Echi di Guerra – Zemekis

Capitolo 10
Zemekis

La biblioteca era immersa nel buio. La flebile luce delle candele, che veniva filtrata dai vetri protettivi, dava ben poco sollievo alla vista. L’eco dei passi inquieti si perdeva nell’enormità della sala principale. Zemekis continuava a camminare avanti e indietro senza sosta, preso come da una frenesia incontrollabile, mentre davanti a lui l’essere dai brillanti capelli verdi cambiò leggermente posizione all'interno della minuscola gabbia e gli si rivolse con voce ferma:

-"Avete compreso finalmente signor Re immortale ?"
Zemekis stava fissando scuro in volto la sua prigioniera.
-"Bugsy Fingervald, non giocare con me: l'unico umorismo che tollero è il mio! Non mi interessano centinaia di dettagli tecnici, ma spiegami come diamine fate a comunicare in modo stabile con i Vragozar, e fallo in modo rapido e comprensibile."
-"Ma è quello che ho fatto nell'ultima ora! Più breve di così è impossibile! Ma comunque a che vi serve saperlo?"
L'immortale prese a camminare intorno alla gabbia con la mente persa nelle proprie congetture.
-"Pensa ai tuoi meccanismi! Cosa vuoi saperne tu del potere della conoscenza e delle problematiche per ottenerle? Io ora risiedo su un trono appartenuto ad un burattino che si proclamava il prescelto; solo ora che ho accesso alle informazioni più nascoste di questa biblioteca mi rendo conto di quanto potere le corporazioni abbiano utilizzato in segreto per tutti questi secoli!"
Il sovrano si soffermò rivolgendosi all’essere e notando il suo sguardo interrogativo venne colto da ulteriore irritazione.
-"Ed ora che IO detengo quel potere, COMUNQUE non riesco a completare i miei propositi! Nemmeno con l'ausilio del tremendo potere Adra!"
Zemekis sputò con rabbia le ultime parole accompagnandole con un calcio sulla gabbia, Fingervald se ne rese a malapena conto: ora era improvvisamente attenta ed interessata alle parole del suo aguzzino.
-"Proprio quello! Davvero non ho capito come fai a controllare quegli individui: hai degli accordi di qualche tipo o un congegno particolare?"
Gli occhi della creatura brillarono alle ultime parole e l'immortale sorrise lievemente, riprendendo a camminare intorno alla gabbia.
-"Stolta, è impossibile avere reali accordi con gli Adra o controllo sulla loro volontà, ma ti basti sapere che essi seguiranno il mio volere in futuro come lo hanno fatto negli ultimi mesi."
L'espressione di Zemekis si fece seria nel ripensare agli ultimi avvenimenti.
-"Già… Grazie a loro è stato semplice usurpare questo posto e quando tutte le difficoltà mi sembravano ormai superate, ecco che ne spuntano di nuove proprio dove non me le aspettavo."
L'immortale continuò a parlare, perso nelle sue preoccupazioni, anche se l'unica ascoltatrice possibile aveva perso il proprio interesse dopo appena poche parole.
-"Non posso accontentarmi di avere le stesse conoscenze delle corporazioni; mi serve anche poco di più per pretendere il loro rispetto. Mi sarebbe bastato cercare tra le macerie di luoghi finora inaccessibili… Faux, castello dell'Eterno, il santuario della Dama della Laguna e della Signora dei Serpenti… Qualcosa di interessante lo conservano per forza!"
Zemekis sferrò un pugno alla gabbia.
“Non risolvo nulla continuando a camminare qui. Devo dormire.”
Prese la direzione delle scale e si avviò verso la camera che aveva scelto come sua.

<I Cacciatori che si aprono a ventaglio e accerchiano gli Adra … Un suono ancestrale che il mondo conosceva da prima della venuta delle altre razze; un suono lungo e cupo che sembrava salire fino alla Luna…. Zanne, artigli, spade e poi LUI!>

<…Una mano lasciò le redini e sollevò l’elmo dal volto…. l’arma al cielo e dopo un attimo conficcata profondamente nel terreno fino all’elsa e di nuovo la terra fremette e il terreno cedette davanti a Lei creando una enorme fenditura che attraversò le rovine della Città… Corna, ali, zanne, ogni tipo di arma e poi LORO!>

<Il ghiaccio della laguna che si spezza e le scaglie che scintillano… Le nuvole che si squarciano e la luce abbacinante che comincia a filtrare e li illumina… Piume candide e armi lucide… LORO!>

< Lunghe orecchie e segni azzurri sul volto… L'acqua che si era raccolta, in attesa di spazzare via con impeto gli invasori… Il rumore degli zoccoli si faceva più imponente ed ecco che comparivano… LORO>

Il risveglio non fu certo dei migliori, ma con passo deciso tornò dalla sua prigioniera che scuoteva il capo infastidita dal suo sproloquio che la distraeva da importanti meditazioni.
-"Per quanto fieri e agguerriti i Sairax non sarebbero stati un problema per gli Adra, ma da dove diamine è spuntato QUEL mostro! Ancora non ho saputo niente di sicuro sull’esito della battaglia al castello dell'Eterno… Come se non bastasse quella strega ha aperto una voragine che sta ancora vomitando entità impossibili dagli abissi e dall'altro lato stanno grandinando stramaledetti angeli!
Il sovrano sputò qualche imprecazione e si lasciò cadere su una sedia vicina con aria stanca.
-"Me lo merito… ebbro del potere Adra ho sottovalutato le reazioni di quelle entità quando vengono messe alle strette! Il tempo stringe e non posso permettermi altri errori."
Dopo qualche attimo di silenzio un lieve sorriso tornò sul volto dell'immortale.
-"Ma non tutto è perduto. Quegli individui hanno reagito in modo smodato ad una aggressione ingiustificata degli Adra dopotutto. Potrebbe essere una buona occasione per mostrare loro quanto generoso e comunicativo possa essere il nuovo sovrano del reame incantato. E’ impossibile che il mio nome sia stato coinvolto in quegli attacchi… Anzi, potrei offrire di aiutarli ad affrontare queste crudeli aggressioni degli spietati Adra!"
Bugsy, nella sua minuscola gabbia, completamente estranea al monologo dell'uomo, scosse con tristezza il capo nel notare la pessima fattura tecnica della propria prigione metallica e prese a pensare a come migliorare un simile grezzo sistema di detenzione.
-"Torniamo a noi ora, ti ho fatta catturare per un motivo. C'è ancora un posto che deve subire le attenzioni degli Adra ed è giunto il momento di incontrare un vecchio amico… Questa volta però preferisco andare sul sicuro, coinvolgerò in quell'attacco anche i Vragozar e tu ora mi dirai in poche parole come comunicare con loro o ti garantisco che le sofferenze che patirai entreranno nelle leggende della tua razza."