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Ananta Nagaraja
by IL Narratore on mar.03, 2010, under Senza categoria
ANANTA NAGARAJA
“…Ma non era morto?…”
Una frase appena sospirata interruppe il silenzio nelle cucine, il giovane Enil non era riuscito a tacere, sentiva già su di se il disappunto del capocuoco e aspettava rassegnato il momento in cui il suo vecchio amico lo avrebbe colpito, intimandogli di riprendere il lavoro piuttosto che perdere tempo in cose che non dovevano interessare un garzone di cucina; ma era stato più forte di lui: sapeva che era meglio non fare domande, che gli abitanti di quella dimora avevano comportamenti lontani dalla comprensione di un giovane delle campagne, eppure non era riuscito a tenere la bocca chiusa, quel pensiero gli ronzava in testa dalla notte precedente, quando salendo per il secondo piano, al cinquantesimo gradino, li dove gli arazzi raffiguranti baccanali e immagini sacre, lasciavano il posto ad una finestra dai vetri colorati e dalle rifiniture preziose, lo aveva intravisto, proprio li, sulle porte della stanza dove ogni notte portava una brocca di Eiaculus senza mai incontrare nessuno, per poi riportarla alle cucine l’indomani vuota .
Ricordava chiaramente lo sconforto che lo assaliva…..quel sorriso accennato che stava li a qualche metro da lui, tagliente come una lama e invitante come una donna dal mestiere antico… ricordava lo sforzo per non incrociare quello sguardo e di come l’istinto lo pregasse di fuggire mentre il suo corpo era ormai preda della paura, ricordava una voce, ma non ne era sicuro, un congedo sussurrato… ”…a domani venerabile zio…” e il silenzio che ripiombava pesante nell’atrio lasciandolo solo con quella figura dal fascino inquietante…

In quel momento di angoscia gli erano tornate alla mente le istruzioni del maestro di Palazzo su questa parte del suo compito: ”Se mai lo dovessi incontrare non fissarlo e non disturbarlo in nessun modo, è un ospite importante che viene qui a riposare, e per grazia del padre, non azzardarti a toccarlo! Mai!”
“Lavora ragazzo e non ci pensare troppo…fidati è meglio…” la risposta inattesa del vecchio lo aveva richiamato dai suoi ricordi,
“Ma come, non vi adirate? Non mi colpite per ciò che ho detto?”
“No” sospiro il cuoco…”ma guarda che lo faccio se non ti rimetti al lavoro, questo banchetto non si preparerà da solo!..e poi ragazzo, senti, non devi dare peso a tutto ciò che si dice su quel uo….su quel ospite!.. a sentir le voci è morto, ma le voci su di lui girano da che mio nonno era ancora giovane e ti assicuro è meglio non sapere quali sono vere e quali no.”
“molti Corvi caddero a Vicies, ma evidentemente lui non era tra quelli…..molti Narvatici morirono durante l’ultima guerra, ed io ho sentito più di uno giurare di averlo visto cadere nella prima o nella seconda delle grandi battaglie presso l’accampamento di Narva… al ritorno ad Eius, però, la sua stanza non era vuota!”
“Ma è vero che possiede una ramacian dal manto bianco? E che le ha fatto lesionare timpani e voce per far si che non serva ad altro che al suo diletto?…” chiese incurante di ciò che aveva appena sentito.. “poi dicono che dalla sue stanze entrino ed escano strane figure… ma se ciò fosse vero non credi che non lo saprebbe nessuno?…”
“Lascia perdere!..” sbotto il vecchio ormai visibilmente adirato, aveva alzato lo sguardo, e attraverso i vapori della cucina Enil riusciva a vedere negli occhi dell’uomo quello sconforto che la notte precedente gli si era cucito addosso.
“Non si Parla degli Oscuri! E figuriamoci del Cardinale Nagaraja! Non te lo hanno insegnato da piccolo?… si dice di qua …ho sentito di la….perché ora non gli vai a chiedere se è vero che è stato scudiero di un umano e se ha avuto sul serio una figlia da un’eretica?. piccolo idiota!” urlò il cuoco lanciando una pentola, per poi cercare di nuovo il contegno appena perduto.. “scusami ragazzo, ma ora piantala e torna a lavorare.”

Il giorno seguente il Capocuoco apri le cucine come suo compito e controllò che ogni garzone avesse svolto i servizi a lui assegnati. Nel farlo notò che una brocca per il vino mancava dalla dispensa….”Cosa normale da queste parti..” pensò, finché un pensiero non lo sconvolse, ed il sangue gli si gelò nelle vene….dicono che in quel istante con filo di voce disse:
“Ragazzo…non sarai stato cosi stupido da chiederglielo veramente?”
Dherfell Van Helsyng
by IL Narratore on feb.03, 2010, under Senza categoria

Ah….un’ultima cosa…….non chiamatelo Maestro e non inchinatevi mai innanzi a lui…perché in maniera un po' imbarazzata vi risponderebbe…”alzatevi, inchinatevi solo agli dei e ai potenti, io sono solo un uomo….e chiamatemi Dherfell…è piu che sufficiente….”
Dialogo fra Fremen Van Helsyng e un avventore in una taverna
18/07/09 Personaggi Famosi aggiornati
by newhyn on lug.18, 2009, under Aggiornamenti, Comunicazioni
La sezione personaggi famosi è aggiornata, la trovate QUI!
Brado De’Belial
by newhyn on lug.18, 2009, under Senza categoria
Brado De'Belial

Estratto dalla descrizione delle famiglie nobiliari Altarupine, a cura di Orkhan Morbane:
E’ con grande onore che mi accingo a trascrivere queste poche righe inviatemi direttamente dallo scriba personale del Dux De’ Belial: egli ha concesso a me, Orkhan Morbane, di inserire le informazioni salienti riguardo alla sua vita,affinché tutti voi sudditi di Sua Maestà Artemis I Della Rocca Il Lungimirante, sappiate di che pasta è fatto il Dux Brado.
Brado nasce di modeste origini, nelle campagne circostanti il Castello di Argo.
Fino all’Infamante Massacro Di Vicies non si interessa di politica o religione, il suo unico interesse è il vigneto di famiglia, un piccolo possedimento, ma da sempre foriero di uno dei vini più apprezzati dai Castellani della città.
Poi Vicies…
Al ritorno delle armate apprende la notizia del massacro, della perdita di amici e figure per lui ormai leggendarie. Tutto ciò gli cambia la vita.
Decide di seguire le armate, abbandona il vigneto ad un abile fittavolo e si presenta sotto le insegne della compagnia, ormai falcidiata, dei Bradipi Furenti, stabilmente insediata ad Argo.
Non è facile per lui passare dal lento camminare tra i filari, ai fragori e incubi della guerra, ma decide di farlo al meglio, come il suo vino. Osserva, impara e per lunghi tre anni vive nell’ombra, accumulando i denari necessari per comprare l’equipaggiamento migliore.
E Brado studia. Studia per avere una formazione completa, eclettica, per essere preparato innanzi ad ogni evenienza. Si addestra all’uso di più armi, impara le sottili arti degli esploratori, i rudimenti della magia e riceve i doni degli Dèi.
Indi si ritiene pronto, emerge dal gruppo, propone nuove tattiche di guerra, comincia ad addestrare i meno esperti.
Sua Maestà Eccellentissima il primo Imperatore di Altarupe lo nota e gli dà l’incarico di organizzare l’esercito con la carica di Sommo Stratega: i risultati balzano immediatamente al’occhio del Lungimirante, Sua Eccellenza lo premia quindi, elevandolo al rango di Nobile con il titolo di Centurione di Argo, scegliendo come stemma araldico un triskell d’argento su campo nero.
Si dedica anima e corpo all’Impero di Altarupe e per meglio fronteggiare le insidie sia interne che esterne all’armata, fonda la
Guardia Imperiale, integerrima compagnia votata all’Impero.
Ne assume infine il comando quando l’Imperatore lo nomina Dux, capitano di campo.
In breve tempo Brado consolida la posizione nella castellania, ne favorisce lo sviluppo e, su sublime concessione di Sua Eccellenza Il Lungimirante, fonda una propria casata: i De’Belial.
Brado De’ Belial, sensibile anche alla situazione economica, collabora alla fondazione della Gilda Banchieri e con essa dalle ceneri del vecchio Banco Reale di Altarupe, chiuso alla morte del re Aaron I, fonda il Banco Imperiale di Altarupe, immettendo nel reame banconote con un sofisticato sistema di rimborso in caso di furto.
Allarga le cerchie della Gilda anche nei confronti delle altre realtà politiche dell’Antico Reame, consolidandola.
Restituisce vita al Gazzettino di Altarupe, rilevandolo e dandone la gestione alla famiglia De’Hatt ed ampliandone i confini con il nuovo nome: Il Gazzettino di Altarupe e del Reame Incantato.
Adotta, estendendo la casata, il fido tesoriere della Gilda, Bartimeus e la guardia del corpo Balthazar.
Nell’anno 2008 DC, dopo aver contribuito a sventare il vile attentato ai danni del Primo Imperatore di Altarupe Artemis I Della Rocca Il Lungimirante, come ricompensa, Sua Eccellenza in persona, gli concede il Proconsolato di Patricia.
Subito dopo Brado lascia la guida dell'armata a Onikage che diventa il nuovo Dux.
Durante il raduno delle armate di Altarupe, tenutosi a Monte Moria sugli altopiani di Ao nel 12° mese dell'anno 2009, si è deciso di entrare in uno stato di guerra.
Il controllo e la gestione delle armate è stato unificato sotto un unico comando, composto dal Dux e da quattro Signori della Guerra.
Brado De'Belial, Raven, Thormod, Gavran.
.
Durante l'anno 2009, durante il Grande Sconvolgimento delle basi stesse del potere magico e clericale, Brado De'Belial racconta quello che successe.
Non credo che scorderò mai quel momento.
Avevo passato una vita intera a imparare quello che sapevo, sputando sangue, lottando, a volte coi denti e a volte con la spada.
Ora il nulla….
Il vuoto che occupava il mio sapere pesava su di me più di un macigno, una mancanza non colmata da nulla, una sensazione di stordimento, un sentirsi perso e impaurito, sul proprio letto, nel proprio castello.
Il castello, le pietre, un punto fermo. Io sono Brado, Centurione dell'Impero, no! Proconsole, Brado De'Belial.
DEIIIII!! Cosa mi è successo??
L'urlo aveva richiamato le guardie e la servitù e sbalzato dal letto la figura che mi stava a fianco.
Gli Dei… Teldon, il mio primo pensiero, forse lui mi può aiutare…
Ero sicuro di avere una cappella privata al castello ma non volevo chiedere, ho vagato ore prima di trovarla, cercandola la bramavo come un pellegrino cerca l'acqua nel deserto.
Non ricordo cosa è successo dentro, me lo hanno dovuto raccontare dopo.
Sono rimasto dentro la piccola stanza per una settimana intera, senza bere o mangiare, rifiutando il contatto con il mondo esterno.
Ho chiesto aiuto a Teldon e lui me l'ha dato.
Ora… lo sto ripagando.
Inspiro profondamente e indosso i paramenti da Inquisitore di Teldon, affinché tutti vedano che la volontà di un Dio non può essere ignorata.
Altro respiro e indosso la maschera cerimoniale che mi sono fatto costruire su misura, affinché sia chiaro che non si sta parlando con Brado De'Belial, Proconsole di Patricia e Comandante della Guardia Imperiale, ma con la mano di Teldon, le frecce del suo arco, con il suo inquisitore.

Onori! Sia lode a Teldon!
Brado De'Belial
29/06/09 Sezione PG famosi aggiornata
by newhyn on giu.29, 2009, under Aggiornamenti, Comunicazioni
Tutti devono sapere chi è Kirshrùan Galàtoorn, andate a visitare la sezione dei PG Famosi, cliccate QUI!
Kirshrùan Galàtoorn
by IL Narratore on giu.29, 2009, under Senza categoria
Kirshrùan Galàtoorn
“Ehi garzone!… altre due pinte! …e pensa che si dice che fu Daril delle Lame stesso a volerlo in quella posizione…”
“Anche ad Altarupe ho sentito la stessa voce, pare che superato un colloquio piuttosto duro con mastro Allanon, fu eletto subito come “Collezionista” della Corporazione sotto la guida dell’Eremita nonostante fosse così giovane…”
“Sciocco Altarupino! Non si esce vivi da un colloquio “piuttosto duro” con Allanon…”
“Forse è per questo che fu eletto per ricoprire quella carica…”
“E’ incredibile come, nonostante tutto, ancora crediate nella benevolenza e nella meritocrazia, voi di Altarupe…
… Te lo dico io perché finì a ricoprire quella carica…
Daril aveva bisogno di qualcuno che morisse al suo posto per alcune azioni avventate da lui stesso compiute!… e chi, meglio di un giovane Esploratore, che sarebbe caduto per colpa della sua inesperienza?…”
“…Ssshhh… Abbassa la voce, sei pazzo?!? Vuoi forse che qualcuno ti senta? !? …e allora spiegami come fa ad essere ancora vivo, se non sapeva di avere un sicario alle spalle? !?”
“Non si sa chi fosse quel sicario o che fine fece, ma una cosa posso raccontarti, “caro amico Ambasciatore di Altarupe” … cosa accadde ad un tavolo di Narva , un po’ di tempo dopo la sua elezione a Collezionista…
… Fu invitato, dalle più alte cariche politiche, a prendere parte ad un banchetto in terra Narvatica, non giunse solo, con Lui arrivò anche Colui che era descritto come l’unico in grado di padroneggiare la magia dell’Ombra e un’altra strana figura, alta, fiera, con il capo e il corpo coperti da una lugubre tunica nera, li ho visti con i miei occhi e ti assicuro che, sebbene fossi all’interno di mura amiche, mai mi sentì così stretto allo stomaco dall’angoscia che portavano con loro; si sedettero a quel tavolo come se da sempre fosse la loro dimora e ironia della sorte volle che seduto di fronte a Lui vi fosse proprio Daril, che non sembrò riconoscerlo sotto a quel cappuccio, reso ancora più nero dalla compagnia che aveva portato con sé, fino a quando una Sua frase divertita non ruppe il silenzio che fino a quel momento lo aveva accompagnato..
“ Salve Collezionista” disse a Daril mentre lasciava cadere il cappuccio scoprendosi il volto..
“Tu? …Vivo? …Tu DOVEVI essere mo …eehm …momentaneamente altrove …non è possibile!”
“Perché così sorpreso Daril delle Lame di vedermi qui, al TUO tavolo, dentro la tua terra, invitato dai tuoi Signori? …Vieni a fare una passeggiata con me ho molto da raccontarti sul mio lavoro in Corporazione …maestro…”
“…Eeehhm… magari finito il pranzo…”
“ NO… ORA!”
“E dimmi, dimmi che cosa accadde poi? Si chiarirono?”
“Kirshruàn tornò al tavolo senza espressioni sul volto, si limitò ad indossare nuovamente il cappuccio e ripiombò nello stesso silenzio con cui era giunto”
“… E Daril?”
“ Daril non finì mai il suo pasto… Sembra dovette partire subito per una lunga missione per la Corporazione, da allora non ha ancora fatto ritorno.”
“ Certo che, invece, Lui ritorno l’ha fatto eccome!.. Un mio amico, che ha contatti molto in alto, dice che ha ricoperto tutte le cariche corporative Collezionista, Esattore, Profeta… Fino a seguire le orme di quell’uomo di Altarupe che seguiva sempre.. come si chiamava? …Ronha credo o qualcosa di simile..”
“L’uomo di cui parli è Rohan, si dice che sia stato il suo primo maestro, ed hai ragione quando affermi che seguì le sue orme… per quattro anni lo si è visto girovagare senza impedimenti all’interno di ogni armata e campo, svolgendo i propri incarichi di “Magister” degli Esploratori e in molti si augurano che quella lingua lunga di Deetrabash Valorian seguirà i suoi metodi… Lui sarebbe stato capace di mettere a sedere allo stesso tavolo in una taverna, Sigurth Haraldson e Melchiah Zyphon, magari per una partita a scacchi…”
“C’è solo una cosa che non mi spiego, però, se tutto quello che mi stai raccontando è vero… perchè non è al posto di Mc Zambell alla guida della Corporazione, d’altronde ha già esperienza in ognuno dei suoi ambiti e…”
“Fermati sciocco amico! …Ora sei TU che faresti meglio ad abbassare il tono della voce… qualcuno sentendoti potrebbe dare vita a strane voci, non vorrai attirare la sua attenzione su di noi?…”
“…Hai ragione… Comunque l’hanno visto parlare con Della Torre poco prima che lasciasse le armate, altro non si sa… pensa che qualcuno è convinto che Lui risieda già alle Torri di Parma con gli Anziani e che abbia abbandonato la residenza che ha fatto costruire per il Signore del Sacro Ordine delle Ombre…”
L’unica cosa che intuirono, del movimento che li avvolse, fu il rumore, non di passi, non di parole, ma di un pugnale conficcato con sottile maestria al centro del loro tavolo da un’ombra distante da essi solo poche spanne, recante un messaggio…
“Il tuo amico ha ragione, faresti meglio ad abbassare la voce, non gli piace che si parli di Lui…”
Dialogo tra due Ambasciatori commerciali in una taverna ad un crocevia Talosiano
Orion Van Saar
by newhyn on feb.27, 2009, under Senza categoria
Orion Van Saar
Orion Van Saar nasce da Hylda Spadonis diversi anni fa, nelle foreste del Nord.
Suo Padre, Thor Van Saar, Cavaliere senza punti deboli, Maestro in tutte le armi morì quando Orion era ancora infante.
Un pugnale, uno scritto ed un medaglione sono l’unica cosa che poté conservare del Padre.
Per sempre il ricordo della tragedia morì nel più profondo del suo cuore, e un nuovo Orion nasceva dal dolore e dalla sofferenza.
La madre, un’elfa Laal, bellissima e molto dolce ma anche molto risoluta e fiera, morì quando era piccolo.
Orion crebbe così in assoluta povertà, tra stenti e soprusi, angariato dalle prepotenze dei lacchè e dei bravi dei Signorotti locali.
Divise le spelonche e le caverne per salvarsi dal freddo con il fratello maggiore, Eric lo Svitato ed il fratellino minore, Mizar il Mago.
Combatté contro fiere e veloci belve per salvarsi la vita, imparò a conoscere la natura per cibarsi dei suoi frutti, per non morire di fame.
Finché un giorno incontrò un guerriero enorme, imponente, invincibile.
Alla sua vista persino i lupi fuggivano, e senza voltarsi indietro.
Era un Lupo Ubriaco.
Il suo nome era Sulimon Kayne.
Sulimon si impietosì alla vista del ragazzo, sporco, impaurito, naturalmente diffidente.
Lo conquistò con un solenne ceffone e una tanica di birra.
Rimase colpito di quanto intensamente la sete scorresse in lui e decise di adottarlo.
Orion crebbe così con il suo Padrino, insieme al fratellino ed al fratello maggiore, Eric lo Svitato.
Sulimon gli insegnò l’essenziale, come cacciare per non morire di fame, come riconoscere i cinghiali dai maiali domestici e La birra dal sidro.
L’uso del dado per gabbare il prossimo e l’uso della parola per conquistarlo.
L’uso della spada per difendere la propria persona e le persone a lui care.
Il dado piaceva, ma ancor più la cetra, che principiò a toccare con impareggiabile bravura.
Finché un giorno Sulimon decise di portarlo ad un raduno delle armate.
Il ragazzo si distinse subito per una naturale propensione: curare le ferite altrui e proprie.
Si fece per questo, ma anche per il suo spirito dolce e amichevole, voler bene da tutti i suoi nuovi compagni.
I lupi Ubriachi.
Il rispetto per il Maiale ed il Cinghiale crebbe, come l’interesse per i culti Druidici degli Spiriti della Natura che imparò a conoscere.
Dopo diversi mesi accadde un fatto che avrebbe cambiato per sempre il giovane Orion.
Si recò a Vicies e imparò la guerra.
Il tradimento, la ferocia, la durezza più spietata e il disprezzo per qualsiasi Valore.
Incontrò in quel frangente un Uomo.
Dolce e amaro il sorriso, franca e tagliente la parola, quanto buoni e tristi i suoi occhi.
Il suo nome era Randagio Piedesvelto.
Conobbe la Leggendaria Libera Compagnia dei Gaudenti e capì quanto profondamente fosse forte in lui il Valore della Libertà.
Regalò a Randagio il pugnale di suo padre e tenne con sé il medaglione.
Al ritorno da Vicies prese i voti in un Monastero Teldoniano, a Miles, dove imparò l’Ortodossia e la Teologia.
Nel pieno mezzo di una ricerca assieme a Templari Corporativi, una Luce Verde si materializzò dal nulla, circondata da un’abbagliante Albedo dorato.
Una bellissima Musica riempiva i cuori e toccava gli animi dei presenti, e la voce del Padre si manifestò con sicura presenza.
Dopo qualche tempo divenne Inquisitore della Corporazione dei Chierici.
Gli anni scorrevano e Orion cresceva forte nei doni del Padre, imparò la Ritualistica, imparò nuove e più potenti preghiere, finché La sua fama di Ritualista superò i confini del Ducato.
Divenne Ambasciatore presso Altarupe e i rapporti di stima e di fiducia crebbero a tal punto che gli stessi Altarupini facevano il suo nome Per il massimo Soglio Teldoniano in Corporazione.
Padre Orion fu ordinato Cardinale, e da allora divenne un riferimento sicuro per ogni fedele Teldoniano.
A decine arrivavano le richieste di favori e di servizi di Resurrezione, ed Orion con umiltà e sincera Fede portava il massimo impegno in queste Azioni, arrivando a salvare innumerevoli vite, di ogni ducato, razza o religione.
Poi il dolore.
Il Padrino Sulimon assassinato da briganti e il suo amico di sempre Randagio ucciso senza un’apparente perché.
Il dolore.
Fondò l’ Ordine Monastico Guerriero della Sanctissima Guardia del Tempo, fondò insieme a Cristoph Dantès, a lui succeduto al Soglio Cardinalizio la Sanctissima Chiesa del Cerchio di Teldon.
L’Azione divenne l’Imperativo.
La fiducia in lui riposta da tutti, soprattutto da Clip, Fondatore dei Lupi Ubriachi, gli permise di sopravvivere a eventi unici e di evolversi, rinnovandosi.
Divenne Venerabile Decano della Via del Libro, riaprendo la Via da Tempo chiusa e rifondando, insieme agli Anziani di fatto la Libera Compagnia del Lupi Gaudenti Ubriachi, fusione delle due vecchie Compagnie.
Nasceva dal dolore una serena Fiducia nella Saggezza del Padre e nella Decisione degli Uomini di Buona Volontà.
La salvezza di Orion fu nell’appoggio costante dei suoi Compagni, del Capitano Clip, ma soprattutto del cugino Tornis e dello zio Gil Draug, che lo accolsero a braccia aperte in Milizia.
La Fascia fu quello che permise ad Orion di non perdere sé stesso, il senso e la sete di Giustizia, che l’amico Randagio gli aveva mostrato prima di loro.
Con la Fascia addosso curò innumerevoli vite, con la Fascia addosso abbracciò i suoi compagni ed il suo amico e fratello Christoph prima di consegnarsi
Alla interessata Inquisizione, con la fascia addosso si dichiarò Innocente a ridicole e vili accuse di Eresia, con la Fascia addosso decise che quella sarebbe stata la sua nuova Via.
Nell’anno 2008 dopo la caduta, ne lo Juliano Mense, Orion Van Saar, Baluardo di Milizia, con l’appoggio di Talos ed Altarupe veniva Eletto Sommo Cancelliere….

