Comunicazioni
Echi di Guerra – Nemesi
by IL Narratore on mar.07, 2010, under Comunicazioni, Echi di guerra
NEMESI
Alberi centenari dai tronchi crepati, in cui il gelo si è insinuato con dita mortifere, mi danno la desolata sensazione di camminare in un cimitero.
A tratti spuntano ossa spolpate di grossi animali, pulite e bianche, sulla neve ancora macchiata di rosso del loro sangue.
I nostri passi spezzano la crosta di ghiaccio lasciando tracce nette sul manto candido. Tracce che nessuno potrà seguire poiché non c’è più nessuno qui.
Democrites è avvolto nel suo pesante mantello di lana grigia e la sua espressione è di cupa soddisfazione mentre mi guarda.
“Haydeè” mi chiama “questi luoghi stanno morendo rapidamente. La vita è flebile tutto intorno a noi, dobbiamo tornare alla mia dimora, lì il cuore del castello ti terrà calda mentre attendiamo gli altri”
Sorrido felice alla prospettiva del tepore e le mie ali vibrano di gioiosa attesa!
“Sì, andiamo a casa! Io non l’ho mai vista, ma sono sicura che sarà un buon posto per aspettarli!” poi rifletto un attimo
“No giovane Haydeè, non prenderà parte a questa guerra: questo scontro non ha attrattive per lui… è impotente di fronte a questa situazione!”
Finchè io sarò qui Imperius non verrà!”
Lo guardo sollevata. L’altra sua metà non mi piace!
“Vengo considerato saggio, piccola Haydeè, proprio perché lo sono. Ho visto i millenni accalcarsi uno sull’altro in questa terra e so che l’immobilità alla fine è come la morte: servono sempre degli sconvolgimenti perché la Storia progredisca!”
Si ferma per un breve attimo:
"…e comunque fermare la minaccia non vorrebbe dire fermare la guerra. Gli Adra sono stati chiamati a combattere e non si fermeranno finchè non saranno richiamati… e su di loro non ho potere, come tu ben sai!"
Scuoto frenetica le grandi ali e imbroncio il viso: “Non è giusto!”
“No, non lo è! Facciamo in modo che almeno sia equo!”
Si ferma a riflettere un istante:
“Temo che tu non abbia afferrato il punto: ogni nuova cosa porta cambiamenti. Questo scontro sta portando non solo cambiamenti nei territori ma addirittura nella stessa essenza della Vita. Nuove razze, che finora vivevano in altri luoghi o in altri tempi o che addirittura, come te, non esistevano… il mondo sarà molto diverso dopo…”
E così dicendo indica l’orizzonte da dove una creatura verde e nera si sta velocemente avvicinando.
“Stai per conoscere tua sorella.”
Osservo timorosa Ardeth, mia sorella e nemesi. Siamo umanoidi entrambe, questo è certo, ma le somiglianze finisco qui. Lei è alta, nera e pelosa. Dalla sua schiena escono otto temibili zampe e i suoi occhi verdi lasciano intendere che il veleno scorre nelle sue vene.
Lei e io siamo state create da Teldon, entrambe siamo ad immagine di quelle piccole creature che il gelo sta inesorabilmente spazzando via. Siamo potenti. Siamo semidivine… lei è fatta per uccidere e io sono fatta per creare.
“Andiamo figlie!” Ci dice l’Eterno incamminandosi verso la Sua dimora. “Dobbiamo raggiungere il castello il prima possibile. Sento che la guerra già infuria sia a Faux che a Città del Serpente. Tra poco gli Adra raggiungeranno anche noi e abbiamo molte cose da fare nel frattempo: un esercito da creare, creature da richiamare e vecchi amici da risvegliare. Andiamo.”
Noi lo seguiamo. Mentre camminiamo continuo a guardare mia sorella: così diverse eppure complementari, Noi, ultime creazioni divine su questo mondo già vecchio. Penso al Tempo e alla Storia e temo che il nostro compito non si fermerà quando questa guerra sarà finita. Se vinceremo saremo vive in una terra morente. Se vinceremo dovremo ricostruire, ripopolare. Vorrei poter credere in un futuro felice per me e per i miei molti figli… vorrei poter vedere un mondo dove la primavera tornerà ciclicamente a trovarmi, dove poter istruire i fedeli di Teldon su tutte le cose che già so, sebbene io sia così giovane di fronte all’Eterno.
Ma quel futuro è lontano ora e non oso pensare a quello che potrebbe essere se gli Adra avessero il sopravvento.
Ma questo non accadrà… Io ed Ardeth lo impediremo.
Io lo credo!
Concilio Sacro Ordine delle Ombre – 13 Marzo
by IL Narratore on mar.03, 2010, under Associative, Comunicazioni, Eventi

Echi di Guerra – La marcia del sangue
by IL Narratore on feb.27, 2010, under Comunicazioni, Echi di guerra
Capitolo 4
LA MARCIA DEL SANGUE!
“Fedeli di Crondor! E’ Guerra!!! LODE A CRONDOR!!
Non la Guerra che da molti secoli attendiamo, non la Guerra Santa che purificherebbe il mondo da Dei indegni.
Questa è la Guerra dei vili, degli ignobili Adra che hanno congiurato da sempre nell'ombra e ora osano l’impensabile. Osano attaccare la Nostra Signora!
Noi che siamo lontani dal campo di battaglia non rimaniamo inermi, che Atos ci divori se i nostri cuori dovessero venir colti dal dubbio della sconfitta!
Fate si che il terreno sia imbevuto del sangue dei fedeli, che scenda in profondità, affinché gli Abissi se ne nutrano e ne traggano forza!
PRO ERA SERPENTIUM!… AD VICTORIAM!”
La lama nella mano del sacerdote saettò verso la sua stessa giugulare tranciandola di netto, insieme a lui migliaia di lame fendettero polsi ed il sangue, copioso, si riversò sul terreno consacrato.
"LODE A CRONDOR!"
Le visioni arrivarono repentine.
Il cielo era sempre nero e viola sopra il campo di battaglia che solo pochi giorni prima era una città e che ora era una desolazione composta da corpi e macerie.
Grovigli di combattenti erano ovunque: adra e demoni avvinghiati in strette mortali. Gli adra erano inferiori di numero ma ogni loro colpo portava alla morte un dojin, un baaling o uno shernak.
Le creature degli abissi lottavano senza scomporsi alla vista dei simili caduti e la loro furia rimaneva immutata, ma non risolutiva.
La situazione andava peggiorando e i nemici si facevano sempre più vicini ai cancelli del tempio.
Nel recinto la Signora si muoveva irrequieta sul suo destriero, arrivava sempre vicinissima ai cancelli senza varcarli e urlava con voce acuta e mortale la sua frustrazione:
“CHE VENGANO A ME SE VI RIESCONO!”
Ma la situazione si protraeva da giorni: da un lato gli Adra non cedevano, dall’altro gli abissi continuavano a vomitare demoni.
Ad un tratto la Signora si fermò, come una statua rimase immobile, in ascolto: dal tempio un inno solenne e glaciale si allargò sui campi di battaglia e una lenta processione strisciò dai portali.
All’inizio, nero su nero, le presenze sembrarono comparire come dal nulla, poi lentamente gli albini nelle loro vesti scure, con i volti pallidi incorniciati dai paramenti fecero ala ai grandi portali: la Voluntas Crondoris comparve per prima, mascherata e ingioiellata nelle sontuose vesti e visibile anche nella poca luce del cielo plumbeo di pioggia e ali nere.
Dietro di lei le sue sorelle comparvero, magnifiche e composte nei loro grandiosi abiti di broccato, serie e compunte per l'officiare di un rituale.
Le sette figlie si disposero davanti alla Signora e aspettarono immobili un suo cenno.
Lei scese da Atos e volse il suo sguardo sulle Figlie che si inchinarono profondamente e rimasero in attesa mentre gli albini continuavano incessantemente ad intonare un canto velato.
“PROCEDETE! MA LA MIA VOLONTA’ RIMARRA AL MIO FIANCO.”
La Voluntas Crondoris per un attimo si bloccò come se stesse per pronunciare una preghiera di obiezione.
“NON PREGARMI. UBBIDISCI.”
La Voluntas Crondoris si mise al fianco della Madre, gli occhi parvero opachi sotto la maschera mentre la sua anima volava lontana per raggiungere le menti di tutti i fedeli.
"Guardate, fedeli di Crondor, osservate quello che sta per succedere e ricordate: mio è il sacrificio ora. Io rimarrò al fianco della Signora dei Serpenti per voi tutti."
Poi dalle porte del tempio una nuova schiera di albini, in lucide armature nere e rosse, trascinò gli alti prelati, legati e piangenti al centro del cortile. Con violenza li scaraventò a terra senza riguardi e le sei figlie si fecero loro intorno.
I pugnali sacrificali uscirono dai foderi lampeggiando e rimasero sospesi a mezz’aria.
La Voluntas parlò con voce remota:
"Conoscete la Legge. Voi più di tutti la conoscete. Voi siete corrotti, depravati, avete cercato di usare la teocrazia narvatica per i vostri scopi e per le vostre ricchezze, avete avuto connivenze con gli infedeli e per ultimo vi siete nascosti nel tempio per sfuggire alla guerra. Questa è codardia! Atos è qui per voi."

A queste ultime parole i pugnali scesero implacabili e schizzi di sangue cosparsero le maschere argentee delle figlie, mentre i suoni liquidi si univano alle ultime suppliche.
Le sacerdotesse si rialzarono e si misero in cerchio intorno ai cadaveri mentre le loro voci acute intonavano il canto riservato alla morte degli infedeli.
Dai corpi stesi a terra fumo nero si alzò lento e volò verso l’immenso destriero che spalancò la bocca irta di denti aguzzi e divorò le anime dei pusillanimi.
Il canto delle figlie mutò in un canto di gioia, un canto ritmico e ancestrale che conteneva due soli nomi.
Il canto crebbe fino a diventare insopportabile e al culmine ognuna con gesto deciso estrasse una corta daga nera dal fodero e si infisse la lama nel petto fino all’elsa.
I corpi delle Figlie della Signora dei Serpenti caddero scomposti nel lago creato dal loro stesso sangue e la Voluntas Crondoris urlò agli abissi la sua invocazione:
"La loro fede era perfetta, incorrotta.
Che iI loro sangue riporti a questo piano i nostri condottieri!
Meteor! Legione!
Guidate le nostre armate!"
Tutto il tempio ricominciò a sussultare e a vibrare, a battere come un enorme cuore puntuto, e il sagrato si spezzò.
Ali nere e immense nacquero dal sangue delle figlie e fessi zoccoli caprini calpestarono i loro corpi martoriati.
Gli shernak si volsero alla loro Signora e poi uno volò alto verso gli altri demoni che solcavano il cielo, guidandoli in un nuovo poderoso attacco, mentre l’altro varcò i cancelli ringhiando rabbia e richiamando i suoi simili in ranghi serrati e ora davvero impenetrabili.
L'attacco dei demoni divenne immensamente più potente, gli Adra cominciarono ad indietreggiare risentendo dei colpi dei figli degli abissi, dalle voragini fuoriuscirono nuove ondate di demoni sempre più numerose come se il Kaelorn stesso avesse tratto nuova forza.
Te’ in esilio – 27 e 28 Marzo 2010
by IL Narratore on feb.25, 2010, under Comunicazioni, Invernalia 2010
Echi di Guerra – IO SONO GUERRA!
by IL Narratore on feb.21, 2010, under Comunicazioni, Echi di guerra
Capitolo 3
IO SONO GUERRA!
La preghiera vibrava nell'aria e faceva ondeggiare le candele accese del tempio improvvisato.
Il canto era alto e potente, come se dovesse superare la distanza che li separava dalla loro Signora.
I ritualisti stavano portando al culmine la messa e avevano già le lame sacrificali accostate ai polsi.
Le invocazioni dei chierici erano rabbiose e altisonanti.
Ma il dubbio e la preoccupazione si insinuavano nei cuori delle migliaia di fedeli: “E' vero che Città del Serpente è ora visibile e in balia degli Adra? E' realmente possibile?”
L’ultima invocazione si spense nell’aria e come un sol uomo tutti i presenti versarono il loro sangue.
Il dolore era atteso, voluto, cercato.
Ed arrivò senza indugio e travolse l’assemblea abbattendo i fedeli come pupazzi inanimati.
Le grida strazianti laceravano l’aria e riempivano le orecchie.
La voce venne senza preavviso alcuno:
“Figli, Io, la voluntas Crondoris, vi mostrerò ciò che accade a Città del Serpente.
Gli odiati Adra sono alle porte. Gioite! La guerra è alle porte!
La Nostra Signora sta per uscire! Gioite! Sangue Adra sarà versato in questo momento di gloria!”

La visione arrivò nitida nella mente di tutti.
La città si avvolgeva su se stessa. Spire di vicoli, stretti e bui che curvavano verso il centro come aspidi aggrovigliati, senza apparente ordine né logica. Il selciato era ghiacciato e scivoloso e una processione porpora si srotolava lentamente a perdita d'occhio.
Il Tempio svettava in lontananza, le mille guglie aguzze erano innevate e visibili da molte leghe di distanza contro lo sfondo violaceo e livido delle nubi temporalesche.
E davanti ai cancelli del tempio migliaia di tuniche scarlatte e silenziose di Adra che premevano per entrare.
Tutto sembrava immoto finché un rumore acuto non lacerò l’aria: le porte del tempio si smossero lentamente e, dopo migliaia di anni, i cardini di ferro nero stridettero e si aprirono.
Una spessa nube di oscurità palpabile ne uscì insieme ad un suono di colpi ritmici e cadenzati, come enormi blocchi di ferro che colpissero ripetutamente il selciato e facessero vibrare la terra tutta intorno.
Molto lentamente le volute di fumo nero che avvolgevano le porte cominciarono a sfilacciarsi in sottili filamenti e a scendere innaturalmente verso il terreno, come se vi penetrassero.
Un’ombra immensa cominciava a profilarsi: la grossa testa bardata da un’armatura di tenebra sembrava emettere un fumo bianco dalle froge, mentre immensi zoccoli di fiamma scalpitavano inquieti.
Una figura si ergeva sulla groppa di Atos.
La Signora, ricoperta da un’armatura imperlata da gocce di sangue fresco, sembrava minuta sulla sella dell’enorme destriero.
“Voi non potete udire la Sua Voce.” – Intervenne la Volutas Crondoris – “Io sarò il vostro tramite e vi innalzerò al mio fianco perché possiate vedere e capire La Guerra”.
“CREDETE DAVVERO DI POTERMI ATTACCARE TANTO IMPUNEMENTE?
IO SONO LA DISTRUZIONE E SCENDERO' SU DI VOI.
VEDRO' IL VOSTRO SANGUE E LE VOSTRE VISCERE SOTTO GLI ZOCCOLI DI ATOS.
STANOTTE BANCHETTERO' CON I VOSTRI CUORI!
IO SONO GUERRA E VOI MI AVETE CHIAMATA!”
Ai fedeli sembrò di udire davvero la Sua voce come composta da tutte le urla e il dolore del mondo, che trapassava i timpani, afferrava le budella e faceva esplodere un mare di dolore rosso negli occhi.
Una mano lasciò le redini e sollevò l’elmo dal volto: tutto divenne nero.
Il cielo sembrò colare pece e la terra si mise a tremare, gli edifici caddero come castelli di sabbia e il tempio cominciò a sussultare come se fosse una cosa viva.
Le torri di Città del Serpente si sgretolarono e scomparvero in un vento ruggente mentre la polvere avvolse tutto.
Poi la terrà si aprì creando immensi crepacci dove solo pochi istanti prima si ergeva una città.
Gli Adra caddero numerosi nelle fenditure, mentre altri si allontanavano per fuggire a quella inaspettata distruzione.
Per pochissimi attimi ci fu silenzio e poi un sibilo gorgogliante mentre migliaia di serpenti vennero vomitati dalla terra.
Dalle crepe del terreno che continuavano a cedere e ad allargarsi si intravidero movimenti convulsi.
Sembrava che da ogni pezzo di terreno uscissero spade e teste e corna.
Migliaia di Dojin, striati nei più svariati colori, si radunarono e si compattarono davanti alle porte del tempio come un’enorme barriera vivente.
Atos si impennò e ricadde pesantemente a terra mentre i suoi zoccoli mandavano scintille contro il selciato e le voragini nel terreno cominciarono ad eruttare fiamme da cui comparvero i Baaling: neri ed incappucciati, ornati di molte ossa di diverse razze, ringhianti frasi incomprensibili e sbavanti malvagità.
Come mossi in unisono caos cominciarono ad avanzare disordinatamente verso gli Adra più vicini, avvinghiandosi a loro in terrificanti danze di morte.
E mentre il combattimento cominciava ad infuriare la Signora scese da cavallo e sguainò da un fodero ingioiellato una lama scura e opaca e avanzò in mezzo ai Dojin che le fecero ala.
Per un breve istante levò l’arma al cielo e poi la conficcò profondamente nel terreno fino all’elsa e di nuovo la terra fremette e il terreno cedette davanti a Lei creando una enorme fenditura che attraversò le rovine della Città.
Nebbie nere ne emersero come vapore e da queste sorse un sommesso brulicare di enormi ali membranose e di poderosi zoccoli caprini.
Gli Shernak erano giunti.
18/02/10 Ambientazione: Città di Radius
by IL Narratore on feb.18, 2010, under Aggiornamenti, Comunicazioni
Aggiunta in ambientazione la descrizione della città di Radius, la trovate QUI!
Ricordo a tutti la pratica funzione del "cerca nel sito", se volete qualche informazione su nomi di personaggi o zone geografiche, utilizzate questa possibilità, saranno visualizzati tutti gli articoli che contengono questa parola.
17/02/10 Resoconto concilio Nocturno Corax
by IL Narratore on feb.17, 2010, under Comunicazioni, Resoconti
RESOCONTO CONCILIO NOCTURNO CORAX
31° giorno, 1°mese, 2010 dopo la caduta
Il gelo e la neve avanzano.. le vie di accesso alla Locanda del Castello si fanno sempre più difficoltose..Ma nonostante questo i corvi si librano in volo e si radunano per farsi trovare pronti all’incombente futuro.
Il tavolo è presieduto da quattro Membri Anziani, tre giovani che hanno da poco spiccato il volo e da un amica della compagnia.
Il flebile fuoco oltre a riscaldare la stanza alimenta anche le nostre speranze,ma a riportarci alla cruda realtà ci pensa il Prescelto che, come una folata di vento gelido spegne la fiamma, annuncia la sua assenza per un periodo di tempo non ben definito dalle Armate.
Nella stanza cala rapidamente il silenzio, la preoccupazione è tangibile nell’aria e in ognuno dei membri, sia giovane che anziano, sorge spontaneo chiedersi il motivo di questa improvvisa decisione.
Dopo alcuni istanti di stupore gli Anziani chiedono spiegazione ma il Prescelto si limita ad informarli che intraprenderà un cammino che lo porterà lontano, evitando di fornire ulteriori dettagli e incitando i presenti a seguire la strada già tracciata in modo che al suo ritorno valuterà fin dove il corvo ha volato…
Con il passare del tempo l’atmosfera migliora, forse grazie al cibo offerto dall’oste ma più probabilmente grazie alle antiche usanze edonistiche tramandate dal Castellabate e alla lettura di vari passi del “Codex Ambiguitatis”, antichi manoscritti tramandati dai Castellani di Eius.
Le abbondanti portate ed il buon vino fanno da contorno ad innumerevoli spunti di conversazione e racconti tratti da vicende passate ed attuali, il tempo scorre velocemente e quando l’atmosfera sembra raffreddarsi insieme alla fiamma che riscalda la stanza,ecco che la comparsa dell’oste, recante con se una brocca contenente una bevanda calda, scura e fiammeggiante, rinvigorisce l’animo e le speranze di tutti i presenti come se un incantesimo avesse riportato il tempo indietro di alcune ore con lo scopo di prolungare ulteriormente questo ameno convivio.
La progressiva scomparsa della luce del giorno seguita dall’arrivo del crepuscolo che trascina con se l’imbrunire ci rammenta che il tempo a noi concesso per il concilio è terminato e non ci resta che spiegare le ali per raggiungere l’accampamento delle armate prima che il freddo ci avvolgano completamente….
E' il momento dunque; il prescelto si allontana solo e con lo sguardo seguiamo i suoi passi decisi sulla neve, mentre scompare dalla nostra vista, nell'oscurità che lo avvolge e che avvolge la sua anima.
Vola Corvo, instancabile, vola verso il tuo destino nella notte che incombe…
Alek e Arina
15/02/10 Regole Incontri organizzati da giocatori
by IL Narratore on feb.15, 2010, under Associative, Comunicazioni
Lo staff ha pubblicato le regole che definiscono la gestione delle riunioni organizzate dai giocatori, siano esse cene, pranzi, riunioni varie, ecc..
Echi di Guerra – Sangue chiama sangue
by IL Narratore on feb.13, 2010, under Comunicazioni, Echi di guerra, Senza categoria
Sangue chiama sangue

10° giorno, 2° mese, 2010 Dopo la Caduta
by IL Narratore on feb.10, 2010, under Comunicazioni, Resoconti
Raduno: invernalia 2010
luogo IG: Da qualche parte ad Ao
tipo raduno: cena ufficiale.
resoconto:
Questo è stato un raduno principalmente politico, in cui le fazioni hanno fatto la conoscenza di una nuova razza all'apparenza estremamente pacifica: i Tuiadri.
I loro ambasciatori hanno offerto alle genti del reame la possibilità di abitare nei loro territori in quanto le loro terre non sono flagellate dal freddo.
Questi individui hanno una visione estremamente naturalistica, sono delle creature che vivono in armonia con la natura: per esempio non uccidono gli animali per cibarsene (ma possono cibarsi degli animali una volta che questi siano morti naturalmente) e non tagliano alberi vivi per costruire le loro dimore.
Visto che non vi erano alternative possibili a quest'offerta, i capi di armata hanno accettato di andare ad abitare nei loro territori. Vi giungeremo all'incirca fra 3 mesi.
In più ha anche deliberato che Mastro Zildjian avrebbe dovuto seguire gli Adra giunti al raduno, per presentarsi dinnanzi al concilio. Il suo rifiuto ha causato un po di agitazione in quanto i "reamiti" si sono rifiutati di consegnarlo.
Signore della Guerra dell'Armata di Altarupe Gavran
Echi di Guerra – Cacciatori e prede
by IL Narratore on feb.06, 2010, under Comunicazioni, Echi di guerra
CAPITOLO 1
Cacciatori e prede

1° giorno, 2° mese, 2010 Dopo la Caduta
by IL Narratore on feb.01, 2010, under Comunicazioni, Echi di guerra, Resoconti
ANTEFATTO
Il palazzo di caccia è illuminato e diverse figure si muovono anche all'esterno nonostante il freddo che per loro deve essere penetrante.
Noi osserviamo tutto con estrema attenzione, sono le solite creature inferiori che si affaccendano nei loro insensati usi, niente di nuovo.
Ci sono diversi dei loro più importanti membri, che poi non sono altro che creature con un briciolo di conoscenza in più, la diversità è la stessa che passa tra un girino e un rospo, in fondo.
Non capisco assolutamente perché il concilio voglia una di queste stupide creature: quando fummo mandati a ritirare un drago per i loro studi, anche io vedevo l’utilità della cosa.
Era una creatura imponente fatta interamente di uno strano tipo di magia, di una certa bellezza anche, e difficile da gestire e anche da trasportare.
Ma mi rimane ignoto perché vogliamo questo umano che utilizza qualche piccolo incantesimo: a uguale a tutti gli altri in fondo!
Ma la realtà è inoppugnabile.
Entriamo.
Le creature inferiori sono fastidiose e si ammassano intorno a noi, come sempre proviamo a parlare con loro anche se la loro cecità e la loro stupidità ci infastidiscono.
Credono di essere i signori del creato, stupidi esseri presuntuosi che non comprendono nemmeno lontanamente la realtà delle cose.
Credono di poter vivere solo perché hanno vita e ne sono pure orgogliosi!
Sono nati dal fango e la magia in loro è così debole che molte piante gli sono superiori e loro nemmeno se ne accorgono.
I loro usi, anche dopo tanti anni in cui li ho conosciuti, mi sono ancora incomprensibili.
Troviamo quello che chiamano Zildjian e gli diciamo che deve venire con noi, che il concilio lo vuole.
A questo punto succede una cosa stranissima: quella creatura dice di no.
Dice che non ci vuole seguire.
Noi siamo ragionevoli e gli spieghiamo che non può rifiutare, che il concilio lo vuole.
E lui va via e ci ignora.
Questa cosa va contro la realtà: non capisco perché lui semplicemente non ubbidisca, evidentemente è difettoso, è ovvio che non può opporsi se il concilio lo vuole.
Forse lo vogliono per aggiustarlo. Sanno che è un anomalia e nella loro infinita saggezza vogliono perdere il loro tempo per rimettere a posto gli errori in lui.
Ma anche le altre creature sembrano essere indifferenti alla chiamata: non cercano minimamente di convincere l’essere a collaborare.
Sono evidentemente tutti difettosi. Forse il concilio vuole Zildjian per aggiustarli tutti.
Ripetiamo l’ordine più volte ma rimaniamo inascoltati.
Perplessi ce ne andiamo, increduli che un tale malfunzionamento si stia protraendo nella realtà da così tanto tempo: forse queste creature inferiori sono inefficienti da sempre.
Forse c’è stato un problema con quello che loro chiamano procreazione.
Apriamo i portali e ce ne andiamo.
Il concilio non ci riceve ma ci fa sapere che non è contento anche se alla fine non sembra dare davvero molta importanza alla cosa.
Dicono che ci sono cose più urgenti al momento.
Dicono che ci sono altre creature inferiori di cui si devono prendere cura e ci mandano a richiamare tutti gli altri Adra per organizzare la partenza.
Ci divideremo in due gruppi e poi, appena il Concilio ce lo ordinerà, partiremo.
29° giorno, 1° mese, 2010 Dopo la Caduta
by IL Narratore on gen.29, 2010, under Comunicazioni, Voci di Taverna

“Ovvio che accetteremo le candidature!”
“Ma ti sembra il caso, in questo momento, di pensare alle candidature per le prove da anziani corporativi?”
“La questione non è se sia o meno il momento: lo faremo perché così deve essere! Le tradizioni, seppure recenti, vanno perpetrate: da l’impressione che siamo fiduciosi che tutto andrà bene, che i ritmi e i tempi continuano nonostante le difficoltà!”
“Sì, probabilmente hai ragione… e poi… in effetti anche noi abbiamo avuto qualche perdita minore che dovremmo rimpiazzare…”
Colloquio tra due Anziani Corporativi
29/11/10 Baccanale Nocturno Corax 31 Gennaio
by IL Narratore on gen.28, 2010, under Aggiornamenti, Comunicazioni
Domenica 31 Gennaio
ore 12:00
LOCANDA DEL CASTELLO
Costamezzana, PARMA

Per informazioni e dettagli andate in forum alla sezione della compagnia: Nocturno Corax
28° giorno, 1° mese, 2010 Dopo la Caduta
by IL Narratore on gen.28, 2010, under Comunicazioni, Voci di Taverna

Chi sono costoro? Quale dio li ha creati? Ch cosa vogliono? Parlano con tono pacato e dimostrano gentilezza e modi degni della più nobile corte. Osservano tutto con interesse e sembrano avere un rapporto con la natura quasi simbiotica. Vestono leggeri e sembrano non sentire il freddo. Ma come fanno?
Cosa possono insegnarci? Cosa possiamo noi insegnare loro? Qual'è la loro storia? Chi li guida?
Troppe domande e così poco tempo. Spero che i nobili trovino accordi con costoro. I Tuiadri sono davvero interessanti e vale la pena di conoscerli meglio.
Pensieri di una figura incapucciata nella notte.
27° giorno, 1° mese, 2010 Dopo la Caduta
by IL Narratore on gen.27, 2010, under Comunicazioni, Voci di Taverna

"Che cosa hanno fatto? Hanno detto che ci avrebbero aiutato!! HANNO GIURATO!"
"Capisco la tua rabbia, ma devi guardare tutto dal loro punto di vista. Quanti siamo rimasti noi? Dieci? Cento? Mille? Se questi stranieri cadono… noi cadremo con loro"
"MA sono i nostri nemici! Non solo ci hanno sterminato, ma hanno cancellato la nostra presenza! Usano le nostre pergamene per pulirsi! Non hanno rispetto di nulla! Oltre al danno la beffa…"
"E' vero ciò che dici, ma non non siamo morti. La nostra civiltà tornerà in piedi. Non tutto è perduto. Con dolore e fatica ricostruiremo ogni cosa. Se noi viviamo, Nerfin vivrà con noi"
"Tu ragioni bene Romulos, ma non riesco a cancellare il dolore… tu come fai?"
"Io non dimentico mia cara. Mai. Ma ora dobbiamo pensare a salvarci. Dobbiamo appoggiare i reamiti. Aiutando loro, aiuteremo noi stessi. Alcuni di questi uomini, poi, tengono molto alla parola data. Hanno detto che ci aiuteranno. E se non lo faranno… beh… Nerfin non sarà la sola civiltà annientata".
Romulos dialoga con una nerfiniana, dopo la notizia della resurrezione della Regina Aoita.
26° giorno, 1° mese, 2010 Dopo la Caduta
by IL Narratore on gen.26, 2010, under Comunicazioni, Voci di Taverna

"Sento più freddo o sbaglio? Qui sono certo non ci fosse tutta questa neve"
"E' il gelo. Avanza. Lentamente ma avanza. Sette mesi fa, qui, arrivavano gli effetti del pilastro, seppur marginalmente. Guarda quella pianta congelata. E' stata colta dal freddo che aveva ancora le gemme. Ora è soltanto uno scheletro… un'immagine impressa per sempre nel ghiaccio"
"Davvero triste. Dobbiamo muoverci a sconfiggere il gelo. Ho quattro strati di pellicia addosso e mi si stanno congelando le mani. Non oso pensare alle temperature dove il gelo è il padrone assoluto"
"Lo vedrai se gli accordi con i Tuiadri andranno a buon fine. Dovremo attraversare il gelo con donne, bambini, vecchi, malati……"
"Abbiamo altre soluzioni?"
"Forse si. Forse no. Io opto per la seconda ipotesi. L'accampamento si deve spostare, secondo me… ma decideranno i nobili. L'incontro coi Tuiadri forse ci darà risposte più precise."
"Tutto dipende da noi quindi? Chissà a casa cosa stanno facendo. Se c'è ancora una casa"
"Non lo so Dante.. non lo so. Ora camminiamo e risparmiamo le forze. Quei cacciatori non conoscono la fatica"
Avanguardia di scorta. Verso la Villa Aoita. Margini estremi di Nerfin.
25° giorno, 1° mese, 2010 Dopo la Caduta
by IL Narratore on gen.25, 2010, under Comunicazioni, Voci di Taverna

"Non mi sono ancora chiare alcune cose sai?"
"Uff.. Miliziano, è la settima volta che ti spiego la situazione!"
"Si.. ma … ci sono punti oscuri"
"PER MORGAM! A volte mi fai venire voglia di spaccarti la testa! COSA NON TI E' CHIARO?"
"Se questi tuicri hanno un luogo di caldo, c'è un altra gemma matrice sul loro pilastro?"
"TUIADRI! SI CHIAMANO TUIADRI! No, non c'è nessuna gemma matrice! Ma c'è un pilastro. Attraverso alcune delle loro conoscenze stanno mantenendo il calore tutto attorno. Tuttavia non ci hanno voluto dire come fanno. Dicono che ci spiegheranno tutto quando li incontreremo!"
"Uhm.. ok. Ma questi Truadi come hanno fatto a conoscerci?"
"TUIADRI! T.U.I.A.D.R.I.! Quando il gelo ha cominciato a lambire le loro terre hanno mandato esploratori in giro per vedere cosa stesse succedendo. Hanno poi sentito di noi stranieri e hanno voluto incontrarci!"
"Uhm.. chiaro.. si. Ma i Truiadi come ci hanno raggiunto? Come facevano a sapere che siamo qui?"
"TUUIIIIIIIAAADRIIIIIIIIIIIIIIII! SONO VENUTI A PIEDI! SAPEVANO CHE SIAMO QUI PERCHE' CI HANNO VISTO! E HANNO PARLATO CON IL RE DI AO INSISTENDO PER CONOSCERCI! E SI! EVIDENTEMENTE CONOSCEVANO DI GIA' AO ED IL LORO RE!"
"Ma i T.U.I.A.D.R.I. ci vogliono a casa loro? I cacciatori dicono che siano bestie pericolose!"
"I Cacciatori dicevano la stessa cosa di tutte le altre razze. Sono in gamba e sono combattenti senza eguali, però hanno una loro idea molto particolare su tutto quello che non è umano. Potrebbero aver malinterpretato la razza.. oppure potrebbero non conoscerla affatto. Da ciò che dicono gli Anziani Corporatvi sembra che non abbiano problemi a ospitarci tutti. Semra che siano gentili e a modo"
"Uhm… non ho capito"
"AHHHHHHHHHHHHHHHH"
Miliziani in dialogo. Primo livello delle Minere di Nerfin
24° giorno, 1° mese, 2010 Dopo la Caduta
by IL Narratore on gen.24, 2010, under Comunicazioni, Voci di Taverna

"Shamà'iel! Ti ho cercato dappertutto. Dov'eri finito?"
"Niahal Nak Zildjan. Sono stato qui tutto il tempo. Dovevo riflettere e riordinare le idee."
"Sarei felice se venissi anche tu ad incontrare i Tuiadri. Sono un popolo affascinante. Sono quasi certo che ti piaceranno. Mostrano attitudini molto particolari e sono dotati di una grande conoscenza architettonica tale da rasentare l'arte"
"Ci conosciamo da poco e sai già stuzzicare il mio appetito… ma non sono sicuro di poter venire a quell'incontro. Devo sistemare ancora alcune cose molto urgenti."
"Tipo?"
"Sento che qualcosa di grosso è in atto. Percepisco un'eco molto forte che limita anche i miei sogni. Credo che gli Eterei si stiano destando."
"Gli Eterei? Sono i saggi che guidano la tua razza, vero?"
"Si. Se i dormienti si stanno per svegliare, occorrerà ch'io sia pronto. Molto devo chiedergli… e molto dovranno dirci"
Zildjan e Shamà'iel
23° giorno, 1° mese, 2010 Dopo la Caduta
by IL Narratore on gen.23, 2010, under Comunicazioni, Voci di Taverna

"Fatemi capire bene. La Regina è quindi viva e noi continuiamo a non sapere dove andare? Gli Aoiti non mostrano riconoscenza?"
"Non è così semplice Portavoce Edeenia. Non tutti gli Aoiti sono a conoscenza della resurrezione reale. E' un popolo semplice che conosce molto poco la magia e quasi per nulla gli dei. Occorrerà tempo e costanza da parte dei Reali per convincerli che la Regina non sia una strega o qualcosa di simile"
"Quindi?"
"Quindi siamo ancora profughi, per il momento. Ma le acque si sono mosse a nostro favore… e probabilmente continueranno a farlo. Intanto Re e Regina ci hanno prorogato il tempo di permamenza. Come avete visto, nonostante il tempo stabilito di 110 giorni per andarcene sia scaduto da tempo non abbiamo ricevuto attacchi. E gli accampamenti principali sono ancora in smantellamento."
"Beh, non vedo vantaggi in questo. E' legittimo pensare che nemmeno loro abbiano voglia di perdere uomini in una guerra. Vedono che stiamo smontando e se ne stanno buoni."
"Vero Dux, ma non è solo questo. Ci hanno dato alcune carte vincenti da usare, in attesa che il popolo aoita capisca quello che è successo. Come ben sapete esiste un altro luogo dove il freddo fatica ad avanzare. E' a quasi 20 giorni da qui. Gli Aoiti dicono che l'area è particolarmente adatta per accamparci tutti quanti. I cacciatori sanno arrivarci, ma ci hanno avvertito della presenza di un popolo di bestie ingannatrici e mutaforma."
"Ora sono io che non capisco. Gli Aoiti con questo cosa c'entrano?"
"Milady Valorian, ci sto arrivando. Quel popolo non è così letale come i cacciatori dicono. Si tratta di una razza…. molto particolare. I loro membri sembrano piuttosto portati al dialogo e non vedono l'ora di conoscerci meglio"
"E questo come lo sapete?"
"Semplice Conte Sorosh. Adesso faccio quadrare il cerchio. Re e Regina di Ao ci hanno concesso di usufruire di una villa ai margini della vecchia Nerfin. Non possiamo andarci tutti, ma la villa è abbastanza calda e pronta ad ospitare circa un centinaio di noi. Organizzeremo quindi una cena con questo popolo e discuteremo i termini della migrazione li. Per rispondere al Conte: conosciamo questo popolo perchè Zildjan e Livicius hanno incontrato alcuni di loro qualche giorno fa per proporre la cosa. E tutto questo è accaduto grazie alla Regina e al Re di Ao."
"Questo è davvero interessante. Ma non mi piace che si facciano i conti senza l'oste. Potevate avvertirci prima."
"Edeenia, perdonateci, ma come potete immaginare le Corporazioni lavorano per il bene di tutti. Abbiamo pensato che prima di proporre qualcosa avremmo dovuto calcare per bene la strada, proprio per evitare troppe sorprese. Naturlamente la decisione spetta a voi. Noi abbiamo ritenuto di lavorare per il bene comune, speriamo di non avervi offeso."
"Capisco le vostre buone intenzioni. Per quanto mi riguarda sono d'accordo nell'incontrare questo popolo. Tuttavia mi trovo in accordo anche con Edeenia: in futuro cerchiamo di non tenerci all'oscuro nulla gli uni agli altri. Dobbiamo tornare a casa."
"Certamente mia cara. Avremo modo di discutere a lungo.
Miniere di Nerfin. Riunione tra nobili e Anziani Corporativi


