23° giorno, 1° mese, 2011 Dopo la Caduta – Mauro Sciarpa

Il sole pallido del tramonto illumina i volti dei viaggiatori, mentre le brume notturne lentamente rifuggono le fredde ossa di queste terre martoriate.
Il Clan dei Lupi Gaudenti Ubriachi (questa pare essere la dicitura ufficiale definitiva, dopo la recente fusione del Clan Mc Farland con la preesistente compagnia dei Lupi Gaudenti Ubriachi) si è appena rimesso in viaggio, dopo una pausa ricca di colpi di scena, la notte precedente.
Hanno dormito fino quasi al tramonto, visto che la notte prima sono stati svegli a bere, combattere, gozzovigliare e discutere, fino all’alba.
Il loro passo è irregolare, lento e fracassone, mentre i fumi dei bagordi lasciano lentamente spazio alla lucidità.

Alla testa della carovana, Gil Draug spadonis, Tornis Spadonis e Fra’ Pandino da Mona continuano a discutere animatamente.
Più indietro Cristoph e Orion confabulano serratamente, costruendo e demolendo nel tempo di un respiro grandi progetti per la Chiesa del Tempo.
In fondo alla carovana Mauro Sciarpa, assorto nei suoi pensieri, verga con un rametto di nocciolo e un calamaio pieno di vino scuro come inchiostro, alcune parole sul suo diario dalle pagine di sughero.

“Ieri notte l’amico Pandino ha annunciato grandi novità per la sua prole: se da un lato la figlia prediletta, Gaetano, verrà affidata alle mie cure, perché la educhi e la cresca secondo i costumi che riterrò opportuni, dall’altro il maschio di casa da Mona, Karakul, ha dichiarato l’intenzione di volersi sposare con la figlia di Gil Draug Spadonis.
La notizia, se in un primo momento ha rallegrato i cuori di tutti i presenti, è rapidamente degenerata in una bega tra famiglie. Gli Spadonis vogliono sottoporre Karakul a una lunga serie di prove, affinchè dimostri di essere degno di cotanta mano, mentre Pandino, tra il confuso e il dispiaciuto, non sa da che parte schierarsi. La sua paura è che, appoggiando troppo apertamente suo figlio, quest’ultimo faccia la figura del pivello che ha sempre bisogno del sostegno di suo padre.
Anche Rhal, capo (o forse, più correttamente, “tutore”)di questa strana banda, si è schierato dalla parte di Karakul facendogli da padrino, e suscitando la disapprovazione degli Spadonis.
A tutto questo si aggiunga che la prescelta, Spritz Spadonis, non pare esattamente entusiasta all’idea del matrimonio…cosa che non ha mancato di sottolineare andando a bere in Taverna proprio mentre Karakul combatteva per lei.
La Taverna, a proposito!
Un plauso alle genti di Pandino, i suoi manovali e falegnami, capaci di rimettere in piedi questo vecchio casale abbandonato in quattro e quattr’otto. Non vorrei sembrare un ingrato, ma ho consigliato al capomastro, la prossima volta, di verificare prima con un chierico che lo stabile sia effettivamente libero…
Quello in cui ci siamo fermati la scorsa notte era infatti “occupato” da un Fantasma.
Al solito, anziché chiedere scusa per il disturbo e cambiare aria, le armate hanno ben pensato di eliminare la minaccia con la forza. Del resto non è la prima volta che ci comportiamo da invasori, usurpatori e violenti saccheggiatori, trovando mille scuse morali per giustificare l’ingiustificabile.
Onestamente non so davvero più che farci…
Questa volta quantomeno, a far da contr’altare alle nostre azioni, è giunto il ringraziamento di un tal “Custode”. Personaggio dalla lunga chioma bianca e dalla curiosa favella, che ci ha esortato ad agire non solo per poter bere tranquilli nell’appena risistemata Hostaria, ma anche e soprattutto per ristabilire un presunto equilibrio della Natura, che il fantasma in questione ed altre bestie avrebbero turbato.
Lascio a homini più studiati il compito di districarsi tra questi pensieri, io per parte mia sono contento che la Natura sia stata onorata, sia questo con le preghiere che con le armi (anche se, per una volta, sarei lieto di poterla onorare a modo mio: piantando qualcosa, chessò, due Rape, qualche ranuncolo, un’erba curativa).
A quanto pare comunque tutto è andato per il verso giusto: il Custode era contento, la Natura di nuovo in equilibrio, sia lode a Teldon (mi chiedo tuttavia se Essa abbia davvero bisogno del nostro intervento, per riequilibrarsi, o se queste non siano altro che prove che, nella sua saggezza, la Madre pone ai suoi figli), i Da Mona e gli Spadonis litigano ma alla fine la loro amicizia è salda come la Pentaroccia.
Mi dispiace solo per quel fantasma…non aveva l’aria cattiva, per essere un non-morto. E poi era a casa sua, in fin dei conti. Il problema è sempre quello: chi lo ferma, a Fra’ Pandino, quando ne vede uno?”

TRATTO DA:
Testa di Rapa: frammenti e memorie di una grande avventura
di Mauro Sciarpa
Anno 2011, primo mese, 23mo giorno