Il mittente

La pila delle lettere non recapitate era enorme, ma voltando l’angolo e guardando nella stanza si vedeva una montagna di lettere, pergamene e pacchi.
I ragazzini irruppero nel corridoio del servizio postale correndo e ridendo e arrivati alla pila si divertirono a passarci in mezzo alzando una nuvola di lettere.
Il messaggero che li inseguiva trafelato si fermò di colpo davanti alle lettere svolazzanti, inorridito dall’immagine.
Una lettera attirò la sua attenzione, perché si era parzialmente aperto il sigillo e si intravedevano della scritte strane.
Cominciò a leggere di Artefici, Maestri e Mastri di chiavi.. 
– interessante .- Pensò il messaggero.
Poi girò la lettera e vide a chi era indirizzata, un certo Leplekk.
Nel frattempo sopraggiunse il suo superiore, il messaggero capo Segeros che lo redarguì a voce alta.
“Insomma! Vi sembra il modo di gestire la posta!”
“Ma.. non sono stato io, i ragazzini, correndo, e poi, poi queste sono le lettere non recapitate.”
“Ah”, risposte il capo e poi rimase a guardare la stanza pensieroso.
“In effetti non ha molto senso che stiano qui.”
“Si, vero, però non possiamo distruggerle, ma non trovando il destinatario rimangono in attesa. Teoricamente dovrebbero essere ricontrollate ogni tanto e verificato che il destinatario non sia diventato conosciuto.”
“Si, si, lo so. Però sono troppe, non abbiamo personale e non lo fa mai nessuno”
“Mah.. almeno potremmo ridarle a chi ce le ha mandata, almeno si arrangiano loro a tenerle, qui non c’è più posto”.
Il capo lo guardò con gli occhi spalancati.
“Che hai detto?”
“Niente… dicevo di ridarle a chi le manda, ma non è possibile, mica lo sappiamo. Magari è scritto dentro ma non possiamo certo aprirle, leggere e capire chi le manda”
“CERTO CHE NO! Scusa.. solo a parlarne inorridisco… però.. però..”
“però?”
“Però… se scrivessero assieme al nome del destinatario anche il nome di chi le manda? Sapremmo a chi ridarle e noi non avremmo questa confusione.”
“In effetti.. potrebbe funzionare….”