2° giorno, 2° mese, 2012 dopo la Caduta

 

“Ma sei sicuro?- chiese l’uomo con fare dubbioso- Guarda che il tuo amico non mi sembra che se la stia passando bene.”
“Scherzi? Guarda che io lo conosco bene. Aspetta che tiri fuori la sua mossa segreta e per quel Pretoriano non ci sarà scampo!”
“Mah… non so… io…”
“Oh, stai a sentire. Il Crespo ha combattuto nelle battaglie più sporche e dure del fu Reame. Ha passato la sua vita tra i bastardi della fanteria pesante e gioca sempre sporco. Credimi, quel Sairax Pretoriano è buono solo per diventare un tappeto. Ma ancora non lo sa” Sogghignò il Pigro con fare complice.
“Va bene…” L’uomo cominciò a tirare fuori alcune monete dalla scarsella.
“Naaaa- lo canzonò il Pigro- Nella vita bisogna avere il coraggio di rischiare! Gioca tutto!”
“D’accordo”
La mano del Pigro fu molto rapida nel prendere l’intero borsello.
Al centro della piana due figure combattevano con rara ferocia. Al clangore dell’acciaio si mescolavano cupi ringhi e lo stridio degli artigli sul metallo dell’armatura. Non c’era niente di codificato o di prestabilito, niente regole, niente accordi ma solo la violenza più bestiale, solo la forza naturale di due belve pronte a farsi a pezzi senza problemi. Anche la terra sembrava risentire di quell’aura di brutalità e continuava a brontolare cupamente.
Dal lato dei Pretoriani qualcuno scambiava commenti sottovoce, dall’altro lato vi erano solo facce torve e dure, segnate dal tempo e da tante, troppe guerre. La tensione non c’era solo tra i due combattenti ma si avvertiva palpabile, fremente, tra i due lati opposti degli schieramenti del pubblico. Vi era qualcosa di più in ballo anche se nessuno avrebbe saputo dire che cosa.
I colpi erano violenti, implacabili, cattivi, scambiati aduna velocità inimmaginabile, fuori da qualsiasi esperienza umana. Un’indecisione, una minima esitazione avrebbe potuto volere dire la morte.
Il primo colpo che andò veramente a segno fu quello del Pretoriano. Un colpo di martello di rara potenza si abbatté sul fianco del Crespo scaraventandolo ad un paio di metri di distanza. Il corpo del Sairax cadde pesantemente al suolo.
Dal lato dei Pretoriani il centurione sogghignò di soddisfazione:
“Che ti avevo detto?- disse rivolgendosi alla mezzelfa accanto a lui- Non aveva alcuna speranza”
Lei annuì:
“Ben fatto, Fratre! Dai, vieni qui che ti aiutiamo a toglierti l’elmo!” Gridò rivolgendosi al compagno
Il gigantesco Sairax non rispose, gli occhi fissi davanti a sé.
“Ehi, non hai sentito cosa ti ha detto Khalliope? Dai che ci aspetta una bella bottiglia di idromele”
Nessuna risposta.
La mano della mezzelfa si posò sulla spalla del Centurione.
“Guarda” Indicando il rivolo di sangue che usciva dalle orecchie del Pretoriano.
“Per gli dei. Gli ha lesionato le orecchie! Ma come cavolo ha fatto a entrargli nella guardia? Nessuno conosce questa tecnica! Non la si usa più da secoli!”
“A meno che…..”
“A meno che cosa? Per gli…….” Una strana consapevolezza cominciava ad insinuarsi nelle menti dei due Centurioni.
Il Pigro era accorso presso il corpo apparentemente esanime del Crespo:
“Pulcioso stupido idiota! Te lo avevo detto che rischiavi di farti ammazzare!
“Naaa- sogghignò il Sairax mentre si alzava faticosamente da terra- Guardali. Guarda le loro facce. Non mi hanno ucciso. Stanno capendo!”
“Capire? Che cosa c’è da capire?”
“Non lo hai scoperto? Davvero? Eppure sei tu l’intellettuale dei due. Ah! Ti devo spiegare un paio di cosette che ho trovato.
Intanto andiamo a offrire da bere a quei tre Pretoriani. Offri tu. Vedo che hai spennato un altro pollo.”
Poco lontano un uomo si guardava intorno facendo domande:
“Ehi, avete visto l’uomo che era a fianco a me? Un tipo robusto vestito di nero. Mi deve un sacco di soldi. Qualcuno lo ha visto?”

Una radura a metà tra gli accampamenti esterni e il Castrum Pretoriano