La Speranza è una brutta bestia…

 

Il fuoco mitigava il freddo intenso dell’inverno con lingue d’aria calda dirette al centro della stanza.
Bor aveva preparato un parco pasto, una focaccia impastata e una bevanda fermentata con ingredienti di fortuna.
Orion sedeva in silenzio, assorto nei suoi pensieri, su uno scranno di umile fattura.
"Augusto Cancelliere.."
Orion lo guardò con tenerezza.
Bor era stato suo attendente a Miles e sagrestano della Cappella del Castello, quando ancora Miles esisteva.
Quando ancora esisteva Talos.
Talos..
Quante parole spese, quante discussioni, quanti propositi, spenti nel fumo dell’indecisione e nella brina dell’inerzia..
Idee, poche per la verità. Ma poi lasciate per strada nella confusione. La difficoltà di vedere la somiglianza nella diversità, la coerenza nella saggezza, la decisione nella valutazione.

Essere Talosiano è prima di tutto una scelta.
Che può costare la vita.
Anche.
"Bor, non chiamarmi con Titoli che non hanno più alcun senso. Adra non esiste più. Come Talos. La nostra terra è stata
del tutto spazzata via, disintegrata. Siamo su un pianeta diverso, un altro mondo, e ora le Armate faranno quello che chi
è abituato a combattere fa di solito."
"Che cosa, Maestro?"
"Gettarsi sul piatto più ricco. Indifferente se grasso o magro. Se in ragione o a torto. Se in nome della Giustizia o per
avidità e brama di dominio. Chi è abituato ad usare le armi le usa. Sempre."
"Capisco, Maestro. Ma chi è potente non dovrebbe usare il suo potere in difesa delle proprie genti? Cosa succederà a chi è
debole e inerme, se chi può difenderlo è distante? Cosa può accadere a chi non ha difesa se chi può proteggerlo è inerte?
Come può il fabbro salvarsi, se il Guerriero pensa solo a sè?"
Orion lo guardò con grande rispetto.
In silenzio.
Il fuoco scoppiettava dentro al camino. Era prossimo a spegnersi.
Ma le braci erano ancora molto vive.
Bor prese un grosso ceppo e lo riavvivò.
"Bor, le tue parole mi confondono, ma non possono commuovermi, perchè non riesco a capirle appieno. Vedi, nessuno può
imporre una linea d’azione se non c’è reale fiducia in chi deve prendere le decisioni. Clip era un oste barbuto, burbero
di modi e schietto nel parlare. Ma sapeva fare una cosa. Come nessun altro."
Bor annuì e versò altra bevanda nella coppa di Orion. Lo guardò come si guarda chi sa qualcosa che si desidera
ardentemente conoscere.
"Clip sapeva farsi dare fiducia, e lo sapeva perchè capiva i desideri e i bisogni del popolo che comandava senza che noi
neanche glielo comunicassimo. E poi con efficienza e decisione sapeva compiere la scelta migliore senza farla cadere
dall’alto. Come se fosse una decisione collettiva. Anche se era e restava una SUA decisione. E’ stato il nostro
condottiero migliore, e ci ha condotto alla vittoria. Contro la distruzione. Contro l’annientamento. Ci ha letteralmente
salvato la vita."
Bor lo fissò con sincera attenzione. Orion riprese.
"C’è stato un momento in cui il popolo di Talos si è unito. Si è stretto gli uni con gli altri, come dita di una mano. Si
è stretto a pugno, tutti coesi. Tutti uniti. Tutti insieme.
E quando è stato il momento, ha colpito. Con la durezza di un Maglio, con la forza di un’esplosione primordiale.
Irresistibile. Senza scampo.
C’è chi se lo ricorda ancora. Non c’è peggior cattivo di un buono quando la sua sopportazione raggiunge il limite.
E lui ci ha guidati. Lo ha fatto lui."
"Manca a tutti, Maestro"
"Bor, non è possibile comandare senza fiducia. E la fiducia la si guadagna col tempo e con i fatti. Non è per niente
facile e non è nemmeno scontato. Abbiamo faticato anni per guadagnarci il rispetto e il timore di gran parte delle Armate.
Anni. E quando siamo finalmente riusciti a parlare con gli altri da uguali ci hanno colpito con durezza. Ci hanno preso
Rahl. Ci hanno tagliato la testa."
"Se solo sapessimo chi.."
"Bor, è indifferente. Non è chi, è perchè il punto. Siamo stati toccati e adesso dobbiamo fare vedere che non siamo
affatto finiti. Ma il rispetto non lo si conquista con azioni singole, per quanto grandi. E’ la continuità"
"Ma come possiamo? Anche Christoph se ne è andato.."
"Christoph ha ragione da vendere. Solo è molto idealista. E’ Nobile d’animo, è un vero Gaudente. Ma non tradirà mai Talos.
E’ stanco, stufo di inerzia e confusione, vorrebbe tutto e subito. Ed è abbastanza forte da poterlo anche pensare. Ma
costruire è lungo, difficile, è una strada in salita. La tentazione della strada facile e rapida è dietro l’angolo. E non
bisogna mollare mai. Bisogna fare con decisione, ma pianificando con attenzione. Pensare in grande ma agire localmente. E
soprattutto una volta presa una decisione, bisogna andare fino in fondo"
Bor lo guardò. Lo spadone appoggiato sulla parete, sporco di polvere e di umidità, non brillava più da mesi alla luce del
camino. Gli occhi divennero umidi.
Orion si fermò. Aveva capito.
Restò in silenzio parecchio tempo.
Un’eternità.
Talos..
Terra libera.
Terra di libertà e uguaglianza.
Terra dove chiunque si senta accomunato dallo Spirito Talosiano può chiamare Fratello uno sconosciuto, purchè accomunato
dal suo stesso Spirito.
Talos..
Morta. Prima nell’anima. Poi nella sua totalità, dopo l’esplosione.
O forse solo dormiente.
La Speranza è una brutta bestia. Non te ne liberi mai.
Talos.
Orion guardò il suo attendente con una serietà e una determinazione totalmente nuova.
"Bor, prepara lo Spadone. Ci muoviamo."