28° giorno, 4° mese, 2013 Dopo la Caduta

“COSA!?!?! Ripeti quello che hai detto…”

“Si, mia Regina. Un gruppo di umani o comunque non-Ithin è entrato in un Nido, attraverso un portale di un guardiano esterno.”
La Regina si alzò in piedi, visibilmente irata, il messaggero si era fatto piccolo piccolo e stava quasi rannicchiato in un angolo. Fece due rapidi giri della stanza, un po’ per pensare, un po’ per calmarsi, poi urlò.
“VENKAR! VENKAR!” e si mise di spalle alla porta, guardando una scultura che aveva il potere di rilassarla nei momenti critici.
La portà sbattè di colpo, la serratura andò in mille pezzi, il messaggero si infilò in un lampo sotto il giaciglio rialzato della Regina e VenKar, l’inquietante Comandante della Guardia entrò a spade sguainate, gli occhi ardenti e le zanne spalancate.
“MIA REGIN….”
La Regina, evidentemente non in stato di pericolo, lo stava fissando, poi i suoi occhi si mossero verso quello che restava della porta e il letto.
“Krennal, grazie, ora puoi andare, ti chiamerò dopo.”
Il piccolo informatore sgusciò fuori dal letto, sgattaiolando, senza nemmeno guardarlo, tra le gambe del Comandante.
VenKar, guardatosi ancora attorno, rinfoderò le spade con un rapido gesto e si rivolse alla Regina con un piccolo inchino.
“Mia Regina… devo aver frainteso il tono della tua chiamata.”
La Regina gli sorrise, non si capiva bene perché ma era l’unica in tutta la Colonia che trovava in VenKar un qualche motivo per sorridere.
“Non più di tanto, Ven, non più di tanto. Abbiamo un problema, qualcuno di non Ithin si è introdotto in un nido, scopri cosa è successo e fai in modo che non accada più. Appena sai qualcosa di nuovo, fammelo sapere.”
VenKar esitò un attimo, entrare in un Nido.. nemmeno tra gli Ithin era normale entrare in un Nido, dopo la Regina era la cosa più sacra per una Colonia.
Ma solo un attimo, poi rifece un inchino e si allontanò velocemente, salutando con un flebile “Si, mia Regina”.
“Ah! VeNkar”
“Si…”
“Avvisa che mi serve un falegname e in fabbro, il più presto possibile.”
Poi, mentre si girava verso il letto, chiamò Krennal, il messaggero, che apparì come d’incanto sulla porta, risollevato dalla sparizione del Comandante VenKar.
“Krennal, comunica all’ambasciatore umano che avrei piacere di parlare con lui… anzi.. no, aspetta, vediamo prima che dice VenKar, magari dovrò parlare con più di un ambasciatore.”
Il messaggero si chinò fino a terra e si allontanò deferente.