Ad un punto morto

I due maghi si incrociarono in uno stretto corridoio, illuminato dalle luci delle torce, impossibile capire se fosse giorno o notte; così procedevano gli studi.

Il più giovane fece un cenno di riguardo e si rivolse al mago canuto che camminava distratto.
"Buona giornata, maestro, come procede l’analisi della pergamena?"
"Male, male, siamo.. ad un punto morto."
Il giovane non riuscì a trattenere un sorriso e si stupì che l’anziano mago avesse fatto una battuta dato che era uno dei più burberi tra quelli che partecipavano al concilio.
“Ti fa ridere questo? Ti fa forse ridere che non riusciamo a trovare una soluzione ad un problema che sta ferendo e uccidendo le nostre genti? O forse credi di essere migliore di noi? Forse vorresti tu passare i giorni e le notti a discutere su quella.. maledetta pergamena!”
Il giovane si rese conto dell’errore e non sapeva più che dire, cominciò a balbettare e ad arrossire violentemente.
“Ma.. ma io non pensavo, cioè, pensavo che…. non volevo.. mi scusi maestro non intendevo mancare di rispetto.. io…”
“Lascia stare figliuolo, sono stanco, devo riposare, come tutti del resto.”
 
Dialogo tra due maghi al Castello degli Eroi