11° giorno, 2° mese, 2013 Dopo la Caduta

Il piccolo gruppo di Giudici riunito attorno alla luce della lampada era comunque un evento eccezionale, dato che raramente se ne vedevano più di due assieme.
I Giudici non portavano simboli od emblemi particolari, come loro solito ma a nessuno era mai passato per la testa di impersonare un Giudice se non lo fosse stato veramente, era semplicemente impensabile, inconcepibile.
Uno di loro alzò il capo dalla pila di fogli che stava leggendo e si rivolse agli altri.
“Anche rileggendo i vecchi verbali del Meè-Rhin, niente si è mai vagamente avvicinato a quanto sta succedendo ora.”
Gli altri annuirono tutti, i volti tesi ma in qualche modo più rilassati, ora che l’inequivocabile era stato messo alla luce.
“Ci sarà molto da dire, questa volta”
“Già, ma il vero problema non è quello che si dirà ma quello che non si dirà, ci sono molti punti ancora oscuri.”
“Quello che sta accadendo alle genti, la disaffezione verso il codice, questi nuovi poteri e abilità, le devastazioni al nord, i rapporti con i nuovi arrivati, le decisioni prese dai maestri, roba da far girare la testa a chiunque”
Gli altri, rilassati, risero di quest’ultima battuta, ma non sicuramente del resto. Quello che seguì fu un silenzio teso e duraturo, la mole impressionante di lavoro che li aspettava, sembrava quasi li spaventasse, non fosse che erano Giudici.
Finalmente, il più anziano tra loro, che una regola non scritta indicava come il più autorevole, si alzò, inarcò la schiena e stirandosi le braccia si rivolse tranquillamente agli altri.
“Si è fatta notte ormai, un Tè? Poi si ricomincia.”

Dialogo nella Villa dei Giudici dove si festeggerà il Meè-Rhin.