27° giorno, 4° mese, 2013 Dopo la Caduta

La piccola flotta di pescherecci stava ritirando le reti e già il buonumore dilagava tra gli equipaggi, la pesca sarebbe stata sicuramente ottima e abbondante.

Il giovane umano era di vedetta, la sua funzione era quella di salire in cima all’albero più altro della flotta ed osservare i movimenti dei branchi in mare, in modo da spostare le barche nei punti più favorevoli.
Nepti era il suo nome e stava appoggiato svogliatamente al bordo di legno di una piccola coffa di vedetta quando qualcosa richiamò la sua attenzione e subito avvisò di basso.
“Comandante! Comandante! Fitta nebbia a dritta!”
Il Comandante che era un corposo omaccione, smise di lavorare il pesce appena preso, alzò e si girò verso la prua del peschereccio, nel frattempo urlando a Nepti, infastidito.
“Nepti! Ti sei bevuto il cervello? Non c’è mai nebbia qui e in ogni caso non in questa st..”
Le parole gli si strozzarono in gola, di fronte a lui si trovava inequivocabilmente un banco di nebbia. Un fronte compatto di circa duecento metri e poi sembrava finire, di colpo.
Yorius, il comandante, corse di basso e da una cassa prese un cannocchiale, in effetti non gli era mai servito, in questo tratto di mare non c’erano pericoli, scogli, niente di niente, una specie di paradiso.
Puntò lo strumento un po’ impreciso verso la nebbia e prese a parlare verso il resto dell’equipaggio che nel frattempo si era radunato attorno a lui per vedere meglio cosa stava succedendo.
“Guardate.. in mezzo alla nebbia… mi si portasse via un kraken, se quella macchia scura non è un fottutissimo portale dei maghi..”
In effetti, era vero, un’ombra ovale, enorme, si intravedeva in mezzo alla nebbia,
“Ma che diavolo dici Yorius, non esisono portali così grandi e poi che senso avrebbe un portale in mezzo al mare?”
“E io chennesò!?!? Ma io vi dico che una volta l’ho visto un portale, sono capitato in città a vendere delle primizie nel momento in cui era stato fatto aprire dei maghi un portale per portare qualcuno dagli eroi e vi dico che quello è un portale, solo… dieci volte più grande”
Improvvisamente dal portale sbuco una lunga asta di legno, poi una tetra vela nera di una lunga e snella nave. Una nave, una nave piena di soldati, stava attraversando il portale.
Il comandante che amava frequentare le migliori taverne della città e spendere quasi tutti i guadagni in ottimo cibo, vino e donne, sentì un brivido scorrergli lungo la schiena.
“Guai! mollate tutto e invertite la rotta, torniamo in porto.”
“Ma comandante?! il carico appena pescato? e abbiamo ancora delle reti in mare”
Yorius lasciò cadere a terra il prezioso cannocchiale, corse verso le reti estraendo il corto pugnale che teneva in cintura. Arrivato al nodo della fune che legava le reti alla nave, lo recise in fretta, con un solo colpo. L’equipaggio era allibito, le reti costavano un sacco di soldi e tutti sapevano che Yorius non era uno che amava perdere soldi.
“Ho detto di mollare, tutto, tutto e subito! alzate le vele, invertite la rotta, IMMEDIATAMENTE! Nepti! Nepti! avvisa gli altri, che devono tornare indietro all’istante, ne va della loro vita.”
Nel frattempo la nave misteriosa era completamente uscita dal portale e un secondo albero stava sbucando.
A questo punto nessuno aveva più dei dubbi, le grida del comandante e l’apparire di altre navi da non si sa dove in mezzo al mare avevano fatto saltare i nervi a quasi tutto il gruppo di marinai ed eseguirono rapidi come non mai le manovre ordinate.
Dalle memorie raccontate in taverna, di Yorius, comandante della Nostra Signora dei Mari, unico peschereccio sopravvissuto al largo del Grande Mare dell’Est