26° giorno, 9° mese, 2012 dopo la Caduta

"Un cupo tremore del terreno e un rimbombo annunciarono il passaggio della cavalleria pesante con gli stendardi orgogliosamente spiegati, accompagnata dal tintinnio delle armature e dalle pesanti bardature dei possenti cavalli da guerra, pronta per un’eventuale sortita.
La IV e la VII coorte stavano completando le operazioni di dispiegamento marciando ordinate e disciplinate, il silenzio rotto solamente dal passo di migliaia di stivali.
Signiferi e Vexilliferi delle coorti schierate per prime avevano già terminato i propri Rituali da battaglia e i loro stendardi rilucevano di fiamme azzurrine o di lampi di luce che si stagliavano sul cielo cupo. Il rimbombo di un tuono annunciò che era stato completato con successo un altro Rituale: le armi della II Coorte risplendevano del colore delle fiamme.
Il Centurione osservava compiaciuto il susseguirsi dei preparativi e si mosse solamente per andare a salutare il contingente dei Veterani della sua Coorte, la I. Marciavano lenti, taciturni, implacabili e arrivavano sempre per ultimi per preservare le forze. Non si diventava veterani per nulla.
“Centurione!” Salutarono con un ghigno amichevole i Pretoriani
“Veterani!” Ricambiò scambiando una stretta d’acciaio e cuoio con l’ufficiale di riferimento
“Fra quanto combatteremo?”
“Non lo so. Sto andando ad informarmi. State qua e nell’attesa non bevete…. Non troppo, almeno!”
Roche risate salutarono quell’ultima raccomandazione.
I Centurioni erano riuniti nel punto centrale della palizzata di legno che proteggeva il Castrum.
L’enorme Sairax aveva indossato le armi più belle, vestito bracciali d’oro massiccio e intrecciato i lunghi capelli in un’orgogliosa treccia. Se la morte l’avesse preso si sarebbe presentato al suo dio nel migliore modo possibile. Khalliope era l’esempio più fulgido della perfezione elfica nella sua stupenda armatura, statuaria, impassibile, nemmeno il vento le scompigliava i capelli. Come sempre.
“E’ cambiato” Osservò il Centurione indicando con un cenno del capo il Legatus al centro dei suoi ufficiali. Le nocche bianche delle mani tradivano il suo nervosismo.
“E’ alla sua prima battaglia- sogghignò il Sairax- se la farà sotto in quella sua veste da mago!”
“Non lo sottovalutare- rispose freddamente la mezzelfa- E’ sempre stato un Arcanum Dimicator molto potente”
I tre si avvicinarono mentre una figura a cavallo stava arrivando di gran carriera alle porte dell’accampamento
“Quali nuove da Ghilt?” Chiese il Legatus
“I Kerak hanno attaccato circa 6 ore fa!- gridò il messaggero- Sono una moltitudine! Ci hanno già circondato!”
“E tra poco toccherà a noi” Disse il Primus pilus indicando con la sua mano gigantesca la marea nera che stava crescendo all’orizzonte.
“Date il segnale, Primus Pilus” Ordinò il Legatus.
Un cenno della mano e i tamburi cominciarono a rullare accompagnati dal suono pesante dei corni di bronzo. L’intera I Legione ora sapeva cosa fare.
I tre si scambiarono un solo saluto, un saluto da Fratelli, senza dire niente e si mossero per raggiungere i propri posti. Non era il tempo delle parole. Era il tempo dell’azione.
Mentre si dirigeva verso la I Coorte uno stridio di animacciaio fece voltare il Centurione.
Il Nano Centurione lo salutò con un ampio cenno del braccio:
“Questa è la nostra prima battaglia nel nuovo mondo! E’ un avvenimento che dobbiamo ricordare”
“Spargeremo abbastanza sangue per bagnare i nostri Stendardi, Antico. Avremo gloria e onore per tutti”
“Ho tenuto delle riserva speciale di birra nei miei alloggi! Quando avremo finito passa da me, ragazzaccio, che ci facciamo una bella bevuta!”
“Non mancherò di sicuro, sarà un onore. Buona battaglia Centurione!”
“Anche a te, ragazzaccio, anche a te!”