poter credere di essere davvero morto, o almeno addormentato. Questo è un incubo. Uno dei peggiori.
Le parole di Zemekis erano vere: i Vragozar si stanno avvicinando per unirsi al suo esercito.

Ci avviciniamo.
Non corriamo, ma ci avviciniamo spediti.
Non dobbiamo correre. Non ne abbiamo bisogno. I nostri simbionti ci hanno detto ciò di cui avevamo bisogno. Sono con noi, nelle retrovie.
Loro non sono combattenti, e non sono nemmeno lavoratori.
Loro sono diversi da noi, ma in loro la diversità non è un male.
Sono secoli che ci conosciamo, siamo bravi a convivere con loro. E loro con noi. La fiducia e l’utilità reciproca ci legano. Ci fidiamo di loro perché non ci hanno mai traditi. Sono bravi. E sono utili.
Sentiamo l’odore del sangue.
Sangue umano.

Vedo Zemekis con la coda dell’occhio. Lui crede che io sia morto e non si occupa di me, troppo assorto a contemplare la sua immensa vittoria che si sta avvicinando sugli artigli affilati di quelle bestie. Vorrei potermi muovere, poter gridare, ma semplicemente non ci riesco. Vedo tutto, ma non sono in grado di cambiare gli avvenimenti. Sono uno spettatore impotente.
Vicino a Zemekis c’è una creatura strana. Mai viste prima di simili. Anche lei sembra impotente, così incatenata e prigioniera. La fisso intensamente. Vorrei che potesse vedermi e condividere per un attimo la mia disperazione.

Lei e vicina e LUI è con lei.
Vediamo la scena da tutti i nostri punti di vista insieme. Gli umani sono morti o stanno morendo stesi nella neve.
Gli altri, quelli che si chiamano Adra, sono in piedi e ci aspettano.
LUI è con loro e la tiene alla catena.
Lei ci vede e sorride.
“Arriviamo.” Le diciamo e la sentiamo dire a LUI:
“Ecco, Re Immortale, sono arrivati.”
Lui sorride soddisfatto e ci guarda avido.
Ma noi ci fidiamo dei nostri simbionti e sappiamo che va bene così.

La sento dire “sono arrivati”. La strana creatura è tranquilla, come se fosse naturale per lei essere così incatenata, come se non le importasse. Ma a me importa. E’ lei che sta consegnando i Vragozar nelle mani di Zemekis. Se avessi la forza di alzarmi potrei tentare di ucciderla e fermare così questa pazzia. Certo morirei poco dopo… ma il mio tempo è ormai troppo vicino perché la cosa mi importi davvero. Vorrei. Ma non riesco.

Siamo sparsi a ventaglio su tutto il loro orizzonte e il primo di noi attacca. L’Adra davanti a lui lo uccide con facilità.
Ma noi ora sappiamo cos’è un Adra e cambiamo per combattere meglio.
Attacchiamo, artigli pronti a ricevere il sangue delle creature rosse.
Loro cercano di ucciderci con i loro metodi magici, ma noi cambiamo più velocemente.
E LUI ora strattona la catena e urla:
“Cosè questa storia. Fai fermare quelle bestie! Perché ci stanno attaccando?”
C’è una nota strana nella sua voce. Qualcosa che non ci appartiene. Forse panico o paura, pensa lei. E sorride.
“Oh… Re Immortale… loro sono una razza con una lunga memoria. Mi dicono di dirti che non si sono scordati del Kemeres.”
Lui sembra disorientato:
“E quindi? Tu hai detto che avrebbero ubbidito agli ordini! Ordinagli di fermarsi!”

I Vragozar… Il Kemeres… Queste bestie non sono poi così stupide o manipolabili e quella creatura dai capelli verdi lo sapeva. La vedo sorridere fiduciosa:
“Ooooh…. Re immortale, non ti arrabbiare con me. Loro stanno obbedendo agli ordini! Solo che gli ordini a cui ubbidiscono non sono i tuoi!”
“Stupida! Sei tu che li comandi allora! Pensavi di fregarmi! Fermali o ti ammazzo subito!”
Lei alza le mani come a volersi proteggere dalla sua furia:
“No, Re Immortale, ti prego! Loro non seguono nemmeno i miei ordini! Loro fanno solo ciò che gli dice la Mente!”

E mai parole furono più vere.
Ma LUI non capisce.
LUI è un ignobile INDIVIDUO.
Digrigna i denti e sguaina il pugnale per colpirla, ma noi lo fermiamo attaccandolo.
Lui fugge. Ma dovrebbe sapere che non c’è fuga da noi. Noi lo cercheremo. Conosciamo il suo odore e non ci fermeremo mai.
Bugsy Fingervald ci sorride felice e noi la ringraziamo per il buon servizio resoci. Ci ha guidati da LUI, quello che ha infangato il Kemeres. Dopo che lo ha avuto in mano LUI, abbiamo dovuto abbandonarlo. Lasciarlo agli umani, perché per noi non era più adatto. Ma noi ricordiamo e lui pagherà.
Il combattimento infuria, ma non siamo fatti per combattere, non siamo lavoratori!

Non credo ai miei occhi.
Gli Adra, le creature imbattibili che stanno mettendo in ginocchio anche i presunti dei del Reame… gli Adra vengono colpiti a morte dai possenti artigli dei Vragozar!
Cadono feriti e morenti come qualunque altra creatura davanti alle bestie che per secoli hanno tenuto in scacco Velis. I nostri ancestrali nemici stanno liberando Velis. Vorrei sorridere di questa ironia, ma Velis è una terra inabitata ormai. Sarà il loro regno incontrastato. Non sarà mai più la terra dove ho vissuto. E’ giunto il momento di morire. Capisco che nulla sarà più come prima e non so dove trovo la forza per essere ancora vivo.

Gli Adra hanno tanta magia, ed è facile arginare la magia. Noi mutiamo rapidamente le nostre difese e cambiamo la composizione dei nostri artigli.
Bugsy è rimasta sola nella neve e urla scatenata:
“Voi queste creature non le conoscete, stupidi Adra! “ e ridacchia felice.
Noi facciamo il vuoto intorno a lei: uccidiamo, squartiamo e inseguiamo i superstiti.
I simbionti avanzano dalle retrovie e raggiungono Bugsy. La liberano dalle catene. Erano disposti a tutto per soccorrere la loro Mente. Erano disposti anche a combattere. Ma noi sappiamo che non sono bravi in questo. Molto meglio che continuino a fare quello che gli riesce e lascino a noi la protezione del territorio.
Così è sempre stato. Così deve essere.
Bugsy si sente vagamente offesa, forse perché la chiamiamo Mente, o forse perché dubitiamo del fatto che la sua razza sappia combattere. I simbionti sono strani.

Si sta avvicinando a me. Lei e i suoi cercano di curarmi, o almeno così mi sembra.
Ma per alcuni di noi è troppo tardi. Non credo che ci sia poi più molto da fare.
Lei si accorge che sono vivo, si avvicina e mi parla:
“Stai tranquillo. Tranquillo. I Vragozar sono qui per proteggerci. Lo so che ti sembra strano, ma non agitarti, perdi troppo sangue. Cerca di capire: Zemekis ha portato guerra ovunque e ovunque gli hanno risposto con la guerra. Nessuno vuole essere schiavo, né voi, né noi, né i Vragozar. E’ l’ora delle alleanze, umano. Chiunque vuole uccidere il Re Immortale si deve considerare alleato degli altri. Solo così possiamo vincerlo!”