1° giorno, 2° mese, 2012 dopo la Caduta

 

La porta della grande tenda al centro del Castrum della I Legione Pretoriana si aprì di scatto mentre alcuni ufficiali più giovani sgattaiolavano via in tutta fretta. Tirava aria di tempesta all’interno.
Il pugno guantato del centurione si schiantò con forza sul massiccio tavolo:
“Io vi dico che non possiamo lasciare andare le cose in questo modo!”
“Si che possiamo- replicò gelida Khalliope- La scelta è stata fatta. Le conseguenze sono già in movimento”
“Ma che cosa state dicendo? Ma dico, vi sta dando di volta il cervello tutti quanti?- ringhiò l’uomo rivolto ai presenti- Vi siete già dimenticati il nostro debito nei loro confronti?”
“Ripagato mille e più volte. Solamente che non lo abbiamo fatto notare. Il nostro ultimo errore”
“Ma come si può fare un’affermazione del genere? Senza di loro ci saremmo dispersi come cenere al vento, saremmo diventati deboli, inermi. Ci saremmo ridotti come vecchi reduci dimenticati dal tempo. Ma non capite che….”
“No, tu non capisci- tagliò corto la mezzelfa- D’altronde non mi aspetto che tu lo faccia. Dopotutto sei uno dei …”loro””
“Che cosa intendi dire?” sibilò rabbioso il centurione.
I presenti cominciarono ad allontanarsi.
“Vieni dalle loro file, sei cresciuto da loro, hai prestato giuramento e sei diventato un pezzo grosso.” Sorrise sprezzante Khalliope – “E’ naturale che li difenda…..Corporativo”
L’uomo si alzò dalla sedia, minaccioso:
“Stai forse insinuando qualcosa?”
Gli altri Centurioni si levarono velocemente dai propri posti, lasciando il tavolo.
“Tu sai. Eppure non hai mai fatto niente- continuò la mezzelfa infilandosi i guanti di cuoio- Non c’è nessuno dentro grazie a te” E fissò negli occhi l’uomo con fare di sfida.
“Elfa #####!- scattò il centurione ribaltando il pesante tavolo con una mano- Questa è l’ultima volta che mi insulti!”
La mezzelfa lo fronteggiò in piedi, aggraziata e letale.
“Ti piace giocare al grande guerriero, vero? Ti piace gridare ordini e fracassare teste, non è così? Ma quando c’era da fare qualcosa in quel senso hai sempre trovato mille scuse, umano patetico.” Sputando rabbiosa per terra
Il centurione avvampò di rabbia, la faccia deformata dall’ira. Poi trasse un profondo respiro e con calma sfilò il suo pesante martello.
Il sibilo delle lame della mezzelfa che uscivano dai foderi fece accapponare la pelle ai presenti.
“Mi sono stufato dei tuoi continui insulti, delle tue insinuazioni- sibilò il Centurione mettendosi in posizione di guardia- Oggi la faccio finita con te e con tutta la tua razza di inferiori. Oggi ti do una piallata alle orecchie….. elfa!”
“Mezzelfa” Puntualizzò gelidamente Khalliope mentre cominciava lentamente a muoversi di lato.
“Ah!- sorrise beffardo l’uomo- Il fatto di aver un po’ di pelliccetta in mezzo alle gambe non ti rende migliore, principessina! Rimani sempre un’inferiore!”
Un lampo, uno spostamento d’aria e il martello del Centurione parò all’ultimo momento le lame dirette al suo volto.
L’uomo contrasse i muscoli del collo e del petto e con un solo bracciò gettò via di parecchi metri la mezzelfa che atterrò in piedi, aggraziata, poco più in là.
“Se hai intenzione di batterti così- cominciò a canzonarlo- non credo ch….”
Il pesante martello si abbatté con fragore un battito di ciglia dopo che Khalliope riuscisse a saltare di lato. Il boato che ne seguì squassò molti dei presenti.
Al centro della tenda i duellanti cominciarono a tempestarsi di colpi violenti, rabbiosi, cattivi. A ogni mossa contrapponevano una contraria, a ogni finta una contro finta. Uomo e mezzelfa, potenza contro grazia, disciplina contro tecnica, forza contro velocità. Due modi diversi di combattere, due mondi di tecnica e bravura che si scontravano in un combattimento epico. Senza che nessuno riuscisse a prevalere.
Un attimo di indecisione, un respiro di troppo e la lama scattò verso gli occhi dell’uomo, inesorabile. Un riflesso d’esperienza e furono solo poche gocce di sangue a sgorgare dal sopracciglio.
Il manico del martello si scatenò rabbioso verso il volto della mezzelfa che lo evitò con un minimo, aggraziato movimento:
“Mancata!” Canzonò beffarda lei.
“No-sorrise compiaciuto l’uomo-Questa è nuova".
L’avambraccio del centurione colpì con forza la gola di Khalliope e facendo leva con la gamba la spazzò a terra. In un attimo fu sopra di lei, schiacciandola con tutto il suo peso sul petto:
“Ci sei!” Gridò trionfante brandendo il martello minaccioso.
Il maglio che si abbattè tra spalla e collo del centurione lo lasciò senza fiato. Fu il calcio diretto al suo fianco che lo fece rotolare di tre metri alla sua destra.
La mano enorme sollevò la mezzelfa come un gattino appena svezzato, l’altra le assestò due schiaffi che le fece sanguinare naso e bocca e insieme la scagliarono con violenza contro il palo centrale. A parecchi metri di distanza.
Scese un silenzio impaurito mentre la gigantesca figura del Centurione Primus Pilus torreggiava imponente e cattiva su tutti. Solo i colpi di tosse sofferenti dei due duellanti si sentivano dentro la tenda.
“Ma che pazzia è questa?- Sbraitò il gigante dai capelli color del ferro- Che cosa vi è saltato in mente, stupidi idioti? Uno non può distrarsi un attimo che cominciate a litigare come dei bambini qualsiasi! E per che cosa?”
Il gigante fissò uno a uno i presenti con occhio inquisitorio e tutti abbassarono lo sguardo.
“Ah, ho capito.- Annuì il Primus Pilus- E’ ora di dare una taglio a questa faccenda. Tu!- si rivolse all’uomo che ancora tossiva a terra- Andrai a parlare e illustrerai la situazione. Senza giri di parole! E tu, principessina, prepara i ragazzi e vai nell’altro campo. Voglio che tutto sia pronto per ogni evenienza. Non provate minimamente a deludermi”
Poi si guardò intorno e con tono che non ammetteva repliche:
“Riunione finita- sibilò- Congedati!”
In fretta i centurioni uscirono dalla tenda.
Khalliope Mezzelfa si stava asciugando il sangue che usciva dalla bocca e dal naso quando vide la mano tesa dell’uomo verso di lei:
“Ti va una birra? Offro io”
Lei scosse la testa.
“Niente birra. Preferisco il vino- afferrò la mano del Centurione- Ovvio che offri te”
I due uscirono dalla tenda e camminarono per un po’ in silenzio.
Fu la mezzelfa a rompere la cappa di imbarazzo.
“Carina la tua ultima mossa. Quando l’hai imparata?”
“Un mese fa. Me l’ha insegnata una delle gladiatrici” Rispose l’uomo un po’ vagamente.
“Efficace. Eri stufo del colpo agli occhi, vero?”
“Già”
“Senti, per quella cosa…. si, quello che hai detto sulle elfe….” Chiese Khalliope muovendo una mano a mezz’aria.
“Oh, intendi dire la questione del vello pubico? Non so- l’uomo si strinse nelle spalle- Dovrei vedere. Tu che dici?” Chiese allusivo.
Il pugno della mezzelfa diretto alla mascella del Centurione non era del tutto amichevole.

Castrum della I Legio Victrix, Guardia Pretoriana. Accampamenti esterni.