11° giorno, 10° mese, 2010 Dopo la Caduta – Diari del Mercante

Il diario del mercante –4-

Sono seduto alla scrivania nel mio studio, sorseggio del vino osservando i documenti, ma non riesco a concentrarmi, troppi sono i pensieri che affollano la mia mente. Troppi gli avvenimenti a cui ho assistito e sono stato partecipe.

E’ da molto che non riapro queste pagine che non scrivo ciò che i miei occhi hanno veduto durante la mia permanenza presso le armate. Durante i raduni dove i vari ducati inviano le proprie legioni vi è tempo anche per il mondano. Il matrimonio della Magister, avvenuto tra guerrieri, maghi da battaglia ed esploratori che di ritorno dal proprio giro di ronda erano ancora inzaccherati, mi dava da pensare su quanto gli armati siano desiderosi di uccidersi a vicenda. Ciò che ha posto fine alle mie riflessioni a riguardo è stata la venuta di Legione. Un essere scaturito dagli abissi più profondi del Kaelorn e che aveva preso il comando della legione narvatica prima che Talos ed Altarupe con i ritardatari raniti dichiarassero loro guerra distruggendolo ed annientando tutta la sua armata.

La guerra. Una guerra al punto in cui si era giunti era inevitabile. Il popolo di Talos gridava a gran voce vendetta per la morte di Randagio e per molti altri torti subiti. Non ho potuto evitare il conflitto ma ho cercato di limitare i danni che esso avrebbe ed ha prodotto. E’ probabile che proprio a causa del conflitto che non ho più avuto l’occasione d’incontrare e parlare con l’esponente della gilda dei fabbri riguardo la fornitura di lucchetti. Quell’uomo mi è sembrato molto professionale ed ho gradito molto la sua compagnia durante il tragitto da un campo ad un altro.

I miei dubbi di fede sono stati dissipati come neve al sole da un semplice scritto che il reggente Ilarius mi ha donato. Quelle parole così vere nella loro semplicità hanno aperto i miei occhi tuttavia, durante il giuramento della pentaroccia ogni gente del reame ha subito la collera divina. Colui che avrebbe dovuto istruire i capi delle armate sul rituale da tenersi sull’antica roccia non lo ha fatto ed io ho visto qualcosa che non avrei mai pensato, dato gli accadimenti precendenti. I cinque delegati delle armate conferire pacificamente e decidere all’unanimità di giurare ugualmente sulla pentaroccia i loro propositi di pace.

I mortali sono capaci di grandi cose, e di cose altrettanto innominabili. Una lacrima riga il mio volto mentre scrivo queste parole, Laars è morto. Un amico sincero da cui tanto ho imparato. Con lo sguardo vigile ed attento al proprio branco ma sempre disponibile ad ascoltare chiunque volesse parlargli. Gli anziani delle corporazioni hanno inviato le loro condoglianze il giorno seguente. Nel messaggio vi era scritto che Laars aveva deciso di sottoporsi alla prova dell’ordalia per diventare anziano delle corporazione e che purtroppo non era sopravvissuto.

Ho conosciuto nuovi armati di Velis e Narva. Persone molto piacevoli e di indiscussa cultura e grazia. Insieme ci siamo divertiti alla casa da giuoco allestita dalla corporazione esploratori. In quel frangente ho sentito la necessità di dare una piccola lezione al giovane Jim. Mi piace quel ragazzo, ha un sacco di talento e voglia di fare, e spero abbia compreso il mio gesto e le sue motivazioni.

Massaggio i miei occhi, sono stanco e dormo male da diverse notti. Alzo gli occhi verso gli scaffali dell’immensa biblioteca e gli occhi si soffermano sui tomi di storia. Sono sempre più convinto che per avere un futuro, noi dovremmo iniziare a rivedere il nostro passato.

Prego, spero e mi adopero affinché le cose volgano al meglio…

Il diario del marcante –5-

28° giorno del settimo mese anno 2010

Il raduno delle armate è terminato da alcuni giorni e ritengo necessario descrivere gli avvenimenti e le mie impressioni in merito, affinché non vada perduto ciò che le armate hanno fatto e stanno facendo per annientare la minaccia del gelo ed eliminare il pazzo usurpatore di Zemeckis.

Nella foresta dei nostri ospiti Tuiadri è giunta una tribù dello scorpione che ha vagato per diciannove lune verso la loro terra promessa, mediando con successo la futura convivenza tra i nuovi giunti e i padroni di casa, il Consiglio riunito del Reame ha potuto acquistare la mappa che illustrava il viaggio dei nuovi venuti, ma un tale viaggio per le intere armate non è accettabile, quindi si è pensato a tutte le possibili alternative.

Malgrado la sua giovane età, Anarion ha dimostrato ancora una volta di essere un condottiero abilissimo, ma cosa più importante per me, un uomo onorevole dai saldi principi. E’ riuscito ad ottenere in un solo giorno le dieci vittorie a Teschio-Guerriero necessarie per poter giocare la finale e conquistare la gemma matrice messa in palio. Ignoro come abbia fatto, ciò che importa è che ci sia riuscito e che adesso la gemma matrice è incastonata su un altro obelisco.
Come al solito lui e i suoi erano in prima linea contro la creatura mostruosa “risvegliata” durante gli scavi e come di consueto al loro fianco, fedeli alla nostra alleanza, l’armata di Talos. Devo molto ad Anarion, sia personalmente che come rappresentante di Talos, si è guadagnato la mia stima e proprio non capisco per quale ragione abbia richiesto a Talos, insieme agli altri membri del consiglio nobiliare se fossi veramente io a guidare il ducato dell’aquila nera. Questa è una cosa che gli chiederò alla prima occasione.

Le Chuck è ora membro del concilio riunito del reame, come rappresentate di Ran. La sua presenza e le sue conoscenze sono state un aiuto inestimabile per noi tutti. Gli auguro di ottenere la serenità che cerca. Forse, quando tutta questa storia sarà finita raggiungerà la pace che tanto desidera.

A Narva è giunta una nuova guida, e insieme a lei un gruppo di dojin dall’aspetto risoluto ed inquietante. L’ho solo intravista, ma mi chiedo quali saranno le ripercussioni per le armate. Sarà bene meditare a riguardo.

Fenriz ha impedito il primo rituale di resurrezione di Ral, per un capriccio. Di questa cosa ho intenzione di parlare a tutta l’armata e soprattutto devo chiedere spiegazioni al cardinale. Mi auguro che abbia da addurre motivazioni molto più valide di quelle presentate. Ciò che conta è che ora Ral è nuovamente tra noi e la cosa mi riempie di gioia.

Talos ha avuto ed ha tuttora i suoi problemi, le nuove reclute giunte nell’armata hanno creato non poco scompiglio, ma si sono fatte valere immediatamente dimostrando con i fatti che si battono per il ducato e per chiunque ne faccia parte. Le parole del maestro di spada sono state illuminanti per la coesione degli armati ed ha deciso di prendere con sé quattro allievi al fine di istruirli. Le basi e i presupposti per tornare ad essere un ducato forte ed unito ci sono, anche se sarà necessario un duro lavoro da parte di tutti, soprattutto da parte mia e del mio modo di pormi. Molti hanno dubbi sul riportare in vita Dastian, anche se i raniti hanno offerto il catalizzatore necessario in virtù della loro alleanza con Talos. Io opto per riportalo in vita, sarà la sua seconda ed ultima occasione per dimostrare la sua fedeltà al ducato. Non desidero la sua gratitudine ma solo che comprenda, sarà compito mio parlargli e fare in modo che capisca, se e quando verrà riportato in vita. Tornis, sta affrontando le prove per diventare anziano delle corporazioni e in un primo momento avevo dei dubbi riguardo la sua decisione ma ora, alla luce di nuove rivelazioni, ho deciso di fare tutto il possibile al fine di aiutarlo a raggiungere tale status.

Shamael ha deciso di istruire chiunque voglia apprendere nella sua particolare forma di magia ed io ho deciso di seguire i suoi insegnamenti malgrado sia dubbioso sulle mie capacità di apprendere, ma farò del mio meglio.

Thormod, sta istruendo i nuovi fedeli e me al culto del Primigenio, si è offerto per ben due volte di officiare un rituale di resurrezione per uno dei membri della triade dell’artiglio, morto contro alcune creature mostruose, i miei molteplici impegni non mi hanno permesso di approfondire l’argomento così, mi sono ripromesso di dedicare il giusto tempo allo studio teologico appena rivedrò Thormod.

Il futuro è incerto, tuttavia sono fiducioso.

Il diario del mercante –6-

11° giorno del decimo mese anno 2010

Sono seduto davanti alla scrivania dentro la mia tenda. Valuto tutti gli avvenimenti recenti e passati al fine di decidere come meglio agire. La Gilda mercanti si è manifestata alle armate nella persona dell’orco Gorka. Questi ha deciso di valutare il mio operato e di concedermi una quota degli affari che la gilda porterà a termine con gli armati del reame. E’ una cosa molto positiva a livello economico e non solo. Quei soldi sono serviti per fare stare meglio i civili che seguono gli armati, i profughi che guardano a noi con speranza negli occhi e per fare in modo che i soldati siano motivati. Mi chiedo quanto ancora il denaro possa avere una qualche valenza, se non si avranno più beni da commerciare il denaro sarà solo un metallo che non ti sfama e non ti veste. Ho recuperato la spada di Raven da un mercenario che aveva detto di averla vinta ai dadi in una taverna e lo riconsegnata al Signore delle Ombre. Egli mi ha detto che ha viaggiato sotto mentite spoglie tra i profughi che non facevano parte delle armate. Afferma che questi uomini ci vedono come eroi, che molti sperano ancora ma che la fame e la miseria crescono. Anche io ho viaggiato sotto mentite spoglie, dopo essermi fatto un’idea sul campo ho deciso di agire ed ora, tra le fila dei civili di Talos le cose quantomeno non stanno peggiorando. Ho rivisto i miei familiari e con l’aiuto di mio padre sono riuscito a gestire le risorse a nostra disposizione per migliorare le condizioni di vita della popolazione, militare e non. Ho distribuito denaro al fine di acquistare sementi, attrezzi e vestiti. Ho organizzato gruppi di allevatori, contadini, per distribuire equamente le derrate, creando squadre di raccoglitori. Essere una terra di “contadini” come spesso ho sentito dire, ha alla fine mostrato i propri vantaggi. Gli animali soffrono di più, ma con l’ausilio dei chierici la fonte di cibo non è stata intaccata poi così tanto. Mi piange il cuore per quelle bestie, tuttavia devo fare ciò che è necessario per il bene della gente del ducato, anche se non dovesse essere qualcosa che non mi piace. Devo sorridere a loro, mostrarmi ottimista, zittire con la dialettica il vento dello sconforto ed è sempre più dura. Le galline, le capre, le pecore e le mucche sono beni essenziali, per formaggio, latte, uova e ora che giungerà il freddo anche nel bosco dei tuiadri, la lana.
Ho da poco finito di fare i conti, di stilare gli ordini per le settimane che verranno e i miei pensieri vagano su ciò che è accaduto. Non posso evitare che la gente comune sappia, anche se lo vorrei tanto, ma gli armati parleranno di ciò che è accaduto.
Zemeckis si è presentato accompagnato da un adra. Ha dichiarato apertamente ciò che noi sapevano già. Vuole un popolo di cui essere il tiranno. Pensiamo di aver scoperto come egli controlli gli adra. L’adra ha affermato di non ricevere ordini da Zemeckis, quindi riteniamo che grazie alla gemma matrice egli intercetti gli ordini del consiglio degli adra e li modifichi per i suoi scopi. Inoltre lo stesso Zemeckis afferma di avere le sue spie all’interno delle armate e/o dei profughi. Sarebbe impossibile scoprire chi sono, tuttavia mi applicherò per snidarli e giustiziarli personalmente. Il giorno seguente la comparsa di Zemeckis, quattro adra sono giunti obbligando Tormod ed Anarion ad inginocchiarsi davanti a loro e chiedere perdono al “re” per averlo insultato durante la cena della sera prima. Ora il piano è stabilito. Sappiamo per certo che Zemeckis anela qualcosa a cui non gli è concesso arrivare, la morte? Il divenire una divinità? Non lo sappiamo. Ciò che so è che la speranza non deve abbandonarci, ciò che so per certo è che gli dei non ci hanno abbandonato. La riprova è avvenuta durante una preghiera al Primigenio, egli ci ha dato un segno e siamo stati quasi in grado di ricreare la Prima Acqua senza un’area rituali, ciò vuol dire che il Primigenio ci ha ascoltati, che ci ha mostrato che è presente in ogni creatura e cosa del creato.
Inoltre, la venuta di un adra vestito di colore blu invece che del consueto rosso ci ha fatto comprendere che vi è un nuovo mondo, incontaminato. Tale adra, che dice ci chiamarsi Pervinca, dice di essere giunto per studiare i meyvalian che nel suo mondo non esistono. Quindi la vita continuerà che sia in questa vita o in un'altra che sia in questo mondo o nell’altro.

I miei impegni come conte e come armato sono innumerevoli, per questo molto della gestione delle risorse viene attuata in segreto da Ebreius Sorosh e dai suoi collaboratori. Ha rinunciato a quasi tutto per il bene dei più, lavorando in prima persona. Sorridendomi ha detto:

“Pensala come una lunga Cerimonia dei Doni, figlio mio. Continua a lavorare per il ducato e il benessere dei suoi abitati. Molti non capiranno cosa stai facendo, altri t’invidieranno e le malelingue ci saranno sempre. Ma non demordere. Sei l’uomo giusto al posto giusto.”

Parole rincuoranti le sue, parole di un padre amorevole che vede il figlio affannato da un grande fardello. Fortunatamente l’armata ora è compatta. La nuova linfa portata dal recente gruppo denominato L’Artiglio ha contagiato nuovi uomini e nuove donne ad unirsi alle armate di Talos sotto il vessillo del Clan del Lupo Ubriaco Gaudente. La cosa non può che rendermi felice ed orgoglioso. Molte sono le prove che ci attendono e forse ora agiremo come ho sempre desiderato, come dovrebbe essere, una grande famiglia pronta a tutto per proteggere i propri cari. I membri dell’armata hanno richiesto che io sia più presente e disponibile all’interno della vita del campo. Ho spiegato le ragioni del mio comportamento e sono state comprese, come io ho compreso i motivi della loro richiesta. Mi sforzerò di essere il leader di cui Talos ha bisogno e se ciò di cui hanno bisogno gli armati è un conte che sia maggiormente presente, lo avranno.

Il dialogo ha portato copiosi frutti.