La vendetta di Viktor

ViktorIl tintinnio delle catene risuonava ritmaticamente lungo i corridoi del castello; un ghigno di soddisfazione segnava il volto di Viktor che, danzando e canticchiando una macabra ninna nanna, si avviava in direzione del fulcro.
“…dormi, dormi mio bambino
prega e spera nel mattino.
Sbarra e inchioda le finestre
che le cripte sono aperte.
Chiudi gli occhi e non aprirli
se non vuoi veder Vasyli.
Stai tranquillo, buono e bravo
se non vuoi che arrivi Shavo.
Stringi forte la tua mia mano
Viktor striscia piano piano.
Fai silezio bel bambino
che c’è un Balkan qui vicino…”

quando arrivò in prossimità del fulcro smise di cantare e il suo ghigno muto in un espressione di pura rabbia e urlò:
“Maledetti avventurieri! Per quello che avete fatto a Shavo meritate una punizione peggiore della morte”.
Armeggiò con i gli antichi meccanismi e pochi istanti dopo una luce accecante scaturì dal fulcro.
“Continuate a dormire stolti… Buon viaggio!!!”