25° giorno, 4° mese, 2012 dopo la Caduta

"La piccola radura era spazzata da un leggero vento che scompigliava il tappeto di foglie morte che ricopriva il terreno.
L’uomo, avvolto in uno scuro mantello, ravvivò il piccolo fuoco gettando un ciocco di legno. Non ne aveva bisogno, lo faceva più per abitudine che per una reale necessità di scaldarsi.
L’udito acuto sentì subito il tintinnio dell’armatura dell’uomo che si stava avvicinando. Sorrise tra sé e gettò un altro ramo sul fuoco.
“Gran Maestro” Lo salutò il Pretoriano al suo arrivo, dopo un po’.
“Centurione” Ricambiò l’uomo incappucciato con un cenno del capo “Ci avete messo un po’ di tempo.”
“Sapevo di trovarvi qua. Non aveva senso sprecare energie. Gli occhi della I Legione sono efficientissimi”
“Già- convenne l’uomo- E immagino che vi abbiano già informato delle mie intenzioni”. L’uomo si alzò da terra e con un aggraziato movimento del mantello liberò il lato dove teneva la spada.
Il Pretoriano annuì, si aggiustò la cinghia del proprio elmo ed estrasse la propria arma.
L’uomo con il mantello disegnò nell’aria un preciso fendente, lento, con un gesto quasi cerimoniale.
Il Pretoriano, con la stessa lentezza e solennità, parò il colpo e accennò alla contro risposta che venne parata con eleganza.
I due uomini si staccarono, girandosi intorno l’uno con l’altro, studiandosi nella consueta danza di morte che accompagna tutti i duelli.
“Allora saprai che non cambierò idea”.
Il Centurione scattò più velocemente con un colpo diretto al braccio, l’uomo parò il colpo con destrezza e afferrò contemporaneamente la lama del Pretoriano il quale finse di cedere, entrò nella guardia dell’uomo e segnò il colpo sul mento con il pomolo della spada.
I due uomini si staccarono. L’uomo sorrise, compiaciuto.
“Vi invito ancora a riflettere Gran Maestro. E’ la scelta migliore, lo sapete”
L’uomo scosse la testa.
“Seguirò la volontà del popolo, volontà espressa con giuramenti e desiderosa di essere messa in opera”.
Il Centurione parò il fendente deciso del Gran Maestro, gli bloccò contemporaneamente la lama e la mano e con una veloce mezza torsione del corpo lo gettò a terra.
“E’ la vostra ultima parola?”
Da terra il Gran Maestro colpì il retro del ginocchio del Pretoriano, facendogli piegare una gamba e poi lo spinse via afferrandolo per il paranuca dell’elmo. Un colpo non risolutivo, ma molto fastidioso.
“Definitiva. E voi, Centurione, siete sicuro di non volere riconsiderare la vostra posizione? Ne siete così sicuro?”
“Assolutamente. Non ho mai combattuto dalla parte sbagliata. E voi?”
Gli occhi dell’uomo lampeggiarono.
“L’ho già sentita questa”
E fece partire la punta della propria arma in direzione del cuore del Pretoriano, con velocità letale.
Il Centurione scartò leggermente di lato, deviò sotto il proprio fianco la spada del Gran Maestro, la fece scivolare e con mossa rapidissima gli mise in morsa il braccio e gli appoggiò la lama sul volto.
“Sareste morto”
L’uomo sorrise.
“Ho altre risorse. E’ da un po’ che non ne uso una- con un rapido gesto l’arma sparì nell’aria- In realtà non mi serve. Non è in un pezzo di metallo che risiede il valore di un Cavaliere.
E’ qua”
E si toccò il petto.
Il Pretoriano rinfoderò la propria spada:
“E’ sempre un onore incontrarvi, Gran Maestro. Le decisioni sono state prese.
Sappiate allora che non mi tirerò indietro qualora dovessimo incontrarci nuovamente”
E fece un rispettoso saluto militare.
“Che la mia sposa accolga la vostra anima, dunque”
Rispose il Gran Maestro con rispetto.
“Secondo il Codex”
“Secondo il Codice”

Di notte, al centro di una piccola radura, da qualche parte.