26° giorno, 4° mese, 2012 dopo la Caduta

 "Horatio Thimat IV, primo figlio del Nobilissimo Plinius Thimat il Mugnifico della città di Daruvar, ex primo Maestro dell’Accademia della medesima città e ora Legatus della Legio I Victrix della Guardia Pretoriana si presentò, deciso, alla tenda dei Centurioni, nel momento della loro riunione quotidiana.
Una cappa di silenzio scese improvvisa e il gigantesco Sairax si parò davanti a Horatio, fissandolo con occhi feroci.
“Lascia stare la solita pantomima, Centurione- lo gelò il Legatus- So benissimo cosa pensate di me. Non c’è bisogno che me lo ricordiate ogni volta”
L’ometto alle spalle del Legatus cercò di farsi piccolo piccolo e farfugliò qualche parola di scusa al Centurione mentre il suo superiore si dirigeva al centro della tenda.
“Centurione Primus pilus! Centurione!- Gridò in tono imperioso il Legatus
“Legatus?” Rispose un uomo gigantesco voltandosi da dietro le spalle.
“Tutti i Centurioni qua! Ora!”
Il Primus Pilus sgranò gli occhi e si voltò incredulo verso i propri ufficiali con un muto interrogativo dipinto sul volto.
“Centurione!- ribadì il Legatus alzando il tono della voce- Vi è stato dato un ordine da un vostro superiore. Obbedite!”
Con un gesto imperioso il gigantesco Primus Pilus radunò tutti gli ufficiali al centro della tenda.
Ordine, disciplina, fango e battaglie avevano reso d’acciaio gli uomini e le donne che comandavano i ranghi dei Pretoriani ma non pochi sgranarono gli occhi per lo stupore nel vedere il Legatus.
Sporco, emaciato, sofferente sul suo volto non vi era nulla che ricordasse il viziato, pigro Horatio che tutti conoscevano.
Un sorriso sarcastico si dipinse sul suo volto:
“Una settimana nei Carri Ferrati non è una vacanza che auguro a nessuno. Ma dovevo farlo. E’ mia intenzione che venga portato alle armate, di fronte a loro”
Poi il suo sguardo si volse verso tre figure:
“Voi tre… preparatevi! Uno di voi lo dovrà trasportare. Ai Carri Ferrati. Adesso!”
Nel silenzio preoccupato di tutti, una mezzelfa, un Sairax e un umano deglutirono nervosamente."