21° giorno, 4° mese, 2013 Dopo la Caduta

“Allora… facciamo il punto della situazione, un po’ di silenzio!”
La piccola assemblea, composta da membri delle varie razze, Eroi e appartenenti all’ordine si concentrò sulla richiesta del Giudice.
“Bene, grazie. I Kritek hanno dovuto abbandonare in fretta e furia una residenza che usava l’Assemblea degli Archivisti per le loro riunioni. Purtroppo hanno lasciato nella residenza un certo numero di Kemeres, che vi ricordo sono oggetti indispensabili per far si che i Vragozar possano essere considerati come interlocutori coscienti, ma non è questa la sede per discutere su come i Vragozar e i Kritek interagiscono.”
Dall’assemblea ci fu immediatamente una selva di mani alzate che chiedevano diligentemente la parola e il giudice indicò il primo.
“Ma.. come li riconosciamo questi Kemers?”
Il giudice si rivolse verso un’insolita e attenta Kritek e le chiese se poteva rispondere direttamente lei alle domande che interessavano la sua razza e la situazione specifica.
La Kritek si alzò, fece un piccolo inchino di saluto e rispose lucidamente a tutte le domande.
“Quando li avrete in mano sarà impossibile non distinguerli.”
Il Giudice continuò a gestire la sequenza di domande e la Kritek rispose.
“Scusate.. ma quando siete scappati, non potevate portarli via con voi, semplicemente?”
“Non avevamo capito l’entità del problema, fino a pochi giorni prima si parlava di predoni che saccheggiavano e ci siamo attrezzati per far si che un saccheggio non avesse potuto toccare i Kemeres. Li abbiamo quindi nascosti o protetti. Quando invece sono arrivati i Krunn la maggioranza di noi sono stati uccisi e gli altri si sono dispersi, non abbiamo avuto nemmeno il tempo di pensarci.”
“Quindi… basta chiedere a chi li ha nascosti, no?”
“Purtroppo… gli incaricati erano gli Archivisti Fa’Hal e Leplekk. Il primo è stato ucciso davanti ai miei occhi e i secondo… è disperso.”
Un ambasciatore Ithin si rivolse mestamente alla Kritek: “Faccio le mie condoglianze all’Assemblea tutta e tutta la razza Kritek”.
Dopo una breve pausa continuò: “Per quanto riguarda i Kemeres, è possibile sapere quanti sono? Almeno sappiamo se li abbiamo trovati o meno”
La Kritek ristette per qualche secondo e poi rispose: “Si, sono certa che tra i supersiti qualcuno, almeno il numero, lo conoscesse. Sarà mia premura chiedere a tutti i sopravvissuti, pochi in realtà, e darvi il numero esatto o comunque molto preciso. Lo avrete prima della partenza”.
Un giovane umano prese la parola e quasi balbettando si rivolse alla Kritek e a tutta la sala.
“Scu.. scusate, ma se non ho capito male, un.. Kemers, permette in qualche modo di far si che gruppi di Vragozar non girino per le terre attaccando tutto quello che si muove?”
La Kritek lo fissò un po’ indispettita. “Non è così semplice, ma si, se la volete vedere da questo punto vista, si, potrebbero essere un problema per tutti.. e si.. ogni Kemeres perso corrisponde allo smarrimento di un gruppo di Vragozar.” La Kritek cominciò a piangere e si dovette sedere, visibilmente scossa, mentre le domande continuavano, a questo punto sovrapponendosi ai commenti che si elevavano da gruppi di componenti dell’assemblea.
“Ma.. che fretta abbiamo? Del resto i Vragozar fuori controllo impiegheranno mesi prima di giungere in un qualche luogo abitato e poi la zona si potrebbe liberare da questi Krunn, ora sono proprio in zona.”
“Non funziona così”, disse la Kritek, ancora seduta e con gli occhi arrossati, “dopo un po’ che i Vragozar perdono la connessione con il Kemeres, la perdono per sempre, per quello è necessario fare in fretta. Dobbiamo partire il più in fretta possibile e appena trovati i Kemeres dovrò recarmi dai Vragozar, sperando di trovarli, e farglieli ritrovare…”

Riunione in preparazione della partenza degli eroi