13° giorno, 7° mese, 2011 Dopo la Caduta

 

– Sono come le locuste! Arrivano, ghermiscono tutto ciò su cui riescono a mettere le mani e se ne appropriano senza battere ciglio, anziano!
– Questo è ciò che hai percepito, figliola?
– Non esattamente…ma molti di loro vengono additati come tali…locuste.
– Molti…non tutti.
– Hanno richiesto delle pozioni come gesto di buona fede e voi le avete create, a scapito di medicamenti per bambini ammalati e bisognosi di cure.
– In ritardo…purtroppo in ritardo.
– Siamo un popolo devastato, anziano! Abbiamo chiarito loro che poco o nulla rimaneva della nostra razza! Voi state facendo enormi sforzi per raccogliere ciò che rimane di Nerfin e loro, senza vergogna alcuna e recriminandoci il ritardo, hanno chiesto un ulteriore gesto di buona fede facendovi giungere qui!
– E io sono giunto…non appena ho potuto.
– Non vi comprendo, anziano! Vi addossate le colpe del ritardo nella consegna delle pozioni, correte non appena schioccano le dita. Non vi ricordate, anziano, ciò che abbiamo dovuto sopportare dagli Aoiti?
Non appena disse queste parole, la ragazza si rese conto di aver passato il segno. Percepì nell’uomo che le stava di fronte tutto il dolore e la sofferenza del popolo nerfiniano e si vergognò di se stessa.
– Si, figliola…ricordo. Ero in mezzo ai nostri difensori quando gli aoiti sferravano i loro attacchi più devastanti…ed ero in mezzo alla nostra gente mentre venivano massacrati …E’ anche colpa mia se non sono riuscito a salvarli tutti. Ma erano troppi…troppi i feriti per poterli aiutare tutti…
– Non osate dire questo, anziano! La colpa è tutta degli Aoiti e della loro ignoranza!
– Odiano ciò che non comprendono e distruggono ciò che non riescono a controllare, figliola…Ora dobbiamo pensare a salvare ciò che rimane della nostra civiltà. Sii gentile, figliola…vai dal Maestro di Spade e chiedi se gentilmente può raggiungermi, poiché molto ho da riferirgli.
Dialogo fra l’Anziano Alchimista e Sibil.