17° giorno, 1° mese, 2013 Dopo la Caduta

Il giovane apprendista si muove con estrema attenzione mentre porta il contenitore di pietra, ripieno di ferro fuso, per colarlo sullo stampo della spada.
“Jack! Corri qui!”
La voce del Mastro fabbro dall’altra stanza lo fa sussultare, il piede destro scivola su una pinza maldestramente lasciata in giro e il ragazzo cade all’indietro.
Il Fabbro si affaccia sulla fucina, pronto a redarguire il pigro garzone, ma la scena che vede lo lascia pietrificato. Il giovane cade di schiena sulla fiamma della forgia mentre il ferro fuso si sparge a terra, come un lago infuocato.
L’anziano maestro corre verso il ragazzo e lo strappa dalle fiamme, con i vestiti quasi distrutti dal fuoco e il terrore sul volto.
“ragazzo, ragazzo, ommiodio, AIUTO! AIUTO! UN curatore!”
“maestro non è niente, sono vivo..”
“ma come bene… sei caduto nelle fiamme”
“Non sento niente, solo un po’ di dolore”
Il Maestro, ancora sconvolto, gira cautamente il ragazzo per osservare la schiena e quello che vede lo sconvolge.
“Ma.. è vero, hai una bella ferita, ma io ti ho visto cadere nelle fiamme… e questa ferita non è niente che non si possa curare in un attimo, le fiamme ti avrebbero dovuto consumare in un attimo”
“Mi dispiace Maestro, mi sono distratto”
“Lascia stare, riposati, vai a casa per oggi, questa sera passo a trovarti con il Maestro Guaritore”
“Si, Maestro”.