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Lukas Herte

by IL Narratore on mag.26, 2010, under

Lukas Herte

La temperatura era mite, anzi, calda, quasi fosse sempre estate nei territori dei Tuiadri.
Soffiava un leggero vento, simile al Libeccio estivo.
Ancora una volta, in uan diaspora che pareva non avere mai fine, coloro che rimanevano della popolazione del reame, si erano spostati e si erano accampati.
All'esterno, i territori che conoscevano e, probabilmente, la quasi totalità del mondo, erano stretti in una morsa di ghiaccio perenne.
Sul fianco di una collina, un gruppo di quelli che potevano essere classificati come marinai, avevano piantato delle tende di fortuna e acceso un fuoco per cucinare la cena e illuminare un poco la zona. La seconda ora della notte era già passata e solo chi era di guardia era sveglio.
Poco più in là, lontano dalla danza delle fiamme e delle ombre, una figura scura si staglia rivolta verso la valle, in piedi, immobile ed imperturbabile.
Coperto fino alle caviglie da un lungo cappotto di broccato nero, la testa cinta da un panno scuro annodato dietro al nuca con le estremità a formare una sorta di lunga coda. All'altezza della fronte era puntata una moneta con incisa una figura femminile. Le braccia incrociate davanti al petto, gli occhi persi all'orizzonte, il volto serio e pensieroso, velato da una profonda tristezza.

“…Ehi Capo…”.
Uno dei marinai si rivolse al timoniere.
“…Tu che sei vecchio…Da quanto lo conosci il nuovo capitano?”.
Il timoniere, un quarantenne pelato ricoperto di tatuaggi tribali su tutto il corpo, abbastanza nerboruto e muscoloso da zittire con la sua sola presenza il ragazzetto che gli aveva rivolto la parola, alzò un sopracciglio voltandosi, accigliato più per l'agettivo usato nei suoi confronti.
“…Qualche anno…”.
Il ragazzetto rimase qualche istante in silenzio aspettando che il timoniere continuasse ma, evidentemente, non era di molte parole. Così incalzò di nuovo.
“…Ma ti pare normale che un capitano faccia così tanta baldoria con noi, tanto da sembrare un marinaio e di notte se ne stia lì, fermo, ad osservare l'orizzonte? Nel più completo silenzio? Non mi sembra quasi la stessa persona…”.
Il timoniere sbuffò.
“…Fa così perché dice che la notte non è mai sicura, ne a terra, ne in mare…Allora diventa più guardingo e serioso…”.
Poi al timoniere pare sfuggire un pensiero a mezza voce.
“…Era…Ehm è il fidanzato della defunta Capitano Mary…”.
Per un'istante si capì che aveva fatto una gaffe e il ragazzetto non esitò ad aprofittarne. Il timoniere, però, rispose prima che potesse proferire parola, ormai aveva capito l'andazzo della conversazione.
“…Al nuovo Capitano non piace che si parli al passato del vecchio Capitano…Non te lo avevano ancora detto?!”.
Concluse scocciato redarguendolo.
Questa volta fu il ragazzetto ad alzare il sopracciglio e ancora una volta il timoniere ad incalzare prima che potesse parlare, sbuffando nuovamnete in riferimento alla curiosità del suo interlocutore.
“…E' un mago…Molto potente…E' stato scudiero del Cavalier Radius dei Draghi d'Acciaio, è stato campione d'arme del medesimo Clan, è stato allievo di Gemini del Sacro Ordine Infernale…E' stato vice capo corporazione maghi quand'era retta dalla ora Imperatrice di Altarupe, Psiche Da Ege, fu il primo a fare richiesta per entrare a far parte delle corporazioni, ancor prima che si sapesse dell'anzianità, divenendo un segretario corporativo…E' stato capo scriba della corporazione maghi con Mastro Zildjian ed ora è capo bibliotecario sempre con il medesimo…Ma pare che sia rimasto insoddisfatto di quest'ultima nomina e si sia trasferito alla corporazione esploratori e a quella di milizia divenendo segretario degli esploratori e subito dopo è stato nominato, da un Anziano corporativo, tale Livicius se non erro, Maresciallo di Milizia…”.
Il timoniere sembrò un poco perplesso.
“…Cioé…Le corporazioni sono una cosa sola, sebbene suddivise in quattro a seconda degli insegnamenti…Ecco, diciamo che ha cambiato sede?!”.
Nemmeno lui pareva essere certo di questa ultima spiegazione, ma il discorso non continuò oltre.
“…Bhé fatto sta che pare essere un fedelissimo delle corporazioni…”.
Disse tagliando corto per continuare la sua descrizione.
“…Pare abbia iniziato la sua carriera nei maghi guerrieri di Allanon, che sia divenuto un ritualista con Psiche e sotto la stessa il primo demonologo assieme alla badessa Tesla…”.
Questa volta fu il ragazzetto a incalzare.
“…Cosa?!…Evoca demoni?”.
Il timoniere lo afferrò per il coppino e lo abbassò di forza vicino a lui.
“…Sssht!…Abbassa la voce stupido…Questa cosa sarebbe passabile di inquisizione…Ora, sotto Mastro Zildjian la scuola si chiama Evocatori e pare non siano veri e propri demoni ma proprio un'altra razza…E, comunque, il Capitano ne fa ancora parte…E, tra l'altro, pare che a causa di ciò ora frequenti spesso il Mago Nero…Nur…Nur-Saliàn…”.
Disse guardandosi attorno, quasi non volesse che orecchie indiscrete sentissero gli ultimi passaggi appena espressi.
“…Uff…Unica cosa certa ai miei occhi, comunque, è che ha combattuto su questa nave contro Shagrat…Insieme al resto della flotta ranita…”.
Il ragazzetto pareva sbalordito dal sentire tutti quei nomi importanti, poi però si fece subito perplesso.
“…Ma…Ad essere sincero volevo solo sapere come mai è così strano…”.
Il timoniere lo guardò stranito.
“…Bhé…Perché?!…Con tutti i rituali che deve essersi fatto assieme alla corporazione credi davvero che possa rimanere una persona normale? Ma lo sai che ne fa uno ogni mattina nella sua stanza?…E chissà dove avrà messo le mani in pasta con quegli evocatori…”.
Disse sottolinenado l'ovvietà, prima di incalzare nuovamente.
“…Però…Ora che mi ci fai pensare…E' diventato così dopo che è morta la Capitano…Figurati che a volte l'ho sentito parlare da solo…Tre notti all'anno, in tre date diverse, getta in mare in due una rosa nera e la terza volta una rossa… E, a dirti il vero, sono certo che non dorme più di quattro ore a notte…”.
Scosse la testa.
“…Però…Ho anche sentito che non è altro che un povero sbarbatello che si è fatto strada solamente leccando i culi dei superiori…E a dirti il vero, vedendo quanto si diverte a far baldoria con noi…Credo sia piuttosto vero…Non credo si applichi molto nel suo lavoro…E se ne sta lì solo per cercar di far credere che in realtà è uno serio…”.
Il ragazzetto intervenne ancora.
“…Allora cosa ci trovava la Capitano? Tutti mi hanno detto fosse una gran bella donna e che sapeva fare il suo lavoro…Ma soprattutto, com'è che è capitano?”.
Il timoniere fece spallucce.
“…Nessuno ha mai capito cosa ci trovasse, voci dicono che l'abbia battuta in duello, ma nessuno ci ha mai creduto…Mary era…Ehm è la migliore con la spada…Pace all'anima sua…”.
Una nota di tristezza si sentì nella voce del timoniere prima che riprendesse a parlare.
“…Bhé…Godeva anche dell'amicizia e della fiducia dell'Ammiraglio Borgia…Sarà riuscito a lisciare il pelo anche a lui…Visto che, comunque, la nostra nave godeva di particolari favori di circolazione rispetto alle altre navi della flotta…Avevamo una certa indipendenza…Poi, bhé, è arrivato il ghiaccio…”.
Il ragazzetto pareva perplesso ma il timoniere continuò il suo discorso.
“…Comunque, potrà essere un lecchino…Ma finché ci permette di rimanere pirati senza rompimenti di scatole dai governi e ci lascia fare ciò che ci pare…Per me può anche rimanere capitano…”.
Infine, facendo spallucce, come se tutto quel che aveva detto non lo interessasse, cambiò discorso.
“…E comunque…Intanto cerchiamo di mantenerci in salute in tutti questi spostamenti…Mentre i capoccia delle genti del reame cercano una soluzione a tutti questi casini…hai sentito che ne sono morti ancora prima di arrivare qui? Sotto la caduta di un lastrone di ghiacio?!…Poveracci…”.
Concluse scuotendo la testa, pensieroso e preoccupato.

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Robert Kay

by IL Narratore on apr.01, 2010, under

ROBERT KAY

Le due figure si fecero largo tra la folla, nell'accampamento c'era come al solito una piccola festa nonostante le disavventure e il freddo che incalzava. Un grosso fuoco illuminava la notte stellata, il profumo di brace inondava l'aria e riempiva i polmoni dei più affamati che gironzolavano intorno alla griglia.

"Ma padre come è possibile che riescano a fare festa con questo freddo?" chiese la figura più piccola

"Haha! Marc è evidente che sei ancora troppo inesperto per capire come vivono questi uomini… sono temprati dalle intemperie e sopratutto, non c'è miglior rimedio per non lasciarsi scoraggiare, che una festa organizzata da Fra Pandino!"

I racconti delle persone intorno al fuoco si susseguivano, parlavano di sbronze colossali, ma anche di battaglie, coraggiose gesta e aneddoti su Fra Pandino.
A quel punto successe qualcosa di strano… una figura incappucciata irruppe in mezzo alla festa, la musica si bloccò, e tutti volsero i loro sguardi verso lo straniero, qualcuno di fretta mise mano alla spada.

Appena la luce irradiò il suo volto, lo straniero si tolse il cappuccio e in mezzo allo stupore generale, emise un rutto fragoroso.

"Questo è in onore di Ruttolomeo!" esclamò!

Un uomo si alzò dal cerchio e corse incontro al nuovo arrivato… urlando

"Christoph!!!! Brutto maledetto di un EX cardinale! e poi dovrei guardarti le spalle??????? haha"

"Se dovessi contare le volte che ho parato io le tue…! hauhauha"

I due si salutarono calorosamente e dopo aver riempito il boccale di tutti, la festa riprese più rumorosa di prima

"Padre sono perplesso… "

"Figliolo imparerai… l'uomo con il cappuccio è l'ex cardinale Christoph Dantes… sembra che finalmente sia tornato a far visita al campo, è un uomo di grande spiritualità. Ha riunito i fedeli di Teldon come pochi prima di lui eran riusciti fare! Ha contribuito insieme all'ex Sommo Cancelliere Orion a far conoscere la Guardia del Tempo anche agli altri ducati, dopo la sua assenza però si è sentita la mancanza di una guida forte nella chiesa. Fortunatamente ora c'è Gil Draug, sono molto contento che sia rimasto in carica un Talosiano, soprattutto uno capace come Gil."

"E l'altro uomo?" chiese Marc

Alla domanda del figlio, il volto di Andrè venne illuminato da un ampio sorriso

"Beh figliolo diciamo che quell'uomo era destinato a fare il pescatore, come me… o almeno così avrebbe voluto suo padre. In realtà il destino gli ha riservato ben altre sorprese. I Dantes avevano chiesto il suo aiuto, vista la sua predisposizione per le armi, come guardia del corpo di Christoph dopo la sfortunata morte del fratello, Derevan. E' entrato a far parte degli allora Gaudenti, si è fatto strada in milizia ed è ambasciatore per Ran. Orion lo aveva anche nominato Capitano della Guardia del Tempo, ma non farti illusioni figliolo… nonostante sembri una persona piuttosto pacifica è uno dei più forti guerrieri di cui Talos dispone… Beh non hai ancora capito? … ti ricordi la leggenda di Malcom Kay che ti ho raccontato?"

"Ma allora lui è….."

"Si figliolo… vieni… ti porto a conoscere tuo zio, Robert Kay!" 

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Ananta Nagaraja

by IL Narratore on mar.03, 2010, under

ANANTA NAGARAJA

“…Ma non era morto?…”
Una frase appena sospirata interruppe il silenzio nelle cucine, il giovane Enil non era riuscito a tacere, sentiva già su di se il disappunto del capocuoco e aspettava rassegnato il momento in cui il suo vecchio amico lo avrebbe colpito, intimandogli di riprendere il lavoro piuttosto che perdere tempo in cose che non dovevano interessare un garzone di cucina; ma era stato più forte di lui: sapeva che era meglio non fare domande, che gli abitanti di quella dimora avevano comportamenti lontani dalla comprensione di un giovane delle campagne, eppure non era riuscito a tenere la bocca chiusa, quel pensiero gli ronzava in testa dalla notte precedente, quando salendo per il secondo piano, al cinquantesimo gradino, li dove gli arazzi raffiguranti baccanali e immagini sacre, lasciavano il posto ad una finestra dai vetri colorati e dalle rifiniture preziose, lo aveva intravisto, proprio li, sulle porte della stanza dove ogni notte portava una brocca di Eiaculus senza mai incontrare nessuno, per poi riportarla alle cucine l’indomani vuota .

Ricordava chiaramente lo sconforto che lo assaliva…..quel sorriso accennato che stava li a qualche metro da lui, tagliente come una lama e invitante come una donna dal mestiere antico… ricordava lo sforzo per non incrociare quello sguardo e di come l’istinto lo pregasse di fuggire mentre il suo corpo era ormai preda della paura, ricordava una voce, ma non ne era sicuro, un congedo sussurrato… ”…a domani venerabile zio…” e il silenzio che ripiombava pesante nell’atrio lasciandolo solo con quella figura dal fascino inquietante…

ananta 1

In quel momento di angoscia gli erano tornate alla mente le istruzioni del maestro di Palazzo su questa parte del suo compito: ”Se mai lo dovessi incontrare non fissarlo e non disturbarlo in nessun modo, è un ospite importante che viene qui a riposare, e per grazia del padre, non azzardarti a toccarlo! Mai!”

“Lavora ragazzo e non ci pensare troppo…fidati è meglio…” la risposta inattesa del vecchio lo aveva richiamato dai suoi ricordi,

“Ma come, non vi adirate? Non mi colpite per ciò che ho detto?”

“No” sospiro il cuoco…”ma guarda che lo faccio se non ti rimetti al lavoro, questo banchetto non si preparerà da solo!..e poi ragazzo, senti, non devi dare peso a tutto ciò che si dice su quel uo….su quel ospite!.. a sentir le voci è morto, ma le voci su di lui girano da che mio nonno era ancora giovane e ti assicuro è meglio non sapere quali sono vere e quali no.”

“molti Corvi caddero a Vicies, ma evidentemente lui non era tra quelli…..molti Narvatici morirono durante l’ultima guerra, ed io ho sentito più di uno giurare di averlo visto cadere nella prima o nella seconda delle grandi battaglie presso l’accampamento di Narva… al ritorno ad Eius, però, la sua stanza non era vuota!”

“Ma è vero che possiede una ramacian dal manto bianco? E che le ha fatto lesionare timpani e voce per far si che non serva ad altro che al suo diletto?…” chiese incurante di ciò che aveva appena sentito.. “poi dicono che dalla sue stanze entrino ed escano strane figure… ma se ciò fosse vero non credi che non lo saprebbe nessuno?…”

“Lascia perdere!..” sbotto il vecchio ormai visibilmente adirato, aveva alzato lo sguardo, e attraverso i vapori della cucina Enil riusciva a vedere negli occhi dell’uomo quello sconforto che la notte precedente gli si era cucito addosso.

“Non si Parla degli Oscuri! E figuriamoci del Cardinale Nagaraja! Non te lo hanno insegnato da piccolo?… si dice di qua …ho sentito di la….perché ora non gli vai a chiedere se è vero che è stato scudiero di un umano e se ha avuto sul serio una figlia da un’eretica?. piccolo idiota!” urlò il cuoco lanciando una pentola, per poi cercare di nuovo il contegno appena perduto.. “scusami ragazzo, ma ora piantala e torna a lavorare.”
ananta 2

Il giorno seguente il Capocuoco apri le cucine come suo compito e controllò che ogni garzone avesse svolto i servizi a lui assegnati. Nel farlo notò che una brocca per il vino mancava dalla dispensa….”Cosa normale da queste parti..” pensò, finché un pensiero non lo sconvolse, ed il sangue gli si gelò nelle vene….dicono che in quel istante con filo di voce disse:

“Ragazzo…non sarai stato cosi stupido da chiederglielo veramente?”

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Dherfell Van Helsyng

by IL Narratore on feb.03, 2010, under

Dherfell Van Helsyng
Dherf
“…..sei talmente tanto forestiero da non conoscere quell’uomo vestito di bianco e nero,che porta con tanta umiltà quel simbolo sulla tunica? Quell’uomo è Dherfell Van Helsyng, maestro dei Cavalieri dell’Antico Codice….mio padre. È il piu grande fra tutti noi, eppure è il più umile degli umili… un uomo che puo far giurare un Imperatore e allo stesso stempo offrire ad un lebbroso un sorso d’acqua dalla sua borraccia.
Un uomo che non si vanterà mai del suo titolo, che non  vedrai mai vestito con sete preziose, perché a suo parere la vera nobiltà risiede nell’animo di ognuno di noi, e non in qualche metro di stoffa pregiata.
Un uomo che non userà mai la parola ”religione” come pretesto per combattere genti o creature di fede diversa dalla sua, perché la vera fede, come mi ha ripetuto varie volte, sta nel nostro cuore e nell’agire rettamente.
No, non è di nobili natali, è uno come tanti cresciuto in povertà, ma che ha saputo cambiare il suo destino e lo ha fatto versando sangue, percorrendo la strada che gli era stata indicata da uno che indossava quella sua stessa croce tanto tempo fa…
…mio padre… una volta mi disse: ”chi salva una vita,salva il mondo intero” e per lui non sono solo parole, lo dimostra continuamente, è sempre pronto a rischiare la sua vita a protezione di deboli  e indifesi, di chiunque in quel momento sia in pericolo, uomo o creatura che sia… e lo farà fin che avrà un solo soffio di respiro…
Crede nel Codice e in ciò che rappresenta e tante volte penso che lui stesso lo incarni… ma questo è solo un mio pensiero… credo che dissentirebbe molto da questa mia affermazione… ma solo perché è convinto che lui è ben poca cosa rispetto al Codice che serve con tanta dedizione e sacrificio.
Si, avete ragione…è proprio un folle romantico sognatore, uno degli ultimi credo. Un vero Cavaliere….
È per questo che ora vi offro da bere e vi invito a brindare alla sua salute….e avete ragione…sono davvero fiero e orgoglioso di lui…..

Ah….un’ultima cosa…….non chiamatelo Maestro e non inchinatevi mai innanzi a lui…perché in maniera un po' imbarazzata vi risponderebbe…”alzatevi, inchinatevi solo agli dei e ai potenti, io sono solo un uomo….e chiamatemi Dherfell…è piu che sufficiente….”

 

Dialogo fra Fremen Van Helsyng e un avventore in una taverna 

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18/07/09 Personaggi Famosi aggiornati

by IL Narratore on lug.18, 2009, under Aggiornamenti, Comunicazioni

La sezione personaggi famosi è aggiornata, la trovate QUI!

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Brado De’Belial

by newhyn on lug.18, 2009, under

 Brado De'Belial

Estratto dalla descrizione delle famiglie nobiliari Altarupine, a cura di Orkhan Morbane:

E’ con grande onore che mi accingo a trascrivere queste poche righe inviatemi direttamente dallo scriba personale del Dux De’ Belial: egli ha concesso a me, Orkhan Morbane, di inserire le informazioni salienti riguardo alla sua vita,affinché tutti voi sudditi di Sua Maestà Artemis I Della Rocca Il Lungimirante, sappiate di che pasta è fatto il Dux Brado.
Brado nasce di modeste origini, nelle campagne circostanti il Castello di Argo.
Fino all’Infamante Massacro Di Vicies non si interessa di politica o religione, il suo unico interesse è il vigneto di famiglia, un piccolo possedimento, ma da sempre foriero di uno dei vini più apprezzati dai Castellani della città.
Poi Vicies…
Al ritorno delle armate apprende la notizia del massacro, della perdita di amici e figure per lui ormai leggendarie. Tutto ciò gli cambia la vita.
Decide di seguire le armate, abbandona il vigneto ad un abile fittavolo e si presenta sotto le insegne della compagnia, ormai falcidiata, dei Bradipi Furenti, stabilmente insediata ad Argo.
Non è facile per lui passare dal lento camminare tra i filari, ai fragori e incubi della guerra, ma decide di farlo al meglio, come il suo vino. Osserva, impara e per lunghi tre anni vive nell’ombra, accumulando i denari necessari per comprare l’equipaggiamento migliore.
E Brado studia. Studia per avere una formazione completa, eclettica, per essere preparato innanzi ad ogni evenienza. Si addestra all’uso di più armi, impara le sottili arti degli esploratori, i rudimenti della magia e riceve i doni degli Dèi.
Indi si ritiene pronto, emerge dal gruppo, propone nuove tattiche di guerra, comincia ad addestrare i meno esperti.
Sua Maestà Eccellentissima il primo Imperatore di Altarupe lo nota e gli dà l’incarico di organizzare l’esercito con la carica di Sommo Stratega: i risultati balzano immediatamente al’occhio del Lungimirante, Sua Eccellenza lo premia quindi, elevandolo al rango di Nobile con il titolo di Centurione di Argo, scegliendo come stemma araldico un triskell d’argento su campo nero.
Si dedica anima e corpo all’Impero di Altarupe e per meglio fronteggiare le insidie sia interne che esterne all’armata, fonda la Guardia Imperiale, integerrima compagnia votata all’Impero.

Ne assume infine il comando quando l’Imperatore lo nomina Dux, capitano di campo.
In breve tempo Brado consolida la posizione nella castellania, ne favorisce lo sviluppo e, su sublime concessione di Sua Eccellenza Il Lungimirante, fonda una propria casata: i De’Belial.
Brado De’ Belial, sensibile anche alla situazione economica, collabora alla fondazione della Gilda Banchieri e con essa dalle ceneri del vecchio Banco Reale di Altarupe, chiuso alla morte del re Aaron I, fonda il Banco Imperiale di Altarupe, immettendo nel reame banconote con un sofisticato sistema di rimborso in caso di furto.
Allarga le cerchie della Gilda anche nei confronti delle altre realtà politiche dell’Antico Reame, consolidandola.
Restituisce vita al Gazzettino di Altarupe, rilevandolo e dandone la gestione alla famiglia De’Hatt ed ampliandone i confini con il nuovo nome: Il Gazzettino di Altarupe e del Reame Incantato.
Adotta, estendendo la casata, il fido tesoriere della Gilda, Bartimeus e la guardia del corpo Balthazar.
Nell’anno 2008 DC, dopo aver contribuito a sventare il vile attentato ai danni del Primo Imperatore di Altarupe Artemis I Della Rocca Il Lungimirante, come ricompensa, Sua Eccellenza in persona, gli concede il Proconsolato di Patricia.
Subito dopo Brado lascia la guida dell'armata a Onikage che diventa il nuovo Dux.
Durante il raduno delle armate di Altarupe, tenutosi a Monte Moria sugli altopiani di Ao nel 12° mese dell'anno 2009, si è deciso di entrare in uno stato di guerra.
Il controllo e la gestione delle armate è stato unificato sotto un unico comando, composto dal Dux e da quattro Signori della Guerra.
Brado De'Belial, Raven, Thormod, Gavran.

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Durante l'anno 2009, durante il Grande Sconvolgimento delle basi stesse del potere magico e clericale, Brado De'Belial racconta quello che successe.

Non credo che scorderò mai quel momento.
Avevo passato una vita intera a imparare quello che sapevo, sputando sangue, lottando, a volte coi denti e a volte con la spada.
Ora il nulla….
Il vuoto che occupava il mio sapere pesava su di me più di un macigno, una mancanza non colmata da nulla, una sensazione di stordimento, un sentirsi perso e impaurito, sul proprio letto, nel proprio castello.
Il castello, le pietre, un punto fermo. Io sono Brado, Centurione dell'Impero, no! Proconsole, Brado De'Belial.
DEIIIII!! Cosa mi è successo??
L'urlo aveva richiamato le guardie e la servitù e sbalzato dal letto la figura che mi stava a fianco.
Gli Dei… Teldon, il mio primo pensiero, forse lui mi può aiutare…
Ero sicuro di avere una cappella privata al castello ma non volevo chiedere, ho vagato ore prima di trovarla, cercandola la bramavo come un pellegrino cerca l'acqua nel deserto.
Non ricordo cosa è successo dentro, me lo hanno dovuto raccontare dopo.
Sono rimasto dentro la piccola stanza per una settimana intera, senza bere o mangiare, rifiutando il contatto con il mondo esterno.
Ho chiesto aiuto a Teldon e lui me l'ha dato.
Ora… lo sto ripagando.
Inspiro profondamente e indosso i paramenti da Inquisitore di Teldon, affinché tutti vedano che la volontà di un Dio non può essere ignorata.
Altro respiro e indosso la maschera cerimoniale che mi sono fatto costruire su misura, affinché sia chiaro che non si sta parlando con Brado De'Belial, Proconsole di Patricia e Comandante della Guardia Imperiale, ma con la mano di Teldon, le frecce del suo arco, con il suo inquisitore.

InquisitorediTeldon

Onori! Sia lode a Teldon!
Brado De'Belial

Durante il raduno denominato la Pentesilea, nell'anno 2010 Dopo la Caduta, Teldon, e le corporazioni, hanno di nuovo cambiato la mia vita.
Fui membro della compagnia dei Bradipi Furenti, ai tempi in cui la compagnia era un fulcro dell'armata.
Fui castellano di Argo, che dal fango passò allo splendore, erigendo castelli, banche e tipografie.
Sono Proconsole di Patricia, ove risiede la celebre Cattedrale dedicata a Teldon.
Ho guidato le armate di Altarupe come Sommo Stratega
Ho fondato la Guardia Imperiale e ne sono il comandante.
Ho fondato la Gilda Banchieri
Ho guidato le armate di Altarupe come Dux
Teldon mi ha chiesto di essere la freccia del suo arco e di incarnare la sua volontà ricoprendo la carica di Inquisitore.

Ora, mi accingo a ricoprire la carica di Primo Ministro della corporazione Chierici. Possa Teldon e gli dei tutti donarmi la forza e la saggezza necessarie.

Sia lode a Teldon.


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29/06/09 Sezione PG famosi aggiornata

by IL Narratore on giu.29, 2009, under Aggiornamenti, Comunicazioni

Tutti devono sapere chi è Kirshrùan Galàtoorn, andate a visitare la sezione dei PG Famosi, cliccate QUI!

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Kirshrùan Galàtoorn

by IL Narratore on giu.29, 2009, under

Kirshrùan Galàtoorn

“Ehi garzone!… altre due pinte! …e pensa che si dice che fu Daril delle Lame stesso a volerlo in quella posizione…”

“Anche ad Altarupe ho sentito la stessa voce, pare che superato un colloquio piuttosto duro con mastro Allanon, fu eletto subito come “Collezionista” della Corporazione sotto la guida dell’Eremita nonostante fosse così giovane…”

“Sciocco Altarupino! Non si esce vivi da un colloquio “piuttosto duro” con Allanon…”

“Forse è per questo che fu eletto per ricoprire quella carica…”

“E’ incredibile come, nonostante tutto, ancora crediate nella benevolenza e nella meritocrazia, voi di Altarupe…
… Te lo dico io perché finì a ricoprire quella carica…
Daril aveva bisogno di qualcuno che morisse al suo posto per alcune azioni avventate da lui stesso compiute!… e chi, meglio di un giovane Esploratore, che sarebbe caduto per colpa della sua inesperienza?…”

“…Ssshhh… Abbassa la voce, sei pazzo?!? Vuoi forse che qualcuno ti senta? !? …e allora spiegami come fa ad essere ancora vivo, se non sapeva di avere un sicario alle spalle? !?”

“Non si sa chi fosse quel sicario o che fine fece, ma una cosa posso raccontarti, “caro amico Ambasciatore di Altarupe” … cosa accadde ad un tavolo di Narva , un po’ di tempo dopo la sua elezione a Collezionista…
… Fu invitato, dalle più alte cariche politiche, a prendere parte ad un banchetto in terra Narvatica, non giunse solo, con Lui arrivò anche Colui che era descritto come l’unico in grado di padroneggiare la magia dell’Ombra e un’altra strana figura, alta, fiera, con il capo e il corpo coperti da una lugubre tunica nera, li ho visti con i miei occhi e ti assicuro che, sebbene fossi all’interno di mura amiche, mai mi sentì così stretto allo stomaco dall’angoscia che portavano con loro; si sedettero a quel tavolo come se da sempre fosse la loro dimora e ironia della sorte volle che seduto di fronte a Lui vi fosse proprio Daril, che non sembrò riconoscerlo sotto a quel cappuccio, reso ancora più nero dalla compagnia che aveva portato con sé, fino a quando una Sua frase divertita non ruppe il silenzio che fino a quel momento lo aveva accompagnato..
“ Salve Collezionista” disse a Daril mentre lasciava cadere il cappuccio scoprendosi il volto..

“Tu? …Vivo? …Tu DOVEVI essere mo …eehm …momentaneamente altrove …non è possibile!”

“Perché così sorpreso Daril delle Lame di vedermi qui, al TUO tavolo, dentro la tua terra, invitato dai tuoi Signori? …Vieni a fare una passeggiata con me ho molto da raccontarti sul mio lavoro in Corporazione …maestro…”

“…Eeehhm… magari finito il pranzo…”

“ NO… ORA!”

“E dimmi, dimmi che cosa accadde poi? Si chiarirono?”

“Kirshruàn tornò al tavolo senza espressioni sul volto, si limitò ad indossare nuovamente il cappuccio e ripiombò nello stesso silenzio con cui era giunto”

“… E Daril?”

“ Daril non finì mai il suo pasto… Sembra dovette partire subito per una lunga missione per la Corporazione, da allora non ha ancora fatto ritorno.”

“ Certo che, invece, Lui ritorno l’ha fatto eccome!.. Un mio amico, che ha contatti molto in alto, dice che ha ricoperto tutte le cariche corporative Collezionista, Esattore, Profeta… Fino a seguire le orme di quell’uomo di Altarupe che seguiva sempre.. come si chiamava? …Ronha credo o qualcosa di simile..”

“L’uomo di cui parli è Rohan, si dice che sia stato il suo primo maestro, ed hai ragione quando affermi che seguì le sue orme… per quattro anni lo si è visto girovagare senza impedimenti all’interno di ogni armata e campo, svolgendo i propri incarichi di “Magister” degli Esploratori e in molti si augurano che quella lingua lunga di Deetrabash Valorian seguirà i suoi metodi… Lui sarebbe stato capace di mettere a sedere allo stesso tavolo in una taverna, Sigurth Haraldson e Melchiah Zyphon, magari per una partita a scacchi…”

“C’è solo una cosa che non mi spiego, però, se tutto quello che mi stai raccontando è vero… perchè non è al posto di Mc Zambell alla guida della Corporazione, d’altronde ha già esperienza in ognuno dei suoi ambiti e…”

“Fermati sciocco amico! …Ora sei TU che faresti meglio ad abbassare il tono della voce… qualcuno sentendoti potrebbe dare vita a strane voci, non vorrai attirare la sua attenzione su di noi?…”

“…Hai ragione… Comunque l’hanno visto parlare con Della Torre poco prima che lasciasse le armate, altro non si sa… pensa che qualcuno è convinto che Lui risieda già alle Torri di Parma con gli Anziani e che abbia abbandonato la residenza che ha fatto costruire per il Signore del Sacro Ordine delle Ombre…”

L’unica cosa che intuirono, del movimento che li avvolse, fu il rumore, non di passi, non di parole, ma di un pugnale conficcato con sottile maestria al centro del loro tavolo da un’ombra distante da essi solo poche spanne, recante un messaggio…

“Il tuo amico ha ragione, faresti meglio ad abbassare la voce, non gli piace che si parli di Lui…”

 

Dialogo tra due Ambasciatori commerciali in una taverna ad un crocevia Talosiano

 

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Orion Van Saar

by IL Narratore on feb.27, 2009, under

Orion Van Saar

orion.jpgOrion Van Saar nasce da Hylda Spadonis diversi anni fa, nelle foreste del Nord.

Suo Padre, Thor Van Saar, Cavaliere senza punti deboli, Maestro in tutte le armi morì quando Orion era ancora infante.
Un pugnale, uno scritto ed un medaglione sono l’unica cosa che poté conservare del Padre.
Per sempre il ricordo della tragedia morì nel più profondo del suo cuore, e un nuovo Orion nasceva dal dolore e dalla sofferenza.
La madre, un’elfa Laal, bellissima e molto dolce ma anche molto risoluta e fiera, morì quando era piccolo.
Orion crebbe così in assoluta povertà, tra stenti e soprusi, angariato dalle prepotenze dei lacchè e dei bravi dei Signorotti locali.
Divise le spelonche e le caverne per salvarsi dal freddo con il fratello maggiore, Eric lo Svitato ed il fratellino minore, Mizar il Mago.
Combatté contro fiere e veloci belve per salvarsi la vita, imparò a conoscere la natura per cibarsi dei suoi frutti, per non morire di fame.
Finché un giorno incontrò un guerriero enorme, imponente, invincibile.
Alla sua vista persino i lupi fuggivano, e senza voltarsi indietro.
Era un Lupo Ubriaco. 
Il suo nome era Sulimon Kayne.
Sulimon si impietosì alla vista del ragazzo, sporco, impaurito, naturalmente diffidente.
Lo conquistò con un solenne ceffone e una tanica di birra.
Rimase colpito di quanto intensamente la sete scorresse in lui e decise di adottarlo.
Orion crebbe così con il suo Padrino, insieme al fratellino ed al fratello maggiore, Eric lo Svitato.
Sulimon gli insegnò l’essenziale, come cacciare per non morire di fame, come riconoscere i cinghiali dai maiali domestici e La birra dal sidro. 
L’uso del dado per gabbare il prossimo e l’uso della parola per conquistarlo.
L’uso della spada per difendere la propria persona e le persone a lui care.
Il dado piaceva, ma ancor più la cetra, che principiò a toccare con impareggiabile bravura.
Finché un giorno Sulimon decise di portarlo ad un raduno delle armate.
Il ragazzo si distinse subito per una naturale propensione: curare le ferite altrui e proprie.
Si fece per questo, ma anche per il suo spirito dolce e amichevole, voler bene da tutti i suoi nuovi compagni.
I lupi Ubriachi.
Il rispetto per il Maiale ed il Cinghiale crebbe, come l’interesse per i culti Druidici degli Spiriti della Natura che imparò a conoscere.
Dopo diversi mesi accadde un fatto che avrebbe cambiato per sempre il giovane Orion.
Si recò a Vicies e imparò la guerra.
Il tradimento, la ferocia, la durezza più spietata e il disprezzo per qualsiasi Valore.
Incontrò in quel frangente un Uomo.
Dolce e amaro il sorriso, franca e tagliente la parola, quanto buoni e tristi i suoi occhi.
Il suo nome era Randagio Piedesvelto.
Conobbe la Leggendaria Libera Compagnia dei Gaudenti e capì quanto profondamente fosse forte in lui il Valore della Libertà.
Regalò a Randagio il pugnale di suo padre e tenne con sé il medaglione.
Al ritorno da Vicies prese i voti in un Monastero Teldoniano, a Miles, dove imparò l’Ortodossia e la Teologia.
Nel pieno mezzo di una ricerca assieme a Templari Corporativi, una Luce Verde si materializzò dal nulla, circondata da un’abbagliante Albedo dorato.
Una bellissima Musica riempiva i cuori e toccava gli animi dei presenti, e la voce del Padre si manifestò con sicura presenza.
Dopo qualche tempo divenne Inquisitore della Corporazione dei Chierici.
Gli anni scorrevano e Orion cresceva forte nei doni del Padre, imparò la Ritualistica, imparò nuove e più potenti preghiere, finché La sua fama di Ritualista superò i confini del Ducato.
Divenne Ambasciatore presso Altarupe e i rapporti di stima e di fiducia crebbero a tal punto che gli stessi Altarupini facevano il suo nome Per il massimo Soglio Teldoniano in Corporazione.
Padre Orion fu ordinato Cardinale, e da allora divenne un riferimento sicuro per ogni fedele Teldoniano.
A decine arrivavano le richieste di favori e di servizi di Resurrezione, ed Orion con umiltà e sincera Fede portava il massimo impegno in queste Azioni, arrivando a salvare innumerevoli vite, di ogni ducato, razza o religione.
Poi il dolore.
Il Padrino Sulimon assassinato da briganti e il suo amico di sempre Randagio ucciso senza un’apparente perché.
Il dolore.
Fondò l’ Ordine Monastico Guerriero della Sanctissima Guardia del Tempo, fondò insieme a Cristoph Dantès, a lui succeduto al Soglio Cardinalizio la Sanctissima Chiesa del Cerchio di Teldon. 
L’Azione divenne l’Imperativo.
La fiducia in lui riposta da tutti, soprattutto da Clip, Fondatore dei Lupi Ubriachi, gli permise di sopravvivere a eventi unici e di evolversi, rinnovandosi.
Divenne Venerabile Decano della Via del Libro, riaprendo la Via da Tempo chiusa e rifondando, insieme agli Anziani di fatto la Libera Compagnia del Lupi Gaudenti Ubriachi, fusione delle due vecchie Compagnie.
Nasceva dal dolore una serena Fiducia nella Saggezza del Padre e nella Decisione degli Uomini di Buona Volontà.
La salvezza di Orion fu nell’appoggio costante dei suoi Compagni, del Capitano Clip, ma soprattutto del cugino Tornis e dello zio Gil Draug, che lo accolsero a braccia aperte in Milizia.
La Fascia fu quello che permise ad Orion di non perdere sé stesso, il senso e la sete di Giustizia, che l’amico Randagio gli aveva mostrato prima di loro.
Con la Fascia addosso curò innumerevoli vite, con la Fascia addosso abbracciò i suoi compagni ed il suo amico e fratello Christoph prima di consegnarsi 
Alla interessata Inquisizione, con la fascia addosso si dichiarò Innocente a ridicole e vili accuse di Eresia, con la Fascia addosso decise che quella sarebbe stata la sua nuova Via.
Nell’anno 2008 dopo la caduta, ne lo Juliano Mense, Orion Van Saar, Baluardo di Milizia, con l’appoggio di Talos ed Altarupe veniva Eletto Sommo Cancelliere….

 

 

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