SILENT DE VIR
La figura vestita in velluto scuro camminava attorno a lei senza emettere un suono…
Raramente uno scranno le era sembrato così scomodo… forse solo davanti all’adirato Imperius, in un pomeriggio assolato di ormai tre anni prima…
"Ti ricordi il nostro primo incontro?” chiese l’uomo.
"Sì” rispose la sairax dal manto bianco, asciutta.
[e come lo potrei dimenticare?]
“E’ passato molto tempo…” disse la voce dell’uomo, alle sue spalle, ferma e piatta come l’acqua di uno stagno…
“Sì” confermò ancora Silent.
[più di sei anni, per la precisione]
“Tu allora non eri che una prostituta da quattro soldi…” sentenziò l’uomo, adesso ritto davanti a lei, con le mani dietro le spalle…
Le sembrava uno grosso predatore, mentre girava ipnotico intorno alla preda, inerme…
[Perché queste domande proprio adesso?
Perché cammina attorno a me con apparente noncuranza?
E’ questo il mio momento?
Affonderà il colpo alle spalle o guardandomi negli occhi?
Avrò modo di tentare di reagire o mi coglierà di sorpresa?
Già un’altra volta mi sono immaginata riflessa in quella lama… e lui lo sa…
Certo sei anni fa la mia vita era più semplice. Molto più semplice…
Allora non ero che un’elfa di umili origini, mi guadagnavo da vivere come potevo, ma non ho mai rubato. Non avevo amici, men che meno una famiglia… non avevo ereditato un castello e la responsabilità di provvedere a tanta gente… non avevo figli da crescere e nemmeno l’amore della mia vita, nei cui occhi rispecchiarmi in ogni momento… beh, se è per questo, non avevo neanche una coda e queste orecchie pelose!
Ma perché sto pensando a tutto questo adesso? Che sia come nella più banale delle tradizioni, quando pensi di stare per morire, tutta la vita ti passa davanti?
Ma io non posso morire adesso, non a un passo dall’aver ottenuto ciò che più di tutto voglio. ]
“… e guardati adesso! Nobile di Talos, stregone della tua armata, aspirante Anziana delle Corporazioni: sei una tra le figure di spicco delle armate…” disse l’uomo, fermo davanti a lei, le gambe piantate in modo così deciso sul terreno da sembrare due pilastri…
[mi ha letto nella mente? È capace anche di questo? Ma io non ho udito alcuna litania! Oppure i miei occhi sono un libro aperto?]
“… chissà se in quel frangente avresti avuto davvero il coraggio di compiere il gesto che ti è stato chiesto, o se la tua risposta è stata dettata solo dalla nostra presenza?” disse la voce, con un sussurro beffardo e affilato nelle sue orecchie…
“ho sempre vissuto pensando che chi è colpevole debba pagare per i propri sbagli, chiunque esso sia…” rispose la sairax, raddrizzando inconsciamente la schiena, quasi a sottolineare la rettitudine del suo animo…
[ma io ho pagato abbastanza per i miei?]
Ancora con questo interrogativo, dopo altri minuti che sembrarono ore, la sairax emerse dalla stanza celata nei sotterranei, sola…
Fiutò l’aria notturna e, con passo deciso, si avviò verso la Piazza delle Corporazioni…