11° giorno, 4° mese, 2013 Dopo la Caduta

La folla esultava, eccitata, da uno spettacolo che raramente aveva occasione di vedere, una bella impiccagione.

La pena di morte nel villaggio era stata applicata solo 30 anni prima, un povero pazzo aveva aggredito e ucciso la figlia del mugnaio. Il poveretto era inconsapevole di quanto aveva fatto, in sostanza si trattò solo di un modo per togliere dalla circolazione una potenziale minaccia, nessuno ebbe niente da ridire.

In mezzo al fragore generale erano apparsi i chioschi di dolcetti e piccole frittelle di pane con l’uva appassita all’interno, cibo di solito riservato per le festività più importanti.
Il mercante varcò la soglia del villaggio, il fragile cancello che apriva un varco su una fatiscente palizzata era deserto, incustodito.
<Strano>, pensò il mercante, <ma almeno ho risparmiato la ramella della tassa d’ingresso> e avanzò lentamente sul suo mulo verso la piazza, dove avrebbe dovuto trovare il mercato.
Lo spettacolo invece era diverso, la folla gridava, insultando un uomo di mezz’età con evidenti segni di percosse che stava salendo verso..
<un patibolo!> Il mercante si immobilizzò, sconcertato, non aveva mai visto un’esecuzione e mai ne avrebbe voluta vedere una nella vita.
Scandalizzato, sconvolto, scese dalla cavalcatura e corse tra la gente, spingendo e urlando:
“FERMI! FERMI! QUALE FOLLIA!”
Arrivato a forza sotto la base di legno che accoglieva il patibolo urlò ancora più forte:
“MA CHE DIAMINE! SIETE IMPAZZITI? MA QUALE REATO AVRA’ MAI COMMESSO QUELL’UOMO PER MERITARSI UNA PENA SIMILE? E NON VEDO UN GIUDICE QUI! COSA STA SUCCEDENDO?”
Un’anziana donna, con le gote rosse e delle uova marce in mano, si girò verso il mercante e gli parlò, a voce alta, cercando di sovrastare le urla della folla.
“E’ uno di loro, finalmente ne abbiamo preso uno!”
“Uno di loro chi?” chiese il mercante, “di chi?”
“Quei maledetti! Quelli che non fanno altro che ascoltare ogni cosa che dici, anche nell’intimità delle tue stanze e poi la vanno a spifferare ai quattro venti, oppure nelle taverne, vendendo la nostra vita per un bicchiere di birra o meno”
“AHHH!!!” esclamò il mercante! Poi mise la mano in tasca, estrasse una moneta d’oro e la porse alla vecchia e quasi implorando le chiese: “Bastano queste per le sua uova?
“A Morte!”
“A Morte!”
“A Morte!”