Estasi

La figura stava china su un tomo, nella debole luce di una candela ormai consunta spostava il dito da una riga all’altra, intento a decifrare simboli, segni e scritte apparantemente incomprensibili.
Improvvisamente si bloccò, la luce della candela tremò appena quando dalla sua bocca avvizzita uscì un debole rantolo, e i suoi occhi divennero bianchi.
Era come se la temperatura si fosse abbassata, pensò più tardi, come se lui fosse dentro a un corpo morto, un contenitore di pietra …ecco cos’era diventato il suo corpo: una teca che contiene uno spirito, e tu sei dentro, immobile, con gli occhi aperti e le orecchie tese, ma non ti puoi muovere e rimani lì, in attesa…istanti o anni, sono morto…oppure ho perso il senso del tempo, pensò per un attimo.
Poi un lampo di luce, come una lama gli trapassò il corpo, l’anima, la mente, il dolore fu lancinante e velocissimo, seguito da un senso di spossatezza ma anche di pace, come se infine qualcosa si fosse esaudito, fosse giunto a compimento.
Era chiaro, e sarebbe stato reso noto, uno dei figli sarebbe tornato.