26° giorno, 6° mese, 2013 Dopo la Caduta

Il kritek socchiuse le finestre, ora la stanza era pervasa da una piacevole
penombra che serviva a mettere a proprio agio proprio lui; il cliente, in
effetti, non era suscettibile a particolari atmosfere.
La creatura era gia’ distesa sul lettino in assoluto silenzio, solo il
leggero movimento delle vesti imbrattate lasciava intuire che fosse
un’entita’ viva, il volto restava, come sempre, celato ed imperscrutabile.
Il kritek si mise seduto accanto alla cosa e con movimenti lenti e cauti
imposti dalla situazione prese qualche pergamena e tutto l’occorrente per
prendere appunti.
"Bene, possiamo iniziare, sei pronto?"
La creatura con voce profonda emise un vago…
"HEM"
"Daccordo, parlami liberamente di cio’ che ti affligge."
Il cliente volse il viso verso il suo interlocutore
"NEM?"
"Non ti preoccupare, sei al sicuro, sono qui per aiutarti"
La creatura rivolse di nuovo il capo al soffitto e se avesse avuto un
qualche tipo di "sguardo" probabilmente sarebbe parso assorto nel rievocare
ricordi recenti.
"KEMERES… DEN…"
Il kritek distolse lo sguardo dalle pergamene su cui stava imbastendo una
avvincente partita in solitario a tris.
"Ho capito, diversi dei tuoi fratelli sono caduti e alcuni preziosi Kemeres
sono ancora irreperibili ma…"
(Aggiunse una pausa per caricare l’attimo di una suspance totalmente
inutile)
"…sappiamo entrambi che non e’ la tua reale preoccupazione!"
Il cliente resto’ immobile senza battete ciglio, e tanto anche se lo avesse
fatto non lo si sarebbe potuto notare.
"HEM…NEM?"
Il kritek stava per puntare la propria mano avvolta da colorazioni imbarazzanti
ma poi ci ripensò, meglio evitare incomprensioni a causa di gesti equivoci.
"No! Quello che realmente ti cruccia e’ che e’ stato palese a tutti che il
tuo scatto non e’ più quello di una volta!"
Un silenzio mortale calo’ nella stanza in rapida successione (perche’ non
si puo’ dichiarare "Silenzio!" e "Mortal!" ad una stanza con un’unica
chiamata, ne servono due di fila)
"K…KEMERES! D…DEN!?!"
"Ah! Vogliamo dunque dare la colpa al Mee Rhin! Ma bene! E’ lo stesso
motivo per cui le vostre facolta’ parevano cosi’ "flessibili" durante lo
scorso raduno?"
La creatura agito’ nell’aria l’unico artiglio con fare vago.
"Lasciamo perdere questa sindrome da adattamento post Mee Rhin, Non diciamo
scempiaggini! Se davvero vuoi sentirti meglio e’ importante che tu sia
sincero con te stesso!"
"…HEM…"
"E poi pensa in modo positivo, non e’ che i rappresentati delle armate
diventino sempre più scattanti con il passare del tempo, di certo avrai
modo di rifarti in altre occasioni"
"NEM?"
"Certo! E poi non dimenticare: E’ bello, dopo il morire, vivere ancora.
Chiaramente vale anche per voi!"
La creatura si alzo’ improvvisamente a sedere fissando il proprio artiglio
con entusiasmo.
"KEMERES!!!"
"Cosi’ mi piaci! Ora torna pure ai tuoi impegni, sei in gamba! sei un
vincente! quindi vai e VINCI!"
Il cliente balzo’ in piedi e si lancio’ urlando fuori dalla stanza.
"DEEEEEEEEEEN!!!!!!"
Il kritek dopo alcuni secondi apri’ la finestra sulla strada, sotto di lui
i familiari rumori della ‘Sagra della pozione ecosostenibile’ del paese; ed
ecco il proprio cliente intento a lanciarsi come un’onda distruttiva sulla
folla di visitatori seminando morte su qualsiasi cosa gli capitasse a tiro.
Mentre le grida si levavano dalla carneficina sottostante il Kritek alzo lo
sguardo al cielo sorridendo, anche oggi aveva aiutato un essere in
difficolta’, un’altra splendida giornata.