25° giorno, 4° mese, 2012 dopo la Caduta

L’umano corre tra le fronde della foresta fuggendo rapidamente dal suo inseguitore, cerca di seminarlo zigzagando tra i rami e piegando verso est, diretto il più lontano possibile dagli accampamenti.
La trappola è fallita, lo sa bene e la sua unica possibilità ora è di riuscire in quella ritirata, ma istante dopo istante, sente il respiro e il rumore di artigli che avanzano contro le pietre, pestare pesantemente il terreno, strappando in modo sinistro rami e ostacoli con il suo corpo. Ormai gli è addosso, manca poco.
Da una rapida occhiata alle sue spalle e i rossi bagliori si stagliano nel buio notturno, torna a concentrarsi sul percorso che sta seguendo, si abbassa evitando uno dei rami, ma le radici di un vecchio larice lo tradiscono facendolo rovinare a terra.
L’impatto con il suolo è violento, mentre rotola il sapore di sangue e fango invadono la sua bocca, a fatica riesce a rialzarsi, la creatura gli è pericolosamente vicina.
La mano sinistra, rapida, scivola tra le pieghe dell’armatura, liberando uno dei pugnali da lancio che va a ferire l’abominio, che più che ferito sembra stupito della cosa. Un barlume di speranza riaccende lo sguardo dell’uomo che faticosamente si rialza e cerca di riprende a correre,<Arghh> Il dolore lancinante alla gamba lo fa quasi cadere, mentre zoppicando cerca di tenere il passo

L’essere osserva il metallo profondamente penetrato tra le sue carni, strappandolo rabbiosamente e lasciandolo cadere a terra , un rivolo di sangue scuro cola dalla ferita ma non è il dolore in se ad averlo fermato, sta giocando con la sua preda, attende pochi istanti quando l’umano è al limite della sua vista, al limite della foresta prima di riprendere la caccia e prepararsi all’assalto finale.

Allo stremo delle forze e sapendo che la fuga ormai è inutile accoglie l’arrivo della pianura con un sorriso, rallenta il passo e velocemente dalla cintura prende le pozioni donatagli dal suo maestro, le beve rapidamente entrambe. La vista si offusca e le forze sembrano abbandonarlo, sente un intenso calore invadere il suo torace e schegge ghiacciate trafiggerlo nello stesso momento avvertendo il potere alchemico attivarsi . < Fatti sotto Bestia >, grida,  sputando a terra un fiotto di sangue.

L’abominio corre a testa bassa verso l’uomo, cercando di affondare gli artigli nel suo corpo, scambi di colpi rapidi, a cui il cacciatore non può sottrarsi riuscendo però nel suo intento affondando entrambe le armi nel ventre dell’essere.
Urla di agonia spezzano il silenzio e la pace del luogo, mentre la bestia cerca di sottrarsi al metallo che gli sta donando la morte, ogni movimento accende fiamme rosse e bianche dal suo addome, l’umano con un sorriso meschino e privo di forze si abbandona sul corpo della creatura, perdendo ogni cognizione di spazio e tempo.