15° giorno, 7° mese, 2012 dopo la Caduta

La sala era buia, la torcia rilasciava fumo e cattivo odore, ma occorreva tenerla ben nascosta e al sicuro.
Armi appese alla pareti, accantonate a terra, quadri, arazzi, oggetti di tutti i tipi, a volte anche preziosi, ma non era questo quello che il condottiero stava cercando.
Non aveva dubbi, suo padre era stato chiaro nella spiegazione e lui sapeva esattamente cosa cercare e lo trovò dopo poco, appoggiato ad un muro ,assieme ad altre aste e bandiere.
‘uno stendardo rosso scuro, con pochi simboli di color oro, non puoi sbagliare.’
Le parole del padre erano ancora vivide nella sua mente e in effetti, non si poteva sbagliare.
Anche la gemma era lì, dove doveva essere, incastonata nella stoffa, anche se ormai priva di ogni potere.
Avvolto lo stendardo in un anonimo panno, Gunnar uscì dalla stanza forziere e si recò in tutta fretta dal padre.
Una volta giunto davanti a lui, non ebbe nemmeno bisogno di farglielo vedere.
“E’ come ti avevo detto?”
“Si padre.”
“Bene, e sei ancora convinto di volerlo dare agli eroi?”
“Si, consegnalo ai condottieri che sto addestrando, non credo che vedendolo avranno dubbi”
“Non vuole dire niente per loro Gunnar, non commetere l’errore di credere che la pensino come te.”
“E quindi? Hai in mente qualcos’altro?”
“No, sei stato saggio, ma affrettati nel tuo giro tra le altre tribù”.
“Parto ora.”
“Che gli spiriti degli antenati ti proteggano, figlio.”
“E che ci mostrino sempre il sentiero giusto per la fonte.”