10° giorno, 7° mese, 2013 Dopo la Caduta

La bambina stava rannicchiata, terrorizzata, sotto il corpo del grande armigero che la rendeva quasi invisibile.
La piccola faticava a respirare ma non osava nemmeno provare a spostarsi o a respirare con più forza. La piazza del villaggio era gremita di gente, vedeva chiaramente il piccolo Peta, figlio del fornaio e la vecchia Arcino con il suo magnifico mantello di pelliccia intriso di sangue.
I guerrieri neri venuti dal mare, dopo un breve combattimento stavano radunando tutti gli abitanti e li dividevano in due gruppi.
I più giovani e forti, circa un centinaio, venivano incantenati e portati verso le navi, ancorate al porto.
Erano efficienti e spietati quei mostri, in pochi minuti avevano finito la selezione e messo in movimento la spaurita colonna, quei pochi che si erano ribellati erano stati immediatamente uccisi e buttati di lato.
Gli altri venivano spogliati degli averi e interrogati su dove potevano essere ori e gioielli.
Resa invisibile dal sacrificio del soldato la bambina non riusciva a staccare gli occhi di dosso dagli invasori, non sembravano i mostri delle storie raccontate davanti al fuoco di notte, erano rapidi, silenziosi e brutalmente pratici, non c’era nulla di quelle violenze e follie dei racconti, non aveva visto alzare una spada su nessuno che non si fosse ribellato o avesse tentato di scappare, i prigionieri non venivano picchiati, feriti o umiliati, solo.. usati, al meglio.
Mentre osservava in silenzio trattenne il respiro quando la vecchia Arcino uscì dal gruppo e si recò adirata verso i suoi carcerieri. Dopo due passi Amos Fogliabruna fece un rapido scatto e la fermò. Il Guerriero più vicino si avvicinò silenziosamente ai due e gli si parò di fronte, squadrandoli da dietro la maschera di cuoio e indicando con la mano il gruppo di prigionieri.
Non aveva visto da dove era arrivata, ma una femmina, o almeno sembrava a lei, degli invasori sbucò di fianco al guerriero, Non era armata pesantemente come loro, aveva vesti di cuoio e piume di corvo più eleganti, di una inquietante bellezza. La femmina si avvicinò ai due e la vecchia Arcino le sorrise e cominciò a parlare.
Nessuno se ne rese conto, ma in un lampo la donna aveva estratto un corto pugnale e la più ricca donna di Salmarina si accasciò lentamente al suolo.
Amos era pietrificato, sicuro di fare la stessa fine, la donna gli si avvicinò e allungò una mano perso il suo collo.
Il fermaglio della collana andò in frantumi e l’antico amuleto di famiglia rimase in mano alla donna, che lo rimirava, ormai tutti conoscevano quella piccola foglia di rame brunito che Amos portava al collo.
Senza dire una parola, la donna si voltò e si allontanò e il guerriero spinse il giovane in mezzo agli altri.
Due ore, due ore erano bastate perché Salmarina perdesse i suoi guerrieri, parte dei suoi giovani più robusti, ori, spezie e cibo.
Le navi Krunn si allontanarono verso la nebbia, rapide e silenziose, come erano arrivate.