1° giorno, 5° mese, 2011 Dopo la Caduta – Nocturno corax

Suona ora la 4° campana del mattino, dalle candele consumate si innalzano spirali di fumo, le macchie di vino trasformano la tovaglia nel sudario di una serata ormai morta e come al solito sta ai servitori cancellare ogni traccia…
ma certe cose non si cancellano…
e certe sere lasciano segni che ritrovi anche l'indomani.
Il prelato sedeva stanco davanti al calice mezzo pieno, osservava il lento lavoro dei servi che con gesti ormai metodici ripulivano la stanza lasciandolo ai suoi pensieri…
L'abilità di una donna dai fianchi larghi nel tenere in equilibrio una pila di stoviglie lo incuriosi per un'istante, un vecchio intento a raschiare il pavimento dal sangue rappreso gli riportò alla mente gli avvenimenti della serata: il consiglio Corax aveva sfidato membri ed ospiti in un gioco di abilità… un sollazzo come era stato chiamato… sta di fatto che da quel momento la serata si era riempita di sorrisi, calici di vino e di coltelli nascosti tra costole di altri; tutto fatto con garbo ovviamente, non c'è mai stata una cena dei Corax dove l'ospitalità non sia stata rispettata.
Perfino la famiglia Acquafonda, Oscuri abituati al mare, avevano accettato di buon grado di partecipare al gioco, oltretutto il Prelato ricordava i commenti dei fratelli compiaciuti delle loro abilità, infondo a tutti piace confrontarsi con gente abile… lo trovava comprensibile…
Con gli Acquafonda aveva parlato poco, più che altro di teologia e di affari, prima di essere richiamato da esigenze politiche con i nobili, anche loro avevano condiviso la sorte di molti nella sofferenza.
Mentre rifletteva sui dolori accusati vide un ragazzino dai capelli arruffati e vestiti troppo grandi per essere qualcosa di più che un garzone di cucina passargli accanto e notò di avere la gola secca:
<..Altro vino…>
< subito signore..>
Mentre il paggio gli riempiva il calice si accorse dei guanti macchiati di sangue, comprese di aver esagerato nel torturare il ladro, anche se aveva trovato la cosa estremamente rilassante, quel folle aveva aggredito un nobile narvatico, diventando inconsapevolmente parte integrante del gioco lanciato ad inizio serata, la caccia all'uomo messa in piedi dai suoi commensali lo costrinse a sorridere anche se la cosa gli risultò abbastanza innaturale dopo una serata in cui era stato di pessimo umore…nemmeno i giuramenti dei nuovi fratelli lo avevano risollevato

Da qualche tempo nei pressi dell'accampamento di Narva, ma non solo, vengono ritrovati dei piccoli manifesti che riportano sempre lo stesso testo:

"Il Corvo ama giocare ma non ama la maleducazione…
e ricorda che le colpe dei padri ricadono sui figli e che le colpe dei figli ricadono sui padri…
Abbiamo atteso che l'ospite proveniente da acque profonde
restituisse la lama bagnata dal sangue fraterno…
ma così non è stato…
Se ciò non avverrà entro la Pentesilea,
il Corvo dovrà interpretare l'accaduto non come uno scherzo di discutibile gusto,
ma come un affronto da lavare come si conviene.
Se ciò che è stato sottratto in una serata tra amici non verrà restituito
per il Corvo non ci saranno più amici
e per il traditore e la sua famiglia
non ci saranno navi abbastanza veloci da sfuggire alle nere ali della vendetta
ne acque sufficientemente scure o profonde per nascondersi.