5° giorno, 7° mese, 2013 Dopo la Caduta

 “E’ inutile che cerchi di convincermi, non verrò.”
“Ma.. stai rinnegando le nostre radici, la nostra storia!”
“Quale storia? Io non sono un nobile, non ho storia, la storia l’ho subita. La mia famiglia lavora nei campi da sempre, la mia storia è quella, vangare, seminare, raccogliere grano.
Grano che poi andava ai nobili, all’Imperatore..”
“Si! perchè l’Impero ti proteggeva e quel grano serviva a questo!”
“Proteggermi? e da chi? dalle guerre che l’Impero stesso provocava e poi per cosa? fatta una guerra per me significava perdere un figlio e poi mietere altro grano, se non veniva saccheggiato o distrutto. E cosa credi? che un altro nobile di un altro ducato avrebbe fatto la differenza? Avrei continuato a lavorare la terra per loro”.
“Ma che dici? L’Impero ci proteggeva, ci forniva le cose che ci mancavano, ci dava organizzazione, civiltà”
“Beh.. io ora coltivo un pezzo di terra e tutto quello che ricavo lo porto al mercato, è un mondo immenso, pieno di opportunità, non tornerò a lavorare per dare i frutti del mio lavoro ad un qualche pazzo che prende, va, concede e riprende il potere, basta.”
“Non capisci, stai vivendo come un selvaggio, in una capanna, la civiltà richiede un’organizzazione centrale, qualcuno che veda tutto, che faccia le scelte per tutti, tu vedi solo la tua capanna e i tuoi maiali.”
“Bah! Senti, non ha senso discutere, io non verrò, tu fai quello che vuoi, in bocca al lupo.”
“Va bene… Onori!”