26° giorno, 4° mese, 2012 dopo la Caduta

"Il Crespo si appoggiò stancamente allo schienale della propria sedia, traendo un profondo sospiro.
Le fiamme del fuoco davanti al suo tavolo disegnavano strani giochi di luce sulle sue armi accuratamente lucidate.
Il Sairax infilò la mano nella sua giubba di cuoio e ne trasse una vecchia pergamena, ingiallita dal tempo e spiegazzata.
La stese con cura sul tavolo e la fissò attentamente appoggiando il mento sulle mani.
Conosceva perfettamente quella pergamena, gliela aveva data il suo Maestro, che a sua volta l’aveva avuta in dono dal suo. Sapeva perfettamente il senso di quelle poche parole vergate in un inchiostro ormai sbiadito dal tempo. Non c’era bisogno di vederla, quella pergamena, ne era certo, gli sussurrava il significato ogni giorno.
Aprirla aveva un altro senso, voleva dire avere un muto interlocutore, un ricordo del suo Maestro che potesse consigliarlo.
L’uomo avvolto in un mantello nero entrò senza il minimo rumore e si sedette di fronte al Sairax.
Il Crespo alzò appena un sopracciglio.
“Ottimo lavoro, Mastro Crespo. Le vostre armi sono tenute meravigliosamente. Vi preparate ad una battaglia imminente?”
“Domanda retorica, Gran Maestro” Sbuffò il Sairax. “Non mi piace la retorica di voi Cavalieri”
“Che cosa succede, Mastro Sairax? Vi si sta forse intenerendo il cuore?” Chiese con una piccola vena sarcastica il Gran Maestro.
“Non accetto lezioni da voi!- ringhiò rabbiosamente il Crespo- Ho passato la vita tra la fanteria pesante. Quando i quadrati di picchieri si scontravano, io e altri passavamo sotto le lance per sgarrettare i nostri nemici. Ho fatto imboscato e ucciso nell’ombra quanti se lo meritavano. Gli altri li ho torturati. Non avete niente da insegnarmi, Cavaliere” quasi sputando quest’ultima parola.
Il Gran Maestro fece un lungo sospiro e fissò a lungo la pergamena posata sul tavolo.
“Capisco. Ci sono grosse ombre che gravano sul tuo cuore”
“Posso dirtela tutta?” Chiese il Sairax, diretto.
“Puoi dirmi tutto. Qui siamo tutti uniti in modi che ancora non comprendete appieno…”
“Allora stammi bene a sentire! Quello che proponi è un linciaggio bello e buono!- sbattendo il pugno sul tavolo- Io dico di appoggiare l’alternativa, sicuramente è una valida soluzione”
“Non m’interessa!- liquidò la faccenda il Gran Maestro con un gesto della mano- Siamo nati con un Codice ed esso deve essere rispettato!”
“Allora fai come credi. Ricorda però che il loro sangue sarà sulle tue mani, non sulle nostre!”
“Così sia, allora! Da troppo tempo ormai le mie mani sono macchiate del sangue degli innocenti. Che si macchino del sangue dei colpevoli!”
Il Gran Maestro si alzò rabbiosamente e si diresse verso l’uscita della tenda.

“Gran Maestro! –risuonò la voce del Crespo- In un modo o nell’altro abbiamo sempre combattuto dalla parte giusta della battaglia. Dobbiamo continuare a farlo!”
Per un solo, brevissimo istante gli occhi del Cavaliere lampeggiarono di una luce furente."

In una tenda recante il simbolo della Guardia del Popolo