4° giorno, 10° mese, 2011 Dopo la Caduta

L’aria tremolante intorno alla barra di ferro rovente rendeva sfuocate le figure tutt’attorno.
La ragazzina soffiò via il ciuffo di capelli che le ricadeva davanti agli occhi mente cercava di appoggiare la barra incandescente sull’incudine, armeggiando con tenaglie troppo grandi per le sue mani delicate.
“Non farla cadere, Arya! Tienila stretta” Gridò il ragazzino con il martello.
“Sta zitto, Richard!- lo redarguì la ragazzina- Comincia a martellare! Sbrigati!”
Il ragazzino afferrò un martello troppo pesante per le sue braccia e con fare incerto cominciò a martellare sulla barra, facendo sprizzare qualche sparuta scintilla.
“Fai come ti ho insegnato!- si levò una voce cupa alle sue spalle- Un colpo all’incudine e un colpo alla barra. Un colpo all’incudine e un colpo alla barra e via così. Devi prendere il ritmo”
“Non ce la faccio! Arya non tiene bene la barra!- protestò garrulo il ragazzino- E il martello è troppo pesante”
“Diventa forte!- ringhiò cupo il Sairax, assestandogli uno schiaffone che lo fece cadere a terra- Tua sorella tiene perfettamente la barra. E adesso sbrigati prima che il ferro si raffreddi!”
Il ragazzino piagnucolò qualcosa, poi prese il martello e cominciò a martellare. Un colpo all’incudine e un colpo alla barra. Dapprima in maniera incerta, poi via via sempre più sicura, sempre più ritmica.
“Diventa forte? Ah! Ah! Ah! Ah!- Rise divertito l’uomo mentre si asciugava la bocca dalla schiuma del proprio boccale di birra- Vedo che tieni fede al tuo soprannome!”
“Non c’è tempo per la comprensione- brontolò il Sairax mentre si riempiva il corno- I ragazzi devono sbrigarsi, non sappiamo se avranno il tempo di diventare adulti”
“Qualche notizia?” Chiese serio l’uomo
“Poca roba- rispose il Sairax- Ah….L’altro giorno è venuto da me uno strano tipo. Aveva l’uniforme dei cavalieri. All’inizio non mi era piaciuto ma poi si è dimostrato interessante. Abbiamo parlato” Nell’aria risuonavano, cupe, le note provenienti dal martello.
“E?…..”
“Non so. Ci devo pensare….. Arya, aiuta tuo fratello! Tieni salda la barra!”
“Si ma….”
Il Sairax lo zittì con il cenno di una mano mente tendeva l’orecchio.
Il ragazzino sudava e sbuffava mentre batteva con il martello. Le note erano ancora monotone, spente.
“Ormai ci siamo, Arya. Metti la lama nell’acqua!”
“E’ troppo presto! Il ferro è ancora dolce. Continua a martellare!”
Il ragazzino grugnì e intensificò i propri sforzi, la fronte imperlata di sudore.
All’improvviso le note cambiarono tono, divennero più sonore, più argentine.
Il Sairax sorrise.
“Continua, fratello! Non è ancora pronto!”
Altri colpi, altre martellate. Le note divennero dure, stridenti.
Il Sairax grugnì di disappunto.
“Basta! Non ce la faccio più!” Le braccia del ragazzino si afflosciarono sui fianchi, esauste.
Arya prese la lama e la immerse nel secchio d’acqua, sprigionando una nuvola di vapore.
Poi le diede una spazzolata, avvolse la lama per il manico in uno straccio e la porse al Sairax. Entrambi i ragazzini attendevano ansiosi.
Il Sairax sorrise, prese la lama, si avvicinò ad un grande masso e sferrò un violento fendente. Al terzo colpo la lama si spezzò in due.
Le spalle dei ragazzini si afflosciarono di delusione.
“Richard, hai troppa fretta! La tua lama sarebbe stata troppo dolce e si sarebbe piegata a mano. Arya, sei troppo pignola! Hai visto cosa è successo. In ogni caso, avrebbe significato la morte in battaglia.”
Il Sairax tirò fuori un altro pezzo grezzo di ferro.
“Ancora!”
“Ma…” Le proteste dei due ragazzini si spensero immediatamente non appena videro gli occhi cattivi del maestro.