5° giorno, 7° mese, 2010 Dopo la Caduta

Il corpo martoriato dalle ferite coperte di sale e dalle bruciature venne scagliato nudo nella neve gelida. Dita di ghiaccio nella gelida aria notturna lambivano le sue carni. Respirava a fatica e il sangue raggrumato sul viso rendeva offuscata la vista.

"Questo è solo l'inizio, ne sei consapevole?"
La figura spoglia cercò la fonte di quella voce; alzò lo sguardo ma non rispose.
"E' INUTILE CHE MI GUARDI COSì! RISPONDIMI, è UN'ORDINE!"
Un ghigno sottile conparve sotto le ferite, o forse era solo uno scherzo della luce, una delle numerosi cicatrici?
"Se non sapessi che esegui pedissequamente i tuoi ordini, direi che ti diverti eh? Rimirabile il vostro sadismo."
Un colpo di frusta schioccò fulmineo.
"Che le tue labbra insolenti non proferiscano altre parole. Hai l'ordine di non parlare. Nemmeno urlare per il dolore ti sarà permesso. Chiaro??"
"…"
L'altro carceriere perse la pazienza e l'afferrò per i capelli serrando il viso con la mano.
"Ti ha dato un'ordine! Rispondi"
"NO, NON FARL…"
"AAAARRRRRGGGGHHHHHHH"


Due torturatori all'opera in mezzo ai ghiacci