14° giorno, 7° mese, 2011 Dopo la Caduta

Il Comandante finì di stilare l’ultimo di una lunghissima serie di rapporti che si erano impilati sul suo tavolino, sospirò stancamente e si stropicciò gli occhi per cercare di scacciare la stanchezza:

“Stupidi nobili e i loro giochi di guerra- mormorò tra sé stiracchiandosi- Bello giocare agli eroi e coprirsi di gloria. Ma quando bisogna sporcarsi le mani, tocca a noi ufficiali il lavoro sporco! Branco d’idioti!”
Erano due giorni e due notti che non dormiva, preso dagli impegni per la preparazione delle armate e degli uomini. Si prospettavano giorni difficili e nessun particolare doveva essere tralasciato.
Tutto in lui gridava di stanchezza e di dolore. Adocchiò la propria branda e scacciò immediatamente l’idea di coricarsi. Sarebbe stato un errore madornale.
Andò a sedervi sopra, dopotutto non era come sdraiarsi, si concesse l’ufficiale.
Fece scrocchiare il collo e la schiena e si sdraiò. Avrebbe tenuto gli occhi aperti e sarebbe stato per poco tempo, in modo da non addormentarsi.
Tutto il corpo sciolse la tensione e le palpebre divennero pesanti. Avrebbe socchiuso gli occhi per un po’ e….
ComandanteComandante!” La voce querula del suo attendente risuonò da fuori la tenda.
“No! Non sta dicendo a me. Non mi sta cercando…”
Comandante Fortebraccio!- entrò l’uomo nella tenda- Accorrete! Diserzione!”
Afferrando la sua spada l’ufficiale scattò come un fulmine fuori dalla propria tenda.
Una parte dell’accampamento stava smobilitando. Casse e sacchi venivano caricati su enormi carri trainati da buoi, le tende venivano smontate ed accuratamente piegate, le armi accatastate con diligenza.
Il 
Comandante si sorprese nell’apprezzare l’efficienza delle operazioni.
La persona che dirigeva il tutto era un uomo gigantesco, altissimo e dalla voce tonante, chiuso in una stupenda armatura.
“Per Crondor, esigo di sapere che accidenti sta succedendo!”
“Ah, 
Comandante Fortebraccio!- lo salutò il gigante assordandolo- Ci tenevo a salutarvi prima di partire!- Il Comandante assunse un’aria interrogativa- Eh già! Ordini dall’alto! La I Legione Victrix per la prima volta da decenni si riunisce tutta quanta! Anche la mia Vexillatio deve raggiungerla!”
“Ma che….”
“Permettetemi di ringraziarvi per la vostra …. ospitalità, anche se non lo sapevate” L’omone strinse la mano dell’ufficiale e gli posò l’altra mano sulla spalla coprendola interamente insieme a parte del braccio.
“Oh, mi sono preso la libertà di far piegare e lavare le vostre divise. Ora, col vostro permesso, ho del lavoro da sbrigare. Che gli dei vi proteggano, 
Magister!
Ehi, voi! Muovete il culo che siamo in ritardo sulla tabella di marcia!” Tuoneggiò il gigante allontanandosi a grandi passi.
Comandante….. Comandante– chiamò timidamente l’attendente- Ma allora, non sono una leggenda, vero? Sono… Pretoriani?”
All’ufficiale si strozzò per un attimo il respiro.
“Ehmmmm, 
Comandante. Il gigante….. ma non è quello che avete fatto punire la settimana scorsa?”
L’uomo alzò un sopracciglio, preoccupato.
“Avete visto quanto è grande la sua mano?- continuò incosciente l’attendente- Scommetto che potrebbe stritolare una testa solo con quella!”
E un accenno di irrefrenabile tic nervoso cominciò ad attraversare il volto del 
Comandante Fortebraccio, ufficiale dell’esercito dell’Impero di Altarupe.

Dagli accampamenti esterni