30° giorno, 1° mese, 2013 Dopo la Caduta

L’uomo incappucciato si muoveva lentamente tra le due file dei massicci guerrieri leviatanidi, per nulla intimorito dalla loro possente presenza.
La sala delle udienze era situata tra delle imponenti falesie di gesso cristallino al livello del mare e il rumore della risacca, quando il mare era mosso, copriva qualsiasi voce, “I giorni del Mare” li chiamavano i leviatanidi e in quei giorni era meglio non discutere di affari e politica perché il richiamo delle onde era decisamente più forte di ogni altro sentimento.
Non era così quel giorno, il mare era una tavola infuocata, il sole al tramonto che si specchiava sulla superficie e sulle pareti di quarzo, faceva assomigliare la stanza ad una immensa fornace.
Non a caso, era stata scelta l’ora e il giorno, dall’umano. Le vesti cremisi lo rendevano parte integrante del momento, molto più delle corazze blu o verdi dei guerrieri schierati.
A quasi dieci metri dalla Triade, si inginocchio, e posò a terra un piccolo forziere, senza dire una parola.