Gli Umani

umani-3.JPGGli uomini sono la popolazione più diffusa nel ducato di Talos.
Le leggende narrano che siano stati loro i primi a insediarsi in quelle paludose lande e che grazie alla loro superba abilità di agricoltori, acquistata in tanti anni, abbiano risanato la terra e l’abbiano resa la più fertile del reame.
Sono senza dubbio alcuno la razza predominante, non a caso le cariche politiche sono quasi sempre state occupate da uomini.
La loro cultura è in un certo senso una cultura di tipo "castista", ma non in termini di nobiltà (anche quello a essere sinceri), come molti potrebbero pensare, bensì in termini di mestieri.
L’appartenenza a un mestiere e l’eccellenza nelle arti necessarie a quel mestiere sono in genere l’obiettivo di ogni giovane, maschio o femmina che sia.
I mestieri più comuni sono quelli di "mercante", "guerriero", "studioso" o "contadino"; ogni lavoro ha la sua dignità ed è rispettato per questo.
Quando qualcuno fa una carriera esemplare e folgorante nel suo mestiere, guadagna, in segno di rispetto, l’appellativo di "Mastro".
I Talosiani sono esseri molto "sociali". Non a caso la maggior parte delle città sono costruite e abitate da loro.
Gli architetti umani sono ricercati in tutto il Reame per la loro straordinaria abilità nel progettare e costruire roccaforti e costruzioni applicate alla difesa; proprio le loro capacità, unite alle conoscenze ingegneristiche elfiche, hanno permesso la costruzione delle "Città Alte" di Talos, perle di urbanistica civile e militare.
Gli uomini non posseggono di norma alcuna capacità innata nel campo della magia, ma non per questo i maghi umani sono meno abili degli altri utilizzatori di arti magiche.
La grande capacità di apprendimento ha permesso a molti uomini di eccellere nelle arti in cui si sono applicati con costanza e devozione, guadagnandosi un posto tra le grandi personalità del Reame.
Famoso è il caso di Rupert il Rosso, figlio di contadini talosiani, che diventò il mastro scultore del Re Landar III nel periodo del basso Regno.
È indubbio che nei tempi antichi le donne avessero un ruolo secondario nella società talosiana e che subissero una sorta di controllo da parte degli uomini. Erano all’ordine del giorno, infatti, i matrimoni combinati da parte dei genitori che, invece, assecondavano i desideri nuziali dei loro figli maschi.umani-1.JPG
Al giorno d’oggi questa sorta di discriminazione è totalmente scomparsa e Talos risulta essere il ducato in cui le donne sono maggiormente presenti nella vita politica arrivando a ricoprire cariche molto importanti.
I Talosiani amano distinguersi a seconda delle loro abitudini e della loro provenienza.

Gli Uomini di Città

Sono quelli che vivono generalmente nei centri di vita sociale come le città, i mercati e le fiere ambulanti. Sono sociali, facili al riso e all’amicizia, amanti del vino, del cibo e delle belle donne.
Seguono generalmente le mode e si abbigliano di solito con confortevoli giustacuori variopinti. I mercanti portano poi spesso dei cappelli piumati per essere riconosciuti.
Gli uomini di Talos sono in buoni rapporti con tutti gli altri abitanti del ducato eccezion fatta per i Goblinoidi delle colline meridionali, rei di aver preso parte a numerosi saccheggi di villaggi montani.

Gli Uomini degli Altopiani

A differenza degli Uomini di Città, sono generalmente dediti alla pastorizia e all’agricoltura.
La loro vita a contatto con la na tura li ha temprati e li ha resi molto resistenti alle fatiche, abilissimi in combattimento e in particolare formidabili nelle mischie; tutte abilità che si sono sviluppate in secoli di sanguinose risse nelle frequentatissime taverne dei villaggi di campagna.
Abili nel bere quasi quanto nel combattere, si dice che la quantità di birra che un uomo degli altopiani possa bere prima di non essere più in grado di combattere sia pari alla quantità di acqua paludosa risanata dai loro antenati.
Sono divisi in Clan a volte in discussione tra loro ma sempre pronti ad unirsi in caso di bisogno; in origine erano nomadi e questo può spiegare il motivo della loro affinità con Clan risiedenti a Narva e a Ran.
Il loro abbigliamento caratteristico è limitato in generale a una lunga striscia di stoffa pesante indossata tramite una particolare tecnica (passante intorno alla vita e su una spalla). I colori di questa stoffa seguono un complicato intreccio di righe e quadrati (definita dagli stilisti di città "all’altopiana") i cui colori variano a seconda della famiglia o del villaggio.

 

 

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