29° giorno, 4° mese, 2011 Dopo la Caduta – Racconto per le Armate

– Einan, scrivi.
– Si Proconsole.
“Alle armate.”
“Il mondo, come noi lo conosciamo, sta morendo.
Per mano del suo creatore, adirato con i suoi figli che non lo hanno ascoltato.
Il Primigenio ha abbandonato le nostre terre e sta ricreando un nuovo mondo, simile, ma migliore.
Per questo ha dato l'incarico ad una nuova progenie di Adra di plasmare da capo una terra, senza commettere però gli stessi errori fatti in passato.
Questi nuovi Adra, blu, all'apparenza, sono apparsi per chiedere e informarsi.
Il processo sembra essere simile a questo: viene creato il mondo, gli Adra per plasmarlo, i portali per spostare materiali e le gemme matrici per dare energia, poi il mondo viene popolato.”
 – Signore..
– Si Einan?
– Moriremo tutti?
– Certo Einan… dai, continua a scrivere.
– ….
 “Uno spiraglio lasciato dal padre degli dei o un'imperfezione del suo piano ci lasciano una speranza.
Fermare il ghiaccio che sta stritolando case e genti sembra sia possibile. Gli obelischi noti anche come le lacrime del primigenio, se attivati, tramite il posizionamento di una gemma alla sua sommità irradiano caldo attorno a se e antichi scritti trovati nelle nuove terre dicono che al quarto, il gelo cesserà.
 Tre gemme sono state posizionate.
Tre su quattro
Una sola gemma matrice è il sottile confine tra la salvezza e la distruzione.
 Questa gemma ora è saldamente nelle mani del Generale Zemekis, un Meyvalian.
Il Generale, ha ottenuto in un modo che ancora non conosciamo, il controllo degli Adra e insieme a loro, dopo aver depredato la biblioteca di Parma, sta attaccando i maggiori centri di potere degli dei sulla terra, con la speranza di ottenere conoscenze e poteri sempre maggiori, forse anche a questa sete di conoscenza viene associato il suo rapimento ai danni di Mastro Zidjian.
Ma, ovviamente, il potere degli dei lo ha fermato sulla soglia dei templi, non ci è dato di sapere cosa sta succedendo ora…
All'ultimo raduno delle armate la distruzione ci ha colpito più da vicino, non solo il gelo ma la struttura stessa di Adra sta collassando.
In questo momento di disperazione sono pochi gli uomini che si impegnano per la salvezza di tutti, quello che vedo è la solita orgia di interessi personali, di razza, di religione, di fazione.
Vale davvero la pena di salvarlo, questo mondo, o il primigenio non si è sbagliato?
Comunque, Zemekis ci propone di riunire le armate e le genti sotto la sua bandiera in cambio… della salvezza.
Se lo incoroneremo Re, il quarto giorno del raduno della Pentesilea, egli posizionerà la gemma matrice sul quarto obelisco, fermando la distruzione.”

– Signore… ma non potremmo davvero trovare la pace e la vita con questo.. zemekis?
– Einan…
– Si?
– Sei sempre stato un buon servitore, continua così, non pensare.
– Si proconsole.

“E noi?
Beh…, noi cercheremo di fermare quello che può ci salvare, semplice.
Veramente mi chiedo se prevalga nelle genti del reame incantato più un istinto di autodistruzione rispetto alla sopravvivenza.
Comunque abbiamo un piano, abbiamo sempre un piano, o due.”

– Che piano, Signore?
– Non ti è dato di saperlo, non sei un eroe delle armate e pure loro devono dimostrare di volerlo sapere. La conoscenza non ti viene versata nella coppa, sei tu che devi vendemmiarla e spremerne il succo. Se non desiderano la conoscenza, eseguiranno gli ordini, semplice.
– Si signore..
– Manda il dispaccio ai marescialli degli accampamenti, lasciami solo ora.
– Buona notte, Proconsole.

Sono umano, non sono più giovane e sono stanco. Anche qui, dove il clima è stato ripristinato, ho freddo, il gelo che mi è entrato nelle membra non credo abbia più niente a che fare con i ghiacci che ci attanagliano.
Credo che chiederò aiuto a quelli che considero persone di buon senso, le massime cariche della mia corporazione, affinché io possa portare la nostra voce agli dei, perché se è vero che l'unione fa la forza, mai come in questo momento, tutti, devono essere uniti.
O perirò nel farlo.

Non ho paura di morire, ho solo paura di morire male, senza la spada in pugno devastando i nemici con il dono che gli dei mi hanno concesso, urlando in faccia agli aggressori il mio disprezzo e il mio odio perchè stanno distruggendo quello per cui ho lottato una vita intera.
Che sia Adra, Altarupe, Argo o Patricia, poco importa, nessun adra, rosso, blu o di qualsiasi altro colore potrà mai ricreare il tramonto tra i filari dei miei vigneti, il sapore del Bradipello nelle feste fino all'alba,  i canti, i  balli e… tutto il resto.
Non sono una persona complicata, ci sono cose che non meritano di essere distrutte, nemmeno dal loro creatore.