24° giorno, 5° mese, 2011 Dopo la Caduta

L'uomo lesse ad alta voce:
"Ciò che 

è udibile è sempre più lento di quello che la vista può registrare.
Per questo, nonostante siano passati diversi secondi dal disastro, il rombo giunge solo adesso.
Le montagne, le più alte viste dai viventi sino a quel momento, si sgretolano dinnanzi agli impotenti occhi di quelle piccole e insignificanti formiche. Per un attimo esse si fermano, assordate dal rombo che le ha 

raggiunte. Nell'orizzonte la polvere sollevata si sparge come una macchia d'olio nel cielo.
Ma che ne sa una formica della vita?
Forse quello che basta. Mangiare, riposare, lavorare e accudire i miliardi di fratelli e sorelle.
Le formiche tornano al lavoro. La distrazione è durata anche troppo.
Ah, se solo le formiche potessero parlare…."

"Molto bella padre, ma non capisco. C'è una morale?"
"Si, ragazzo. Questa favola, la mia preferita quando avevo la tua età, mi ha sempre ricordato la lezione più importante sulla vita. Non trovi?"
"Non… No"
"Ah ah. Allora te lo spiego io. Quello che voglio dirti è che per quanto tu sia laborioso, Re o contadino, resti sempre piccolo dinnanzi al mondo. E avolte, il mondo, è costretto a ricordartelo.
"Chiaro Padre"

Momento di pace. Una sera dinnanzi al fuoco